sabato 3 marzo 2007

PERSONAGGI SASSARESI


Se nelle strade di Sassari si possono incontrare ( raramente ) personaggi di alto lignaggio, tutti noi abbiamo memoria di alcuni personaggi sassaresi che ci hanno fatto sorridere per le loro stramberie e il loro comportamento. È la strada in fondo. Per esempio nella vignetta a lato si ricorda il personaggio di una signora che si fingeva vigile urbano e fischiando forte metteva le multe alle macchine in seconda fila su carta a quadretti. Molti ricordano il panico e la corsa per spostare la macchina .

Tanti altri ne abbiamo conosciuto come alcuni che qui sotto ci descrive Tino.
Sappiamo che è un'argomento delicato perchè dietro un nostro sorriso ci sono i fratelli, le madri e i figli.

Quindi se abbiamo un ricordo facciamolo con affetto....




DI MOLTI PERSONAGGI ABBIAMO RICORDATO L'INGIUGLIO IN UNA NOSTRA RUBRICA CHE HA AVUTO TANTO SUCCESSO. ingiugli sassaresi

INIZIAMO ORA LA RACCOLTA DELLE LORO STORIE E GLORIE ..........

Coscibianca

Personaggio sassarese conosciuto a cavallo degli anni cinquanta, quel dopoguerra che aveva segnato tanta gente, riducendola in miseria e costretta a vivere di stenti e alcuni anche di elemosina e carità del prossimo. Coscibianca era invece una specie di vagabonda, diventata così , perché il suo vecchio lavoro da “meretrice”, con l’età avanzata non poteva essere svolto. Quindi, non essendo stata parsimoniosa, nel mettere da parte i denari guadagnati, si è trovata di colpo a dover campare di espedienti. Il suo appellativo “Coscibianca”, gli era stato affibbiato nella casa dove lavorava, da qualche suo cliente buontempone, diventando un soprannome, il quale se lo portò appresso per sempre. I soliti ragazzi di allora (pizzinni pizoni), quando la incontravano la ingiuriavano continuamente al ritmo di: "Coscibià-Coscibià! "
La povera vecchietta trascorreva le sue giornate raccogliendo cicche di sigarette da terra, e allora erano proprio cicche, perché si fumava fino in fondo.
Il pomeriggio, fino a tarda sera, era solita sedersi sui gradini del primo portone delle Poste centrali per scartare le cicche e ammucchiare quel poco tabacco che riusciva a realizzare i un fazzoletto, per poi rivenderlo alle manifatture tabacchi di Piazza Università.
Durante questo lavoro di pazienza, chiedeva anche l’elemosina ai passanti. Così questo personaggio sassarese, trascorreva lunghe, penose e interminabili giornate, alla mercè di puntigliosi ragazzi che non la lasciavano maitranquilla, ai quali si opponeva solo con umili frasi di pietà, affinchè la lasciassero in pace. Anche questa una macchietta da non dimenticare, sebbene non sia stata molto onesta, ma purtroppo punita da una grande sfortuna.

Troiani

Uno dei più famosi personaggi sassaresi degli anni 40/50.
Uomo che senz’altro aveva girato il mondo. Forse imbarcato, portava infatti un vecchio cappello di ufficiale della marina, unto e bisunto.
Troiani era il suo vero cognome, originario laziale, aveva infatti un accento da burini romano.
Girava Sassari in lungo e in largo sempre vestito uguale con un abito sdrucito e spiegazzato oltre che poco pulito. Personaggio dal comportamento nobile, quasi un vero “clochard” francese, era tuttavia umile e servizievole e rari erano coloro che tentavano di prenderlo in giro, perché immediatamente venivano redarguiti a non permettersi più da suoi amici che solitamente lo tenevano nella giusta considerazione, proteggendolo e ospitandolo. Era si un vagabondo, ma di quelli buoni e tutti gli volevano bene.

Era solito frequentare i botteghini, non chiedeva mai elemosine ed era sempre invitato dai proprietari dei locali dove si trovava all’ora dei pasti. Lui era ugualmente generoso e ricambiava l’invito in un modo singolare, intratteneva i clienti con buona e dolce musica. Non usava strumenti, ma si arrangiava mirabilmente: emetteva un fischio soave e melodioso, accompagnandosi con una specie di batteria che ricavava con i palmi delle mani e relative ditta, battute a seconda del ritmo della musica, su pareti di masonite o sulla stessa del banco di mescita del locale, naturalmente lo faceva di spalle e le braccia dietro la schiena. Quando si esibiva aveva un sorriso accattivante e giulivo sebbene non avesse neanche un dente, ma la sua espressione con zigomi sporgenti e rossi e occhi brillanti, incuteva tanta simpatia e tenerezza. Anche la musica era bella, il suo pezzo forte era il “carnevale di Venezia”. Gli avventori, che apprezzavano le sue “ performance”, facevano a gara ad offrirle da bere, lui solitamente gradiva del buon vino e qualche capitava che si sbronzasse benevolmente, addormentandosi sulla sedia appoggiato al tavolo.
Abbiamo così ricordato un altro personaggio che ha fatto della storia di una Sassari di un tempo, vale a dire quando la nostra città era ricca di personaggi o macchiette innocue, ma piene di spirito e di gratitudine. I sassaresi rispondevano con grande solidarietà, annoverandoli come figli di una città che non vuol dimenticare nessuno.

Monello

Altro personaggio sassarese, girovago, umile e taciturno che non faceva male ad una mosca, ma i ragazzi di una volta lo prendevano di mira sfottendolo continuamente. Non chiedeva elemosina, ma la sua indigenza lo portava a accattare misere cose per poterle, magari rivenderle e, realizzare quanto bastava per sfamarsi. Personaggio che con la sua discrezione e infima condizione, commuoveva non poche persone generose che lo aiutavano economicamente, donandogli vestiario, scarpe e alimenti.

Il suo soprannome "Monello", era quasi un paradosso, perché era mite e buono, ma la sua bassa statura tozza e tondeggiante lo faceva assomigliare ad un monello di strada, ecco perché dava motivo ad essere preso in giro. Ma Sassari, lo ha comunque annoverato assieme a tanti altri, come Troiani, Perempempè, Cannaipicciu, Cippacchinu etc. tra i sui simpatici personaggi di un tempo, quando la vita non era molto allegra per molti, ma pur sempre da vivere, e noi qui adesso a raccontare alcuni stralci.

Agostino Campanaro

Altro personaggio di Sassari, soprannominato " Agostino Campanaro " Tale appellativo deriva dal fatto che per molti anni ha esercitato la funzione di sagrestano nella chiesa di Santa Caterina.
La sua abitazione, un magazzeno angusto, si trovava esattamente di fronte alla Chiesa, in Via Canopolo. Era un bravo esservitore della parrocchia, sempre disponibile ad ogni esigenza del Parroco.
Un piccolo vizietto, però, dopo tanti anni lo portò ad essere licenziato e precisamente, aveva preso il gusto di bere "vino di messa", tanto che veniva sorpreso sbronzo e addormentato dietro l'altare.
Quindi il provvedimento irreversibile che lo portò per un po’ di tempo ad essere disoccupato e vivere in misere condizioni. Riuscì tuttavia a rimettersi un po’ in sesto quando intraprese l'attività di "Strillone," vale a dire venditore di giornali ambulante. Attività che esercitava nel centro storico dal primo mattino. Ancora ricordo quella cantilena mattutina: " La Nuova Sardegnaaaaa! La Nuovaaaa! Nuovaaaa! Per venderne di più aveva escogitato un sistema: una carrozzella per neonati piena di giornali, in questo modo non faticava nel trasporto. Un altro modo era quello di diffondere notizie false per invitare gli acquirenti a comprare così il giornale. Ad esempio al mattino presto si fermava in un popoloso crocevia e iniziava a strillare dicendo: " Morto in un incidente stradale il Calzolaio tal dei tali…..! Uomo evidentemente molto noto nella zona e quindi, per curiosità tutti a comprare il giornale per leggere la notizia inesistente. Ma questo sistema non durò molto e, tra il suo vizio di bere e andare nei botteghini dal mattino, lo portò a diventare un trasandato e quindi un quasi barbone e da li ad essere preso in giro dai ragazzi di strada. Anche questo personaggio verrà annoverato nei ricordi di una Sassari d'un tempo, la figura non è sfuggita all'attento caricaturista Paolo Galleri, che assieme a tanti altri compare nelle pagine di una serie di caricature di personaggi sassaresi: dal Presidente Cossiga alla macchietta sassarese…

Tino enciclopedico

Vincenzo Buffa Buffa
Coiffeur della città, abile nel taglio dei capelli a domicilio, negli ospedali ed affini


Maciste
Omone dalla forza erculea famoso per i gesti di " fozza" e punta di diamante della " carovana"


Ciccittu Muntò
Raccoglitore di cartone con annesso carruzzo per le vie della città, primi esempi di raccolta differenziata.

Peppina la vicciaia
Signora molto anziana e trasandata che dava da mangiare a cani randagi e gatti, morta in un cassonetto della città.

Regina 5000
Anziana meretrice che aveva nel soprannome l'importo a prestazione


Pietrino lu ponciu
Altro addetto al recupero differenziato del cartone, sempre con carruzzo in dotazione


Dott. Prof. Basilio Falchi
Professione dentista, famoso nella città perchè sempre a maniche corte d'estate e d'inverno e per i bagni della salute a dicembre.

Saccone
Vendita all'ingrosso ed al dettaglio di fainè e gelati con carrettino, zona via Maddalena flavio o sotto l'upim vecchia.
E chi si può dimenticare il suo urlo: "bruscia ch'è calda..........."

51 commenti:

Pizzinnu pizzoni ha detto...

Bella mossa.
Tutti nominiamo personaggi famosi di Sassari, ma a bisu meu nisciunu li cunnosci avveru ...

Tantu pa dì: Ca era lu famosu "TRAPPADE'" ???

Eu no lu soggu ..........

pizzinnu pizzoni ha detto...

E la storia di "Zuniari di Molafà" chi la sa ??????

ajo ............!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

"Trappadè"
Personaggio Sassarese vissuto a cavallo degli Anni cinquanta dello scorso secolo.
Uomo probabilmente sfortunato, si dice fosse stato ferito nella seconda guerra mondiale, infatti aveva una protesi nel braccio sinistro, che stringeva con fibbie. Era anche un po’ zoppo e teneva con sé un perenne Baccolo nodoso. Il personaggio, del quale non si ricorda il nome, era soprannominato " Trappadè," "li pizzinni pizzoni" di una volta lo ingiuriavano continuamente perché vi era gusto sentirlo rispondere agli insulti, con altrettante bestemmie di una certa trivialità. Tali risposte però, avevano il sapore di battute ironiche improvvisate e spontanee che rendevano bene, in perfetto dialetto sassarese cionfraiolo e dimostrava il più delle volte di essere simpatico e scherzoso nonostante gli scherni. Infatti, per la sua irosa reazione, con alzata di Baccolo e ripetute famose "frasi," riusciva a tenere a bada e fare anche fuggire torme di ragazzini che lo accerchiavano. La più corrente tra queste la possiamo anche citare: " Oh bastardu! Vai a casa toia e arreggami li sigaretti chi aggiu lagaddu innant'a lu commudinu, cand'era cushaddu i lu lettu cun mamma toia arinotti!." Personaggio quindi da ricordare, a memoria di un tempo certamente poco bello per tutti, ma che il sassarese con la sua ironia riusciva a sdrammatizzare.

Tino

Anonimo ha detto...

E belli capelli a chi lo lasciamo?cumpà a vi l'hai zentu franchi pa un 'ampulla di birra?
Un mito.....

Carraiolu di Roseddu ha detto...

E Rocky .. quello che gira la mattina per sassari vestito da pugile ?......

crescosotto ha detto...

quello gira ancora

crescosotto ha detto...

Noto Pinuccio Cabizza

trubba ha detto...

..gesuino cosseddu ,gavino la cambiale ,parabà ...ih caz se li scriviamo tutti da quà non ce ne andiamo più ....complimenti per il blog!

crescosotto ha detto...

Quello degli ingligli lo abbiamo già fatto... questo è per i personaggi, possibilmente "speciali"....

mirinzana ha detto...

ho sentito parlare di un certo canna a ippicciu(credo si scriva cosi')qualcuno l'a mai conosciuto?
ciao mirinzana

Anonimo ha detto...

E da non dimenticare l'ancora attuale Gavino Gne Gne, per via del suo modo di parlare. Candu ni fara da lu Monti li pizzinni pizzoni lu ciammani:"Gne Gne"! ed eddu ripondi frasthimendi.

son3mendo ha detto...

Forse non è un cristiano, ma mio padre fra questi personaggi ci mette pure Chilometro. Qualcuno lo ricorda? Chissà se ci sono foto.

grapo ha detto...

non dimentichiamoci dell'ormai scomparso PITTUO sacrestano del duomo sino alla fine degli anni 80
poveretto sempre cotto ma un artista a suonar le campane (quando se ne ricordava) il suo nome era gavino e abitava nella parte bassa di via turritana, sopra il laboratorio di sig. antonio l'ipagliatore di sedie

Anonimo ha detto...

noi conosciamo anche caggazzua,brecchedebrek,marrangoni,antoninu succiadiddu,zuniarilu cinesu,tore lu fosthi,piegni piscitta.......

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

Perche non:)

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La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

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leggere l'intero blog, pretty good

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peppino cavallo pazzo ha detto...

i la greffa di lu Latti Dozzi gli ingiugli erani: Franco Troncunocci, Giulio Cirimella , Gianni Cita, Gianni Cespuglio, Giuseppe Soldatino, ovviamente puru la razza di " Lu fosthi " chi dabboi erani tutti bravi pizzinni,Franco Rabazzoni, Antonello Mammarua , Piero Nonno , Giovanni Caggazzua,Conzimu, Tonino Coddilongu, Antonio Lacrima, Johnny il Bastardo, Marco Kundra, e dabboi v'erani tutta una greffa liaddi al bar Michelino , di lu babbu di Gianni Sanna lu prisidenti di lu Latti Dozzi, Antonio Bodale, e umbe' d'ashtri.

Anonimo ha detto...

eh nicolino trimotore con don pauluccio esposito? sapete ki sono io la storia se volete la trovo xke e il fratellodi mia nonna

peppino cavallo pazzo ha detto...

Tandu giushtu pa fa' ammenti luntani, con Nicolino Trimotore , mitico venditore di scarpe vi soggu isciddu iguanti di voshti. Rimani famosa un dicciu ad una femmina di la liera chi eddu avia vinduddu dui botti di manca. " Signora , lascia o raddoppia? " si nno m'ammentu gandu v'era li primmi anni l'ippodromu di li cavaddi addareddu casa di Facci Nieddu e ghissi di rizzeddu, n'aviani furaddu un cavaddu e gandu ghissu chi ciamava li cavaddi dizzi " cavallo numero 5 in pista " addareddu a lu muru s'intindia " Compa' gira ghi e cottu " ma ghishta l'aggiu soru intesa,
era puru una buffunadura di la soshti ma era simpaddigu ed avia amiggu a vveru don Paoluccio Esposito ,lu babbu di Pietro Tore Luigi e sozzaru di Antonio Cabbi Ruiu di lu latti dozzi . Eddu ashtu e Nicolino la middau erani amigghi pa la soshti , ed un annu ara feshta di Santu Bainzu semmu faraddi l'ashtri a pedi, e noi cu la vettura mea e la motoretta di Nicolino mitica piaggio 50 a tre roddi . Don Paoluccio era pusaddu longu longu addareddu , Gianni Millefiori e Francesco Fois i ra macchina mea una citroen , ma turrendi Nicolino e don Paoluccio erani in quattru e ira macchina mea erani ottu o novi cumprindendi ghissi ghi erani i ru bagagliaiu . ovviamneti soggu fabidendi dill'anni 70 candu ishtazzia a lu latti dozzi.
si vi interressani ashtri ishtori diddimmiru e vi fozzu sabbe. adiosu
Peppino cavaddu maccu

Anonimo ha detto...

exe tetta la scimmia a chi la lasci




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