sabato 21 marzo 2009
martedì 4 novembre 2008
I sassaresi nel Mondo ci scrivono
Riceviamo da compare Luigi, sassarese attualmente a "Torino-Vercelli", un saluto a tutta la greffa. E cummenti dizini i li giornali a veru: VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Se altri sassaresi lontani vogliono unirsi, la rubrica "I sassaresi nel Mondo ci scrivono" è aperta !!
Lasciai Sassari parecchi anni fa per trasferirmi in Piemonte, dove viveva la mia anziana madre ammalata (lei si trasferì qualche anno prima). La rabbia che questa povera donna sia spirata senza aver potuto rivedere Sassari, mi ha rattristato immensamente; dandomi anche una rabbia interiore.
Benché oggi sia coniugato con una piemontese, posso dire che la città di Sassari mi manca tanto. A causa di un lavoro che mi tiene molto impegnato (letterariamente e giornalisticamente), non trovo mai il tempo per "scendere giù" a Sassari e poter far rivivere i luoghi della mia infanzia a mia moglie: via Lamarmora (carrera longa); piazza Tola e tutta quella serie di vie del centro storico nelle quali ho giocato (ricordo benissimo i "palazzi rotti" tra via Lamarmora e via Del Fiore).
Io abitavo in via Lamarmora, sopra la merceria di Paolo Dore, e lì vi ho vissuto dal 1960 (quando avevo due anni) sino al 1988. Mi mancano tanto quelle particolari atmosfere che vivevo al risveglio: il vocio di coloro che vendevano "la ciogga" sotto casa e quella voce tipica degli anni '60 «Sei limoni 100 lire!». Ricordo anche volentieri quelle lunghe passeggiate che si faceva assieme agli amici della propria "greffa"; andando verso le "roccette bianche", in zona di Luna e Sole quando non era ancora fabbricato; oppure al campetto di calcio della Buddi Buddi, quando ancora era tutta campagna.
Che dire, mi piacerebbe tanto se voi salutaste Sassari anche da parte mia; anche se son venuto a sapere che ha subito una serie di radicali cambiamenti: soprattutto mancherà quel bellissimo mercato civico nel quale vi giocai coi cari cugini ed i diversi amici.
Un saluto al mio caro amico d'infanzia Tore "pescecane", col quale ho condiviso i più bei momenti della mia gioventù.
Luigi
mercoledì 18 giugno 2008
SASSARESERIE: cosa ci piace di più ????
Saluti a tutta la greffa.
Stavamo guardando le statistiche del blog e ci siamo resi conto che l'argomento di cionfra che ha avuto più seguito è stato : ..............................
- Il decalogo del sassarese al mare ??
- La raccolta degli ingiugli ??
- I detti sassaresi ???
Sapete quale è la pagina più vista di di tutto il blog??
Caccia alla melodia Sassarese. Quella con il primo video di "plagio" de LaMirinzana.
4.000 visite solo dal 1 gennaio 2007. E quasi 10.000 ascolti su YouTube ....
Per non dire del successone su YouTube di "Lu divorziu" del maestro Ginetto Ruzzetta, partito sempre da sassareserie.
Allora, ci siamo detti, diamo più spazio alla musica folk.
Iniziamo con i bellissimi video di Mirinzana (pubblicati su youtube) su altri plagi famosi (La triglia, "presa in prestito" dal canto genovese Trilli Trilli, Maria Teresa del genovese Paolo Parodi che diventa Maria Niggora, ObladìObladà in salsa turritana, il plagio fatto in casa di "Seta pura c/ Lu zarrettu", un omaggio a Luciano Tajoli.
E infine il plagio di "La dighirindera" che "somiglia" al solito canto genovese "Olidin olidena", scovato da Mirinzana e mixato da noi.)
Ma fra poco festeggeremo l'arrivo del nuovo compare L'EMIGRADDU che ci segnalerà tutta un'altra serie di strane somiglianze in musica.
Aspettate e vedrete ... Solo il tempo di fare i nostri soliti mixaggi .............
Ma ora sotto con i
TAROCCHI SASSARESI
giovedì 8 maggio 2008
I SASSARESI E IL CASTELLO
Dagli scavi in Piazza Castello, salta fuori (abbaidda un poggu ...) IL CASTELLO.
E abà, cosa femmu ????? .... si dumandani politici, geometri, archeologi e sassaresi tutti.
Vi pinsemmu noi a dare un suggerimento alla città.
Con uno dei nostri sondaggi democratici che fanno decidere ai sassaresi:
ECCO LE ALTERNATIVE PROPOSTE DALLA COMMISSIONE
- Sotterriamo tutto. Che sennò sprechiamo qualche parcheggio.
- Ci facciamo una spiaggia sopra.
- Recuperiamo il piano cantine (che torna buono a tenerci la birra in fresco)
- Stiamo quattr'anni a affarrarci senza decidere un c....
Nel frattempo che decidete il nostro artista vi rappresenta il suo punto di vista......

A videzzi ...........
Anche La Nuova ne parla ...
Tutti in fila davanti al castello gli scavi diventano spettacolo
Una sorta di «impiego», che riempie le ore, e che fornisce decine di argomenti di discussione.
«Io il castello lo sposterei in mezzo alla piazza».
L'archeologo Luca Sanna, assieme agli operai dell'impresa che sta realizzando i sottoservizi, nei giorni scorsi ha riportato alla luce una parte del piano terra e il portale d'ingresso del vecchio castello aragonese. La scoperta è straordinaria, se si tiene conto che, fino a una settimana fa, si pensava che della fortezza fossero rimasti solo alcuni sotterranei. La facciata appena scoperta, però, si trova sotto l'attuale piano stradale di diversi metri. Il muro non è ancora stato portato alla luce completamente. Per ora, in base al materiale raccolto, il viaggio indietro nel tempo tra gli strati di terriccio si è fermato al 1700. Ma il castello risale al 1300. A operazioni concluse, infatti, si dovrebbe parlare di un dislivello totale di almeno cinque metri.
In uno spazio così ristretto, come quello di piazza Cavallino de Honestis, una voragine così profonda crea diversi problemi. Da un lato c'è il discorso della stabilità. È fondamentale verificare la tenuta della facciata e delle pareti di terra intorno allo scavo. Dall'altro c'è la questione, non trascurabile, del futuro del sito e di come renderlo fruibile. Le città italiane offrono decine di esempi, su come si possa conservare e lasciare scoperto uno scavo archeologico del genere. Basta fare un salto a Verona o a Roma per avere le idee chiare. Fondamentale, per capire la portata del ritrovamento, sarà l'esplorazione degli interni. Se fossero rimasti intatti i corridoi e gli ambienti visitati nel 1964 dagli archeologi della soprintendenza (all'epoca si pensava a sotterranei), si potrebbe addirittura ipotizzare di usarli come spazi espositivi. Magari realizzando una mostra permanente sul castello, proprio dentro ciò che resta del castello. Dopo la pausa del fine settimana, domani mattina gli operai riprenderanno a scavare. A fare da spettatori, come sempre, decine di direttori dei lavori, archeologi, urbanisti, architetti e storici.
a 16:16 5 intraddi in rasgioni
Parauri:
piazza castello,
sassari,
vignetta
mercoledì 5 marzo 2008
ELEZIONI POLITICHE: ABA' MAGNEMMU NOI
Dezi o quindizi candidati premier.
E ga anda cun chisthu; e ga anda cun l'althru.
Anche Sassareserie partecipa alle prossime elezioni, ma
Con il simbolo che sceglieranno i nostri iscritti tra quelli proposti dal nostro grande Crescosotto,
e con il nostro slogan:
Si può fare ??? - Rialzati italia ??? - E' ora di aiutare le famiglie ????
- Più zimino, meno tasse;
- Una grabiglia in ogni casa;
- Assunzioni in massa di tutti gli elettori maschi nei barracelli;
- Assunzione in massa di tutte le elettrici femmine alle poste ;
- Riviste gratuite: La Nuova Sardegna, Il Vomere, Trabaglia Mandrone agli usceri della Provincia;
- Lotto a Platamona minimo 100 mq. con spiaggia privata, trappole anti uomo, punterulo per bucare i palloni, doppietta caricata a sale per chi solleva la sabbia e usa i racchettoni, albero privato per appendere la busta di mondezza ;
- Paccioccio libero;
- Affiancamento ai Vigili Urbani di Bagnini quando piove in città;
- Validità nei parcheggi a pagamento dei tagliandi anche se compilati a penna;
- Prezzo politico di 10 centesimi a chilo per i generi di prima necessità:
- ciogga minudda
- ciogga grossa
- coccoiddu
- pedi d'agnoni
- fave (da fare a ribisari)
- cordula
- tattareu
- bisari e zarretti
per scegliere il nostro SIMBOLO ELETTORALE
domenica 24 febbraio 2008
LE NUOVE MINIERE SASSARESI
LE NUOVE MINIERE SASSARESI
Un grido di dolore si leva dai Lavoratori della nuova Questura di Sassari.
Noi di Sassareserie non possiamo rimanere indifferenti a tale sconcio.
Nel nuovo e luccicante edificio della Nuova Questura i Lavoratori dell'archivio, sistemati nientepopodimeno che al sottopiano, si lamentano per voce del solerte sindacato.
Come ci informa la Nuova Sardegna, nei soffocanti, puzzinosi e bui sotterranei i poveri impiegati lavorano al lume di antiquate lampade al carburo e data la troppa umidità da pittura fresca, sono stati colti in massa da svenimenti e eruzioni cutanee. Prossimamente, asma, silicosi, brucellosi e durori di panza.
L'unità di crisi si è immediatamente attivata ed i medici stanno correndo ai ripari con elevate dosi di carta curativa sotto forma di certificati medici.
Solidali con i Lavoratori e con tutta la categoria degli archivisti costretti nelle moderne miniere a sobbarcarsi quintali di pabbiru e di acari, speriamo in un deciso intervento del Questore.
Al primo lavativo che sviene e marca visita auspichiamo che si rechi presso l'Ordine Dei Medici ad incenerire qualche iscrizione e ad ingrossare le file dei veterinari.
Un po di rispetto per chi lavora sul serio in condizioni disagiate .....
venerdì 22 febbraio 2008
INGIUGLI SASSARESI: milli e fruscia !!!
E CONTINUA
siamo a 1.013
e in rosso quelli che ci hanno portato a quota MILLE
- 3D (Tre Denti)
- Abbacalda
- Accendino
- Accogli cio cio
- Agniru padedda manna
- Alessandra cozza amara
- Alessandro vagina
- Alfonso pesthaseu
- Alfredo caggannienti
- Altobelli
- Amerigheno
- Amma gamma
- Anano
- Andrea WWF
- Andreina occhio stronzo
- Angelino la cheche
- Angelo rosco
- Anna cioccia
- Antonietta piscia e brinca
- Antoninu cagga marro'
- Antoninu succiadiddu
- Antonio gorgonzola
- Antonio hinoki
- Antonio la pelosa
- Antonio raschio
- Apasch
- Arecci di ghisa (noto giraffa)
- Ariggagliar'in curu
- Aroplano
- Assunta azza-la-randa
- Babarrottu
- Babbasoni
- Baccarello
- Bachisi l'urinari
- Bachisio e bambolina
- Bacinella
- Badoglio
- Baffo
- Bagassedda
- Bambolina
- Banzai
- Barabba
- Baracca
- Barca a Vela
- BARRACOCCO
- Barri di porchu
- Baschunittu
- Bastianino manicomio
- Bello so’ Deo
- Beppe Grillo
- Bestemmia
- Betlemme
- Bidello
- Bigabiga
- Bigocco
- Bildo
- Billossio
- Bingo bongo
- Bistecca
- Bizzoccu
- Bla Bla
- Blanda
- Blo blo
- Bobosh
- Bocca di mussa
- Bocca di pacciocciu
- Bocca di trudda
- Bocca senz'ossu
- Boccetta
- Boccia di seu
- Boccione
- Bolero
- Bonnannaro
- Bora bora (...ortolano nonchè obriere per molti anni)
- Botti di Babbu
- Braccia di cartone
- Bracconieri
- Brasileiro
- Brazzincù
- Brazzittu
- Brecchedebrek
- Brinca palazzi
- Brucchitta
- Bruce Ledda
- Bruciafuoco
- Bruco
- Bubbolo
- Bubbone
- Buco Sporco
- Budda
- Budino
- Buffabuffa
- Buffanennè
- Bugannanna
- Bullone
- Bum Bum
- Buone
- Burgugnao
- Burzum
- Busacchi
- Buscica
- Butellone
- Buttaredda
- Buttiglione
- Buttrillo
- Caballero
- Cabbi mannu
- Cabbiruju
- Cabboccia
- Cabbu arruddaddu
- Cabbu d'agnoni
- Cabbu d'antunna
- Cabbu di boccia
- Cabbu di compressore
- Cabbu di contatore
- Cabbu di cotenna
- Cabbu di ginocchio
- Cabbu di gioddu
- Cabbu di meldha fioridda
- Cabbu di Mincia Arretta
- Cabbu di parabrezza
- Cabbu di ventu
- Cabiassu
- Cabicchione
- Caboccia
- Cabu d'agnoni
- Cabu di ciuppa ciuppa
- Cabu d'obu
- Caddarana
- Caddarina facci caggadda
- Cagabantaroni
- Cagga longu
- Cagga sthegliu
- Caggabanderi
- Caggafaba
- Caggaippicciu
- Caggazzua
- Cagghina
- Cagnolino
- Calabrone
- Calamaro
- Cama Cama
- Cambogiano
- Cammumma
- Camomilla
- Campanaro
- Canarino
- Candeggina
- Candela
- Cane da caccia (Latte Dolce)
- Cani grassu
- Cannelloni
- Canni Sthrintu
- Capellone
- Cappellino
- Cappellino coglioncione
- Caramella
- Carcantola
- Carciofino
- Cardellino
- CARNE DI CAVALLO
- Cartone
- Casdharella
- Casgiaddina
- Casgiu frazigu
- Casper
- Cassonetto
- Cassora
- Cavallo
- Cavellino
- Cazzareddu
- Cazzu Arruddaddu
- Cecio
- Celestino la ringhiera
- Cellino
- Centimetro
- Ceppo Rosso
- Cespuglio
- Chen
- Chicchiricchi
- Chichigliotta
- Chinova
- Chiodde
- Chipudda
- Ciabatta
- Ciabattino
- Ciambella
- CiarlaNtano
- Cic e ciac
- Cicarello
- Cici pompino
- Ciclone
- Cicoria
- Cicotino
- Cidetto
- Ciffariello
- Cigioni
- Cimbrana
- Cimme
- Cinaschi
- Cinesino
- Cinghiale
- Cinque ferrari
- Ciogga minudda
- Cipici'
- Cipollina
- Cippaccu
- Cirillinu la bestia
- Cirimella
- Ciste
- Citrullo
- Cittarella
- Ciuccetto
- Ciuffariello
- Ciùri Frùri
- Civoni
- Claudio dumbo
- Cocorito
- Coddaggani
- Coddilongu
- Coddu d'ariustha
- Colera
- Colla Staffa
- Collu nieddu
- Conchedda
- Confusione
- Cornelio
- Costantino ciabattino
- Costanzo pezzu di pani
- Cozzone
- Crabbasorda
- Crabbioni
- Crabetta
- Crema
- Cristina la carne
- Crocifisso
- Cucchetto
- Cucchiaino
- Cuccummiau
- Culo
- Culo di Paglia (Amelio)
- Culo di papera
- Culu in pipparu
- Curu di mar’assentu
- Curu di piombo
- Custhantinu muschaddu
- Custode
- Dalshim
- Daniela pitbull
- Daniele minestra e latte
- Daniele rothwailer
- Daniele Scioccato
- Daniele straccivecchi
- Danilo banana
- Danilo manichino
- Dario argento
- Dario la scimmia
- Dario van damme
- D'Artagnan
- Davide Bellastoria
- Debbino
- Debolezza
- Delon
- Dentone
- Didì
- Dimoniu
- Din don down
- Dinamite
- Dino lava per terra
- Dino passalapalla
- Doddo
- Dodò
- Don Carlo (Pupetto)
- Dondolo
- Donna pantera
- Dreghedendrè
- Drighi drighi
- Droga
- Dudu
- Duma Lu Moncinu
- Eba calda
- Einstein
- Emanuele l'ebreo
- Emilio la fogna
- Enrico frittellone
- Eujoint
- Fabrizio farina 00
- Facci niedda
- Faccia d'angelo
- Faccia di cani
- Faccia di luna
- Faccia di Sardina
- Faccia di sonnu
- Faccia di trudda
- Faina
- Falchetto
- Fasgiurinu
- Fausthinu l'imbresthia
- Faveta
- Favore
- Ferru vecciu
- Fettina di cabaddu
- Feu avveru
- Fiagghina
- Fiaggu di bedi
- Fiaggu di latti
- Fiammifero
- Figa d’India
- Filippo Parasangue (lu Masthru di grabiglia)
- Filoncino
- Filtrino (noto Passerotto o Montebianco)
- Finto bello
- Firippu magg'i'e mai
- Fischietto
- Foffo
- Fòibizza
- Folletto
- Foresteri
- Formaggino
- Formica
- Fozzafèa
- Fragolino
- Franca la giostra
- Francesco Cagnolino
- Francesco la freccia
- Franco California
- Franco catapulta
- Franco dentino
- Franco di predda
- Franco giro limoni
- Franco lu ballista
- Franco maciste
- Franco trunca un occi
- Francobollo
- Frecciotto
- Freddo a faccia
- Frisgiora
- Fritellone
- Frugamondezza
- Fufito
- Fura Mironi
- Furia
- Futti pignendi
- Galleggiante
- Gallo
- Garau occhio masterizzato
- Garrincia
- Gastrite
- Gattino
- Gatto
- Gavino Bombolino (Monte Rosello)
- Gavino Gne Gne
- Gavino l´Elica
- Gavino litranga
- Gavino lu poeta (porto torres)
- Gengiva
- Gennargentu (Benemeda)
- Genoveffa rompiddintrè
- Geppetto
- Gerolamo
- Gesù bambino
- Gesu' cristo
- Gesuino la bellezza
- Gesuino salciccia
- Ggaisò
- Ggani morthu
- Ghevino
- Ghiottolino
- Giacomino doppio passo
- Giacomino il terrorista
- Giacominu posa-in-barella
- Giamario Porcellino
- Giambatista la griadura
- Giamburlotto
- Giammario l'ammazza cristhiani
- Gian Ballotto
- Giancarla trentatré
- Giancarlopassofelpato
- Gianchetta
- Gianna La Pazza
- Giannetto la balla
- Gianni catta l'invasore
- Gianni coddapurthali
- Gianni gurraccia
- Gianni la Belva
- Gianni la ditta
- Gianni la regina
- Gianni Lu Becciu
- Gianni piscitta
- Gigantino
- Giggi bobboi
- Gigi brancazzo
- Gigi bumbuglioni
- Gigi il Bullo Secco
- Gigi lupo
- Gigione
- Ginopaoli
- Gintoro
- Giosue' la sthrea
- Giosuè piscia-lu-riu
- Giovanna dracula
- Giovanna la Giavesa
- Giovanna puzza di piedi
- Giovanni 4 mine
- Giovanni Squalo
- Giovannino mezza pittorra
- Giraffa
- Giuannina concarumasa
- Giuseppe babbo o mezzolitro
- Giuseppe cagnolino
- Giuseppe lavaddi ra maglietta
- Giuseppe merendina
- Giustiziere
- Gnappo
- Gnivolo
- Gnogno
- Go
- Goldrake
- Gomma gomma
- Gosimo balarecci
- Grazia mincìri
- Graziano33
- Graziella caggatosthu
- Graziellina lu terrore
- Grazietta cagga foggu
- Grazietta fefè
- Grazietta pettacrùa
- Guardami negli occhi
- Gufo triste
- Guglielmu pigliancuru
- Gullit
- Gusper
- Hickock
- I Fratelli Bellezza
- I fratelli ligabue
- I fratelli scaldabagno
- I Temutissimi Monteleprini
- I tre re
- Iffascia toyota
- Ignazio cabbimannu ,
- Ignazio la punta secca
- Il conte me
- Il finto gobbo
- Il Parroco
- Il pigo e il meo (fratelli di m.lepre)
- Il Pompiero
- Il Postino
- Il tedesco
- Il verme (che vendeva i giornalini usati)
- Il Vigile Tortello
- Ischicciammesdha
- Isidoro
- Ivan drago
- J&b
- Jackie Gianbattista
- Josh cabbu di nocciolina
- Juannina bù-bù
- Juke box
- Kabubi
- Kgb
- Kinder bueno
- L´Isthrazzoni
- L’Accanidda
- L’Ancillotto
- L’Arrotino
- L’Artista
- L’Incendiario
- L’Orso Bigio
- La bacciccia
- La Bantéra di lu Monti
- La Befana (6 Gennaio)
- La bichicca
- La Bùsina
- La caddrìaggia
- La Caggadda
- La carcantola
- La Carrògna
- La cernia
- La cirrosi
- La cubestha
- La curraccia
- La famiglia Colesterolo
- La famiglia faccinieddu
- La fontane
- La gaggadda
- La Galbani
- La Guardia
- La jatta
- La ladra nota paola
- La Macca (Kapitoo!)
- La marrana
- La Muddina
- La Ringhiera
- La scimmia (grattacielo di Montelepre)
- La sogliola
- La tigre del monte
- La vecciaia
- La Volpe
- Labbra d'argento
- Labbri di gonnu
- Labbri di Gullit
- Labbroni
- Lacrima
- L'ainu biancu
- Lalla barrazzadda
- Larenzu esci-da-curu
- L'arrotino
- L'artista
- Le Zonche
- Lelle allocca
- Lello busta
- Leoncino Piaggio
- Leppereddu
- Lerch
- L'estremo
- Li bagheri
- Li casi
- Li fradeddi nic e noc
- Ligabue
- Lillina bellamisò
- Lillinu la russia
- Limonino
- Lince
- Lo Sporco
- L'ommu più allinaddu di lu mondu
- Lu battenti
- Lu bonciu
- Lu boscè
- Lu Brasgeri
- Lu Bumba
- Lu Caggoni
- Lu calloso
- Lu Criccu
- Lu Franzesu
- Lu furiosu
- Lu giapponi
- Lu Gobbu
- Lu grongo
- Lu Milesu
- Lu mincioni
- Lu Napuritanu
- Lu pezzente
- Lu pindacciu
- Lu Pranciaddu
- Lu Profeta
- Lu pucchaccioni
- Lu Puppioru
- Lu re de lu catrammu
- Lu Sussincu
- Lu Tassu
- Lu Tunnu
- Lu Zoppu
- Lu zozzone
- Luca mondezza
- Luca pompò
- Luca squalo
- Luciano Bobby Solo
- Luigi cabbi ruiu
- Luiginu cazz'arrodau
- Lumacone
- Luzianu futtipignendi
- Macchinetta
- Maciste
- Mafietta
- Magilla gorilla
- Magna coibu
- Magna madrigga
- Magna Moscha
- Magna muccu
- Magnabizza
- Magnammìo
- Magnamorthi
- Magnapesciu
- Magnasaponi
- Magogì
- Mai si ni Mèssia (Caibòni)
- Mallau
- Manaccia
- Mandolino
- Maneccia
- Manganello
- Mangia Mele
- Mangiafuoco
- Mani di merdha
- Manolo
- Maradona
- Marajà
- Mararidì
- Marcello bim bum bam
- Marcello futtipaddroni
- Marco sfera
- Maria azzichirriosa
- Maria Gubba
- Maria la gonza (o le conce)
- Maria la pazza
- Maria Zuffa
- Mariaghitta
- Marieddu lu muggori
- Marinella
- Mario cima
- Mario lu franzesu
- Mario muntinaggiu
- Mario zucca
- Mariolino Clear
- Marrangoni
- Maseo
- Massimino mezzapittorra
- Massimo topone
- Masthru Cecciu
- Masthru giginu lu pirata
- Masthru imbroglioni
- Mauro bruco
- Mauro sborro
- Mazziganu
- Mazzinga
- Mazzumbone
- Mazzundei
- Memmeo
- Mera Cotta
- Mercury (che invecchiando è diventato Jhonson)
- Merendina
- Meschino
- Mesina
- Messa Satanica
- Mezzo Chilo
- Mezzumossu
- Michele camischia
- Michele fuma fuma
- Michele Gamicia
- Michele immensità progresso
- Michele sapei
- Mikelino detto anche Makkinetta
- Mille e zentu
- Mille Lire
- Millefiori
- Minciarretta
- Mincimannu
- Minestrina
- Minestrone
- Minnia
- Miscia miscia
- Miss Ravanella
- Mognogno
- Mokadoro
- Molletta
- Mondezzina
- Mondezzino
- Monello
- Monetina
- Monzetta
- Moscardino
- Moschina
- Moschita
- Moscone
- Motocross
- Mototopo
- Mowgly
- Muccinelli
- Muchacho
- Muffa
- Mulla la zima
- Muru muru
- Mussolini
- Mustazzi di troddiu
- Mutanda
- Muzzigghiri
- Nacio di ra gonza
- Naddoria giabiassu
- Nanerottola
- Nanetto
- Nanni tempesta
- Nanniloy
- Nasimodde
- Naso di cuoio
- Nasu di veccia
- Nasuppa
- Nicolino lu criccu
- Nikilauda
- Ninettu lassarandà
- Nino cagg'eba
- Nino d'angelo
- Nino le corse
- Nino montelepre
- Nino monzitta (il piu grande colpitore di testa di tridria di via rosello e intorn
- Nocciolina
- Non ti Coschu
- Nonno
- Nunzio
- Nutella
- Nuvola
- Occhio Duro
- Occi biaittu
- Occi di jatta
- Occi di pisaru
- Occi di pumadda
- Occi pumpaddi
- Occiabbrincu
- Occidostu
- Odorico la tinnìa
- Olivia (due fratelli)
- Omar occi di triglia
- Omicidio
- Ommudimondu
- Oreste Tre Teste
- Orlandino lu furiosu
- Ortensia
- Pabanzoru
- Padellone
- Pallainporta
- Pallina
- Palloncino
- Pancia di Fava
- Panciolino
- Pandorino
- Pane e fontina
- Pannolino
- Pantagarrera
- Panza di fuffaru
- Panzigobbu
- Panzimannu
- Paoletto Lu Griccu
- Paoletto pisciabotti
- Paolo Mondezza
- Papa nero
- Paperino (il vigile urbano)
- Papero
- Pappagoni (Fainè)
- Paquarinu la checca
- Parabà
- Parabattura
- Paradiso
- Parrucchino Sette Bellezze
- Passaggio a livello
- Pastasciutta
- Pattattoni
- Pedi di brancia
- Pedi di truciolo
- Peppi imbeffasanti
- Peppina la correnti
- Peppina la puchacciona
- Peppino l'abatjour
- Peppino ra vozza
- Peppinu candera
- Peppinu La Vecciaia (di no cunfundissi cu la bonánima di Peppina)
- Pernice
- Pesci pesci
- Pesciolino
- Peste
- Petrocelli
- Pèttinati
- Pezzudibbani
- Piantina
- Pibiristi
- Piccioccheddu
- Piccioncino
- Piccione
- Piedone
- Piegni piscitta
- Pier il tatuato
- Piero gig niko
- Pietrino forza bruta
- Pietro la rogna
- Pietro porca madonna
- Pigapiga
- Pina la bionda
- Pina sparami in petto
- Pineda
- Pinghinitta
- Pinghipinghi
- Pingo pingo
- Pino la lavatrice
- Pino la zecca
- Pinocchietto
- Pinocchio
- Pinuccio la cimagga;
- Pinuccio la cina
- Piper
- Pirighetto
- Piro Piro
- Pironia
- Pirrimpa
- Piscia Letto
- Piscia purthari
- Pisciabotti
- Pisciagarrera
- Pisciallongu
- Pisciopì
- Pisellino (Latte Dolce)
- Pisthizzoni
- Pittùo
- Pizzetta
- Placido
- Platamona
- Pochisciampi
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- Testa di sugo (cabbu di bagna)
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- Testone
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- Tonino mandino
- Tonno
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- Topo Gigio (Latte Dolce)
- Topolino
- Topone
- Tore banana
- Tore bicicletta
- Tore Biscotti (Fantino)
- Tore boch
- Tore chip
- Tore grattacielo
- Tore Il Polacco
- Tore lu fosthi
- Tore lu mancanti
- Tore mandrake ( famoso macellaio del monte degli anni 80-90)
- Tore manicomio
- Tore mitraglia
- Tore Peppina (Monte Rosello)
- Tore uno (toricino)
- Tore varechina
- Torebue
- Tori lu vostri
- Toricino la gazzosa
- Tottu Boi
- Trabazzoni
- Trabizzoni (noto puru Mappamondo)
- Traina
- Trapanò
- Treballe
- Trentapance
- Trentatré
- Trimotore (si legge con tre o quattro "t")
- Trimpeddu
- Troddiu fissu
- Truddoni
- Tubu Tubu
- Tumbarucazzu
- Tunnettu
- Turbina
- Tusthoinu
- Vaporella;
- Varecchina
- Vasino ammazza magnacci
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- Venticello
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- Vittorio lu codditosthu
- Whisky
- William petti di pollo
- Wolly
- Zabanaggiu
- Zagaria
- Zagor
- Zaibeddu
- Zampetta
- Zampettoni
- Zanfretta (Scimmioni)
- Zarrettu
- Zazzà pisciaquastheri
- Zentu franchi (belli capelli)
- Zia ammincùru
- Zia gru
- Zia pasquarina memmè
- Zibeddu
- Zilleri
- Ziminea
- Zimino e cannonau
- Zincuzzentu
- Zinzura
- Zio boccione di Li Punti
- Zio fanfani
- Ziobirra
- Ziodda
- Ziu Antunino
- Ziu gege cazzabuttiru
- Ziu jaggu caggatramazza
- Ziu lioni triburìa
- Ziu luiginu l'arrumbaddu
- Ziu magnamuru
- Ziu mariu curicaggaddu
- Ziu maschu succiaciunciu
- Ziu pauru la gròria
- Ziu pietrinu mincioni
- Zivanakis
- Zorro
- Zotta
- Zukkino
- Zuniari
- Zuniari ipparracuràzzi
- Zuniari lu cinesu
ACCORPATI PA MODU DI DI'
accorpare
[ac-cor-pà-re] v.tr. (accòrpo ecc.) [sogg-v-arg]• Raggruppare in un'unica struttura due o più elementi, spec. nel l. burocr., in riferimento a enti SIN fondere, unificare: a. aziende"
Insomma stanno per accorpare la Soprintendenza di Sassari-Nuoro in un'unica entità con quella di Cagliari.Gli oggi è difficile e questi di Sassari non ci fanno manco smontare i Nuraghe per farci i muretti a secco. Figuriamoci se passa tutto a Cagliari, dobbiamo cambiare anche la grammatica per fare le domande in carta da bollo.
" Chiediammo il nulla osta per la costruzionne del capannonne... "
Bedd'abburòttu.
giovedì 21 febbraio 2008
CIRCO.......SCRIZIONI
A mi voti per la Circo... scrizione ?
Chi di voi non ha ricevuto la ferale domanda, chi di voi non ha risposto " perchè ? "
Chi di voi non si è chiesto " a cosa serve" oppure, ancora più tragico.... cos'è il GETTONE DI PRESENZA ? forse quella cosa che si compra con un'euro e si mette nella gettoniera dell'autoscontro ? non lo sappiamo.
Ci è giunta notizia che questi organi ogni tanto si riuniscono con cadenza condominiale ed affrontano argomenti ... condominiali, ed i membri prendono il gettone dell'autoscontro.
Se poi sbattendosi uno con l'altro gli viene il colpo di frusta non è dato saperlo.
Però il nome completo dell'organo è consiglio circo... scrizionale . Forse allora questa cosa serve a dare consigli, a chi ? al Sindaco. Siamo solidali con il nostro primo cittadino che secondo noi è sommerso dai plichi che ogni giorno gli arrivano sulla scrivania con millemila consigli utili per gli acquisti, chissà se riesce a leggerli tutti.
Comunque l'argomento è velato da mistero. Se poi ci dite cosa cavolo è questo benedetto Gettone noi vi diciamo dov'è l'autoscontro.
venerdì 15 febbraio 2008
DIFFERENZIATO
Al mercato civico di Sassari stanno studiando il modo su come differenziare insieme ai rifiuti UMIDI anche le menti UMIDE dell'amministrazione locale.
La vicenda:
Nei giorni scorsi al Mercato Civico di Sassari è stata bloccata la raccolta dei rifiuti prodotti dagli operatori. In pratica i fruttivendoli , i macellai ed i pescivendoli metteranno nelle buste regolamentari gli scarti delle loro lavorazioni e poi nei cassonetti delle vie adiacenti.
Probabilmente, visto il volume prodotto giornalmente dai bravi commercianti sassaresi, ( a parte qualche pescivendolo che a nostro avviso zicchirria troppo) l'intasamento sarà assicurato e prevediamo che gli abitanti della zona dovranno spostare lo smaltimento presso zone meno trafficate... la piazza del comune non è lontanissima.
Comunque confidiamo nell'adattabilità degli operatori.
Stretti come sono tra di loro nell'attesa del mai finito nuovo mercato, un pochino di mondezza tra un banco e l'altro già ci sta.
Al limite chiediamo al Sindaco Cagaranzo Russo Iervolino una consulenza.
La solidarietà prima di tutto.
martedì 22 gennaio 2008
AVVISO AI NAVIGANTI: QUESTO BLOG è SERIAMENTE affetto da TURPILOQUIO
(che è poi la più frequentata del blog come ogni buona porta di ingresso ...)
uno dei post che ha inaugurato Sassareserie un anno e mezzo fa.
QUESTO BLOG è SERIAMENTE affetto da TURPILOQUIO
I SASSARESI E IL TURPILOQUIO
In genere, il turpiloquio è esclusivo appannaggio della "società maschile" e si ritiene di pessimo gusto dire "certe parole" in presenza delle "signore".
A Sassari le cose sono sempre andate in una direzione un po diversa.
Le parolacce sono radicate nel linguaggio parlato un po' a tutti i livelli, non solo fra i giovani, non solo fra uomini e donne, ma per colorire discorsi o espressioni particolari, anche per radio, per televisione o sui giornali non è raro trovare parole che in altre realtà si riterrebero impronunciabili.
Due sono i tipi di "espressioni volgari" usate: la parolaccia e l'imprecazione.
La PAROLACCIA vera e propria ha il significato di un insulto contro una persona.
Tuttavia,a Sassari, il suo uso "abbastanza" frequente ha molto sminuito la sua violenza.
Valga per tutti l'esempio della tipica espressione, "figliolu di bagassa"(da figlio di madre ignota), in molti idiomi usata contro una persona per darle del "bastardo".
Questa, che pure pronunciata con durezza è un'offesa abbastanza grave, ha in Sassarese una connotazione quasi affettuosa: infatti, per tradizione, i bambini figli di nessuno sono persone particolarmente furbe, abilissime nell'arte di arrangiarsi, dinamiche e scaltre, abituate come sono a lottare con la vita giorno per giorno.
Per questo, non di rado, questa espressione viene rivolta a un amico furbo, che ha dimostrato la sua scaltrezza in qualche occasione speciale.
Non sarà così raro che un Sassarese coccoli affettuosamente il pargolo della sua migliore amica sussurandogli paroline dolci come "e beh ... bruttu figlioru di bagassa ....".
Altrettanto potrà capitare di sentire all'incontro di due Sassaresi dopo anni di lontananza " ... e beh...!! La bagassa di mamma doia ..... Già ti'nniscia la canna a ciammammi d'ogna tantu".
Nè si dovrà leggere malanimo nell'espressione "Ancu ti'nnesciani l'occi" rivolta ad un commensale cui sia sfuggito un banale ruttino ....
Così, logorate dall'uso continuo, molte parolaccie hanno perso il loro significato originario acquisendone decisamente un altro: "casino", per esempio, ha quasi sostituito il termine confusione, caos disordinato, perdendo il suo significato di "casa di tolleranza", "bordello".
Ha dato tra l'altro numerosi derivati: fare casino, confondere le cose; incasinato, essere confuso; casinista, disordinato nel pensare o nell'agire.
E' questa la vera genesi dell'espressione " ... vai a casino" che detta da un Sassarese sta in genere per "lascia perdere" o "non insistere oltre" o del cortese "a coddare a casino" ovvero: "la tua proposta non mi trova pienamente d'accordo"
L'IMPRECAZIONE, ovvero la parolaccia usata solo per esprimere il proprio disappunto, o anche impiegata come intercalare, senza voler offendere nessuno e senza più nessun vero significato letterale, se non quello di esprimere rabbia, sorpresa, gioia, dolore e comunque un'emozione forte.
I forestieri spesso accusano il sassarese di usare l'intercalare "cazzo" con una certa frequenza, anche se un attento studio filologico semantico evidenzia un utilizzo poco più che sporadico:
a) "cazz" in apertura di discorso (cfr il "well" anglosassone o il "bueno" degli spagnoli).
b) "cazz" come virgola
c) "cazzu diauru" come punto e virgola
d) "cazzo" come punto esclamativo.
D'altronde, si giustificherebbe un Sassarese "in ciabi" di questo tipo di parolaccia abbiamo esempi perfino in tedesco, in cui la parola "Scheisse!" non ha alcun valore semantico se non quello di mostrare la propria rabbia, corrispondente al francese "merde!", privo di qualunque riferimento sessuale. Cazz....
Naturalmente per lo straniero, che a Sassari ha presto l'occasione di conoscere varie forme di turpiloquio, è consigliabile un apprendimento esclusivamente passivo di questo, perché difficilmente (a meno di non soggiornare lungamente in città) potrà imparare a dosare con esattezza la maggiore o minore gravità di determinate parolacce e l'opportunità di proferirle senza rischiare una brutta figura o una reazione anche vivace dell'interlocutore. (mai apostrofare un Sassarese con i luoghi comuni "impiccababbu" o "magnacaula" pena vederlo "partire di testa" ovvero eseguire la "manovra Zidane").
Insomma, a Sassari esiste un "uso aristocratico" del turpiloquio (per esempio nei salotti bene) e anche un uso "intellettuale", per cui certe parole sono proferite quasi con affettazione.
Qualche esempio tratto dal quotidiano aiuterà il "profano" a capire meglio:
"Vai e iscimminni tuttu gantu da la perra manna di li cuglioni; figlioru di bagassa. Cazzu !!" (Ma va là, va là, va là !!)
"E beh.... e chissu cabu du cazzu di to maridddu, non z'è giuntu ???"
(Ad un party molto chic: padrona di casa ricevendo un'amica)
e la lista potrebbe continuare a lungo................
La parola ai blogghisti !!
Liberamente ispirato da:
Lingue Italiane, di Giulia Grassi e Roberto Tartaglione, CI.ELLE.I Edizioni, Firenze 1985)
sabato 15 dicembre 2007
AUGURI DA SASSARESERIE E SIRIO
ANCHE QUEST'ANNO BABBO NATALE TROVERA'
AD ATTENDERLO IL MIGLIORE AMICO DEI SASSARESI
(ANCHE SE NON SE LO CAGA NESSUNO)
AUGURI
mercoledì 21 novembre 2007
ODE A SASSARI
Ragazzi, c'è un poeta tra gli appassionati frequentatori di questo blog semiserio.
Ci ha scritto una mail su sassareserie@gmail.com e ci ha regalato un suo "contributo" come l'ha chiamato lui. Una piccola ODE a Sassari, alla città e ai suoi abitanti.
Chi è l'autore ??? Su Sassareserie è garantito a tutti l'anonimato e gli abbiamo chiesto di scegliersi un ingiuglio per firmarsi sul blog.
In onore del vecchio pontefice massimo dei goliardi sassaresi "Boccione" il nostro poeta si chiamerà "BOCCIETTA". E gli diamo il benvenuto.
Qui dentro ci dedichiamo senza freni alla cionfra libera, allo scazzio fine a se stesso.
Ma ci è piaciuta l'idea di questa ODE A SASSARI e la pubblichiamo volentieri.
Amo Sassari, non me ne vergogno.
Sassari e’ una fede, e’ un modus vivendi, e’ una religione.
Molti non la amano e la disprezzano,
in alcuni momenti la amo di meno, ma sotto sotto mi piace sempre.
Sassari e’ bella d’estate e d’ inverno, ma anche in primavera:
forse un po’ meno in autunno,
Amo Sassari e i sassaresi, popolo cionfraiolo divertente, esuberante
a volte ingrato e scroccone ma pur sempre sincero e genuino.
Amo la Sassari mattutina resa frenetica dai lavoratori,
i profumi emanati dai panifici al centro storico,
le belle giornate dal freddo pungente,
i commercianti incazzati per il poco lavoro,
pochi guerrieri che resistono alle grandi distribuzioni:
macellai, artigiani, calzolai ecc.
Amo la Sassari di sera, i buonasera e i ragazzi che passeggiano quotidianamente in centro,
i bar tutti pieni, una birretta con gli amici,
il giro per i negozi, la faine’ in via usai, o un sempre attuale panino con i polpi.
Amo la Sassari dicembrina, quella della liberAtio e della faradda di li carruzzi.
Amo la gente di Sassari, i matti, le macchiette innocue;
persone spesso disagiate, ma sempre felici,
sempre pronte a divertirsi in ogni situazione “puru si v’e’ ariabascia” a casa.
E ”.. no vi so dina’ ".
E’ stupenda Sassari d’ estate, i pellegrinaggi in quel pezzo di paradiso
naturale e umano chiamato PLATAMONA, dove si mescolano
e dove si possono trovare affiancati i vari strati sociali della citta’.
Sassari delle arrostite continue, delle graticole piene e delle cotture memorabili,
dei candelieri e della commozione legata a essi.
Sassari e’ la nostra citta’, non si puo’ disprezzare.
IO amo tutto di questa, monotonia e luoghi comuni compresi.
BOCCIETTA
a 22:16 3 intraddi in rasgioni
Parauri:
vita cittadina
venerdì 16 novembre 2007
NON TUTTO E' PERDUTO
Amici di SASSARESERIE,
Temevamo che i bambini ormai non parlassero più il nostro dialetto ......
Temevamo che lo spirito irriverente e cionfraiolo del Sassarese "in ciabi" non fosse più una dote delle nuove generazioni.
PER FORTUNA NO !!!!!
Il mitico GIOVANNINO è la prova provata che possiamo dormire sonni tranquilli.
a 18:24 4 intraddi in rasgioni
Parauri:
bambini prodigio
sabato 20 ottobre 2007
SASSARI
onlySassari ha realizzato e messo in rete questo bel video.
Tra una cionfra e l'altra, ci è sembrato bello far vedere alla rete la nostra città.
Con questa bella dedica dell'autore che entra a far parte della greffa di Sassareserie con l'ingiuglio di
non la cambieremo con nessun'altra..
ci emozioniamo solo a parlarne..
e nessuno ce la deve toccare!!
cioggabiodda
giovedì 20 settembre 2007
BUON COMPLEANNO SASSARESERIE

Sassareserie è nato per scherzo proprio 1 anno fà, il 14 settembre 2006.
E un gioco è rimasto. Una parentesi di buonumore alla nostra maniera per tutti quelli che sono passati o sono capitati da queste parti.
MICA POCHI, a conti fatti.
In 1 anno abbiamo totalizzato:
47.531 pagine viste.
AUGURI, SASSARESERIE
e buon divertimento a tutti
giovedì 23 agosto 2007
FARADDA DI LI CANDARERI 2007: A Z'AFFARREMMU ???
L'Intergremio ha deciso: il voto alla Madonna dell’Assunta, non si deve sciogliere con le regole "degli altri".
I Fabbri sono scesi e Li Mazziddaggi si sò arranggiaddi baddendi lu Candareri i la jesia di La Trinità.
E noi " ... faraddu Lu Candareri zi n'andemmu ... messa o non messa ..... " hanni dittu chissi di l'Intergemio.
Come dicevamo mesi fa: "Il cittadino è confuso".
La tradizione è importante, quindi noi ci battiamo perché sia rispettata. MA FINO IN FONDO.
I Gremi nascono dalle corporazioni che distinguono un mestiere da un altro, quindi ogni partecipante deve essere giustamente dotato di licenza e qualifica. Una licenza della Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA).
I partecipanti d’ogni Gremio dovranno eseguire delle prove pratiche, con lo scopo di dimostrare la loro capacità di mantenere viva l’esperienza maturata da diffondere alle nuove generazioni.
MATERIE D'ESAME
I Piccapietre deve scolpire nel granito almeno un’immagine del sindaco in carica da regalare alla cittadinanza.
I Massai si devono munire dell'antico strumento denominato “ zappa “ (o in alternativa di un "marrapicco") e dimostrare di saper dissodare e fare solchi in aree preposte di dimensioni non inferiori ad un ettaro.
I Falegnami, muniti di sgorbia e pialla devono realizzare a mano un Cantarano di congrue dimensioni, con cassetti.
Gli Ortolani devono saper distinguere almeno dieci specie di piante da tubero analizzandone solo le foglie.
I Muratori devono compiere una gara di resistenza con la caldarella piena di cemento, dove il giudice con il cronometro incita i partecipanti con la frase “ ... arregga impasthu !!“
I Viandanti abbandonati sul Gennargentu devono arrivare in piazza d’Italia orientandosi con mezzi di fortuna ed a dorso di mulo entro e non oltre le dieci ore.
I Calzolai devono riprodurre fedelmente un paio di scarpe modello “ Tods “ in un tempo massimo di otto ore.
I Contadini devono convincere almeno quattro massai e due ortolani a lavorare per loro gratis per un tempo minimo di un giorno.
I Sarti dovranno cucire un capo. Il modello di riferimento da "prét a porter" sarà prelevato da un negozio di gestione cinese e gli esaminandi, dopo averlo copiato a regola d'arte, dovranno dimostrare che il costo dell'opera è uguale o inferiore all'"originale"I Fabbri (ormai ammessi a "furor di briadda") dovranno realizzare un letto in ferro battuto senza l’ausilio di saldature e nessuno strumento di tipo elettrico.
Sappiamo che alcune prove sono più dure di altre, ma d’altronde si sa, i mestieri sono duri e differenti uno dall’altro.
In vista della prossima faradda (chi siani dezi, ondizi o canti vurimmu ...)
invitiamo i frequentatori a proporre le nuove prove d'esame per i gremianti.
INCLUSI QUELLI DI NUOVA AMMISSIONE
(e come al solito: "senza intrà i li càmari di mezzu"... a pena di "scancellazione")
a 16:00 13 intraddi in rasgioni
Parauri:
tradizioni
martedì 21 agosto 2007
LA MIRINZANA TAROCCA
NON UNA REPLICA MA UNA PRECISAZIONE
Il post su "La mirinzana Tarocca" è del dicembre 2006.
Il 20 agosto 2007 un frequentatore del blog ci ha fatto sapere che la "scoperta del tarocco" ha anche un'altra paternità. E di molto precedente.
Ne approfittiamo per ricordare un vero "personaggio" sassarese prematuramente scomparso.
Un pensiero a ALFREDO MURTULA che diversi anni fa scoprì la questione, rintracciò Mauro Lusini e lo intervistò per TELEGI.
(Mirinzà. Per la precisione .....)
Abbiamo realizzato un mixaggio di La Mirinzana (Tony del Drò, Giommaria Santoni e Lionello Siddi) con l'originale (ebbene si .....) composto da un certo Mauro Lusini (di Siena) nel 1970 circa.
Mauro Lusini chi era costui? (vedete su Wikipedia ...)
E' l'autore (aveva solo 20 anni...) di un pezzo celebre come "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones" ed è stato anche autore di Patti Pravo .....
Il nostro inno nazionale è un "tarocco" ????? O è solo "liberamente tratto ...." da opera altrui ??
Ascoltate qui e poi giudicherete !!!
La verità si dica, meglio (MOLTO MEGLIO) la nostra !!!!
LA MIRINZANA in forru ...........
Musica di Mauro Lusini, parole dei nostri Tony del Drò, Giommaria Santoni e Lionello Siddi
venerdì 1 giugno 2007
ALFIERI DEL BUONUMORE SASSARESE
Un amico di sassareserie ci ha rimproverato di non aver dato spazio, tra gli alfieri del buonumore sassarese, ai personaggi più in voga del momento.
La redazione, che non è dormita, ha immediatamente preso atto rispondendo:
da parte di Pino (la lavatrice) e gli anticorpi ............
venerdì 20 aprile 2007
ISGIABIDURI SASSARESI
Isgiabidura (sf) Battuta che vorrebbe esser spiritosa e non lo è: frasi: "No dì isgiabiduri" (non dire sciocchezze).
Spesso usato per definire le BARZELLETTE
Il modo di esprimersi di noi Sassaresi è spesso un pò, come dire "mazzinaddu grossu".
Nel senso che ci piace scherzare e che, per usare una metafora, abbiamo un rapporto sereno con il turpiloquio.
Una delle espressioni più vivaci è senz'altro quella delle barzellette.
Originali o "cover" di grandi classici nazionali che siano, le barzellette in dialetto sassarese, assumono in genere quel tono "greve e irriverente" che le fa diventare, secondo noi, spassose di loro.
Come per altre iniziative di successo, iniziamo la serie con un paio di quelle sicuramente già sentite e poi lasciamo il libero sfogo ai frequentatori del Blog.
Non arriveremo a MILLE come per gli INGIUGLI, ma vediamo un pò cosa ne esce ..........
BUON DIVERTIMENTO !!!!!!!!!!
Alla fermata sale un rapinatore e urla: "fermi tutti questa è una rapina !!!"
E una vecchietta: " Oia !! Mancu Mali. Ogna assusthu !!!! Mi paria lu controllore ......."
Oh mà ... V'aggiu la scimmia ......
E lei: "Mì !!! Non l'arriggà a casa chi s'affarra cun la jatta ....!!!!!!"
Al Circo Zanfretta il domatore presenta Jumbo il più grande elefante vivente e lancia la sfida.
Chi riesce a farlo sedere anche usando uno strumento per aiutarsi vince diecimila lire.
Ci provano in trenta con funi, bastoni, catene. Niente.
Arriva Gavino di Monte Rosello e chiede: "Dui mattoni...".
Li afferra, si avvicina al "posteriore di Jumbo e gli schiaccia le palle tra i due mattoni.
Il povero Jumbo lancia un barrito e si siede ... DIECIMILA A GAVINO.
Gavino ci prende gusto e ripete il gioco altre due volte in altre città.
Alla fine il domatore si rompe le balle e complica la sfida.
Jumbo dovrà dire di SI, poi dire di NO e infine sedersi. In palio CENTOMILA lire.
Solita fila di gente che ci prova con tutti gli strumenti, trattori compresi e NIENTE.
Arriva Gavino e chiede i soliti "DUI MATTONI".
Si avvicina a Jumbo, ma vicino alle orecchie, e gli dice:
"Oh Jumbo, a mi cunnosci ??? " E Jumbo: fa di SI
"A ti li ischicciu ???" E Jumbo fa di NO
"E tandu posaddi, dà ...."
Seguono applausi a scena aperta ...........
SOTTO A CHI TOCCA !!!!!!!!!!
sabato 31 marzo 2007
A FUTURA MEMORIA
Ma si può fare cionfra senza pigliare di mira qualche potente ?
È ora che anche i sindaci di Sassari si prendano la loro parte di sfottò.
Mettiamo pertanto l’elenco di tutti i Sindaci di Sassari dell’epoca
Democratica per dar sfogo alla vostra memoria , ai vostri aneddoti, ed alle perle lasciate in eredità ai bravi cittadini.
Forse il Sindaco in carica in futuro verrà ricordato come 22 Euro di frastemmi, ( vedi parcheggi a pagamento e sanzioni per i ritardatari)
Forse i precedenti per una rotaia o pa li frusci alla Faradda, a voi la scelta.
Naturalmente la politica è bandita. Già basta il resto.
Ecco a voi i bersagli, ma prima ripassate qualche faccia in questo video di Aspirina:
10 aprile 1946 4 settembre 1946 Candido Mura
4 settembre 1946 25 settembre 1954 Oreste Ruggero Dino Pieroni
25 settembre 1954 27 giugno1956 Vittorio Devilla
27 giugno 1956 11 febbraio 1957 Giuseppe Binna
11 febbraio 1957 28 novembre 1960 Piero Masia
28 novembre 1960 6 settembre 1963 Lorenzo Ganadu
6 settembre 1963 9 gennaio 1965 G. Antonio Maria Brianda
9 gennaio 1965 9 maggio 1966 Salvino Naitana
9 maggio 1966 20 dicembre 1968 Nicolò Piras
20 dicembre 1968 15 gennaio 1971 Francesco Guarino
15 gennaio 1971 10 dicembre 1973 Benito Saba
10 dicembre 1973 6 settembre 1975 Sebastiano Virdis
6 settembre 1975 13 dicembre 1978 Fausto Fadda
13 dicembre 1978 29 settembre 1980 Franco Meloni
29 settembre 1980 30 maggio 1983 Pietro Montresori
30 maggio 1983 28 gennaio 1988 Raimondo Rizzu
28 gennaio 1988 8 agosto 1990 Marco Fumi
8 agosto 1990 28 gennaio 1994 Franco Borghetto
28 gennaio 1994 8 agosto 1994 Franco Masala
8 agosto 1994 7 maggio 1995 Giacomo Spissu
7 maggio 1995 3 maggio 2000 Anna Sanna Fadda
3 maggio 2000 9 maggio 2005 Gianvittorio Campus
9 maggio 2005 in carica Gianfranco Ganau
a 12:02 16 intraddi in rasgioni
Parauri:
vita cittadina
sabato 24 marzo 2007
IL MONDEZZINO SASSARESE: UNA FIGURA IN EVOLUZIONE
Era il 19 ottobre del 2006 quando RYOGA82 ci illustrava la figura del Mondezzino.
un nuovo redattore: DIGHIDINDERA che si esprime in un
prezioso aggiornamento dell'identikit stilato da Ryoga.
Vi possiamo dire solo che è di sesso femminile
e che di figure del mondo giovanile cittadino "ni sa umbè".
EVOLUZIONE DEL MONDEZZINO SASSARESE (E COMPAGNA)
Ma pubblichiamo ora una delle ultime recensioni su tale figura alquanto conturbante evolutasi in questi ultimi anni.
Nell’ultimo trattato di Ryoga82, vediamo i tratti fondamentali profondamente scolpiti nell’essenza del Mondezzino, quali orazioni tipicamente basate sulle Moto e sulle Risse, vocaboli altamente impregnati di sostantivi di elevato rango sociale come ritroviamo nella celebre espressione “caz chiddu mi fazzi caz..”.
Ora però recenti studi, resi possibili grazie all’affinamento di nuove tattiche di accostamento a tali Individui, hanno rivelato NUOVE peculiarità in precedenza poco approfondite del nostro Homo AdirPocusEvolutus.
AVANSCOPERTE:
Le risse essendo l’argomento fondamentale del Mondezzino sassarese, una volta esaurito l’argomento moto, impegnano la maggior parte della giornata del mondezzino. Egli si reca come gia noto nelle ore post-meridiane verso Piazza Azuni, alquanto vuota ma sempre tale da essere un’attrattiva rilevante per il mondezzino.
Nonostante gli sforzi degli studiosi, non è stato possibile individuare ancora la scintilla responsabile della rissa: le informazioni raccolte dalle descrizioni particolareggiate dei soggetti in questione si indirizzano solamente sul tipo di contatto fisico tra i contendenti e non sulle vere cause della mischia. D’altra parte però, è stato possibile riconoscere che i Mondezzini si dividono in “classi sociali” individuabili dalla zona di riproduzione e crescita della stirpe del Mondezzino.
- Santa Maria di Pisa
- Lattedolce
- Monte
- Montelepre
- Sassari vecchio
- Li punti
- Sant’orsola
- Carbonazzi.
Esse si convogliano sul luogo della rissa al solo urlo di uno dei contendenti e in men che non si dica Piazza Azuni è intasata da mondezzini.
All’interno di ogni classe però è possibile stabilire una gerarchia: come già noto vi è il Leader detentore del “miglior mezzo di trasporto”(vedi recensione <Ryoga82>), il braccio destro del Leader, di solito dotato di un mezzo di trasporto più evoluto rispetto a quello del Leader, ma alquanto “drummiddu” per potersi imporre al Suo posto. Seguono i vari imitatori del Leader.
La serata dopo la Rissa al Centro Azuni continua con il trasferimento del Leader (che incita i compagni con un’escalamazione del tipo “ajò in piazzetta, caz!”) e del suo “gruppo” verso le già note località a seconda della classe sociale di appartenenza: Piazza Castello, Fosso della Noce, ormai non più in Piazza D’Italia dati i lavori, porta Sant’antonio…
Qui il mondezzino elabora i suoi discorsi e li rende pubblici ai compagni, e si organizza per il proseguimento della serata. Se è presente il braccio destro del Leader, essa proseguirà al BluStar, se assente … al Meccano.
Li il mondezzino addocchia la futura (ma non duratura) compagna per la “copula” (vedi recensione Ryoga82) o arrombato sul divanetto di seguito alle varie sostanze assunte per sostenersi fisicamente (dati gli sforzi spesi per la rissa) o in mezzo alla pista in cui la “donna” gli si avvicina dicendogli “stanotte sei mio! non sai cosa ti farei” (tratto dall’intervista a xxxxxxx del 02/2007).
Della compagna il giorno dopo non si ha più notizia .. gli studiosi hanno provato a perlustrare la mente del Mondezzino con la speranza che esso ricordi almeno 1 particolare per l’identificazione ma ….. niente.
La nottata termina al Quadrato, con la descrizione delle avventure passate in Piazza Azuni prima, in “piazzetta” poi, e al Meccano per finire.
Per quanto riguarda la Mondezzina, essa ha relativamente cambiato il suo abbigliamento. Ormai quasi scomparso il casco rosa DE PUTA MADRE, predilige casco più sobrio, ma giubbotto con pellicciotto sempre più corto, che mette in evidenza gravidanze spesso volute (?????) per tenere legato a se il Leader. Qualche mese dopo però la si ritrova con o senza figlio su un'altra moto con un altro Leader.
Le zeppe, beh .. si, ricompaiono ogni volta. Notevoli però le ALI bianche stampate sul jeans a vita bassissima con perizoma blu dei Cinesi abbinate al trucco sugli occhi.
STUDIO DELLA COPPIA
Insieme, il mondezzino e compagna trascorrono del tempo girovagando per la città e dintorni in moto, in base alle disponibilità economiche per la benzina.
La velocità del moto dipende dalle strade, ma di solito V.le Umberto “a una rodda”, improvvisate gare con altri motomuniti che manco li cagano e ondeggiamenti ad S sull’asfalto o voluti, o subiti a causa dei numerosi fossi impercettibili per il mondezzino a tutto gas , con conseguente rimbalzo della mondezzina che si salva perché attaccata alla vita del compagno ma distante con il viso per non rischiare di sbattersi al casco ad “altezza cervelletto con cappellino essenza indossato sotto” del mondezzino. A tal proposito, vorremmo aggiungere che ormai il capellino Essenza è in disuso tra i mondezzini doc, mentre persiste il casco mal indossato e compaiono capi d’abbigliamento Grizzuti.
Spesso la coppia finisce dietro i cassonetti ad acciuppare (vedi sempre l’accuratissima recensione Ryoga82) o a casa dell’amico del mondezzino a guardare giornali di moto e la scelta della prossima modifica al proprio mezzo di trasporto.
DIGHIDINDERA
lunedì 19 marzo 2007
SASSARI e GENOVA: solo la fainè in comune ???
Sassari sotto i genovesi (1294 -1323) (ringraziamo Denise Pisanu)
Mentre il partito pisano di Sassari andava sempre più indebolendosi, quello genovese maggiormente rafforzavasi. La Repubblica di Genova tentava con ogni sforzo d'impadronirsi della città di Sassari. Nel 1288, dopo esser stati sconfitti dai genovesi nel 1284 alla Meloria, i pisani consegnarono alla superba rivale la città di Sassari e sue pertinenze.
La cessione non venne effettuata che sei anni dopo, nel 1294.
In questo anno la città di Sassari si costituiva Repubblica, alleata con Genova.
Dei 29 anni in cui Sassari si resse a comune sotto la protezione della Repubblica di Genova, non ci restano che due documenti:
- l'Atto di Confederazione stipulato con Genova nel 24 marzo 1294,
- gli Statuti promulgati sotto la Podesteria di Cavallino De Honestis nel 1316.
1) Una cosa di magnà: LA FAINE' chi abà è più sassaresa che genovesa ....

2) Qualche canto popolare genovese....
Cummenti saristhia ??? (diranno i nostri piccoli lettori ...) ?????
Un'altra canzone sassarese chi "sassaresa" no è ?????????????
Ebbene si !!!!!
Il nostro Mirinzana colpisce ancora e ci insegna che il cavallo di battaglia del Trio Folk Latte Dolce "LA DIGHIRINDERA" è un'altra "cover", presa di peso dal canto popolare genovese "Ou lidin, ou lidin, ou lidena".
Ma proprio, uguale, uguale, uguale. A parte le parole ovviamente:
Loro in dialetto genovese:
Ou lidin, ou lidin, ou lidena
sabbo a Camoggi, domenega a Zena;
Ou lidin, ou lidin. ou lidà
sabbo a Camoggi, domenega a Prà!
che sarebbe:
Ou lidin, ou lidin, ou lidena
sabato a Camogli domenica a Genova;
Ou lidin, ou lidin. ou lidà
sabato a Camogli, domenica a Prà!
Per la verità in quanto a cionfra e linguaggio scurrile anche i genovesi non ne scherzano .....
leggete quà ....
E noi in sassarese:
Oi, dighirin dighirinderasabadu a notti, dumenica a sera
Oh dighirin dighirindà
sabadu a notti, dumenica al bar ...
E come al solito, la versione sassarese ha una marcia in più ?????????
Non ci credete ????
e ALLORA ASCOLTATE QUI !!!!!!!!!!
buon divertimento ...
a 22:35 4 intraddi in rasgioni
Parauri:
canzone sassarese,
vita cittadina
domenica 18 marzo 2007
SASSARESI EMIGRATI
ACCUDIDDI, ACCUDIDDI .....
Da quando è iniziata la "cionfra on line" di SASSARESERIE e ACCADEMIA DELLO ZIMINO la "greffa" ha pensato che poteva essere una buona idea quella di soccorrere con un po di sassareseria "DOC" i compari in giro per il mondo per lavoro o per questioni di famiglia e in preda a attacchi delle note sindromi metaboliche connesse alla lontananza dalla "ziddai":
- "aziminosi acuta" ( o sindrome da carenza di zimino)
- "sindrome da deturpiloquiosi acquisita" (stato di depressione causato da compagni di lavoro che si ostinano a non capire normali esclamazioni tipo "cazzu diauru" o "l'occi tinn'esciani", costringendo il sassarese emigrato a tradurre con i banali "oibò" o "stai più attento .....!!"
- "ichnusite cronica" (stato di ebrezza simile alla ubriachezza causato da ingestione di birre estere per impossibilità ad approvvigionarsi di Birra ICHNUSA)
E TANDU:
Sassaresi emigrati in continente o all'estero, UNITEVI.
INIZIA LA RUBRICA: SASSARESI EMIGRATI
La prima puntata è dedicata a MASTRU Antonio Faedda:
Sassarese in ciabi che lavora a a Londra "in giacca e cravatta", ma prima e dopo il lavoro, "si ni bogga la gianchetta" e insegna Arti Marziali ai manager della city super stressati. Il tutto nella sua bella palestra.Ai primi che gli chiedevano " ma cosa si impara nella tua palestra ????'' MASTRU ANTONIO rispondeva in perfetto sasssarese "NUDDA ......"
E così si chiama la sua PALESTRA : NUDDA
Visitate il suo sito www.nudda.com e troverete un sacco di notizie.


Dalla redazione di Sassareserie solo una osservazione:
non vediamo tra le arti insegnate quella che MASTRU Antonio dovrebbe conoscere meglio:
la "TESTATA sassarese"
(in inglese "STUMBATING").
Mastru Anto' Rimedia subito ....
----------
ATTENDIAMO FIDUCIOSI la segnalazione di altri Sassaresi che si fanno onore lontano da casa per dedicargli un po del nostro scazzio ......
A zent'anni a tutti ganti !!!!!
a 15:00 7 intraddi in rasgioni
Parauri:
sassaresi emigrati
sabato 10 marzo 2007
TRAPPADÈ
Personaggio Sassarese vissuto a cavallo degli Anni cinquanta dello scorso secolo. Personaggio quindi da ricordare, a memoria di un tempo certamente poco bello per tutti, ma che il sassarese con la sua ironia riusciva a sdrammatizzare. Tanti sono i ricordi che ha lasciato che gli è stata dedicata anche una canzone sassarese in cui lo si immagina intento a darsi arie di cornificatore impenitente e impunito. Ascoltatela qui sotto in suo onore ...
Uomo probabilmente sfortunato, si dice fosse stato ferito nella seconda guerra mondiale, infatti aveva una protesi nel braccio sinistro, che stringeva con fibbie.Era anche un po’ zoppo e teneva con sé un perenne baccolo nodoso. Il personaggio, del quale non si ricorda il nome, era soprannominato " Trappadè," "li pizzinni pizoni" di una volta lo ingiuriavano continuamente perché vi era gusto sentirlo rispondere agli insulti, con altrettante bestemmie di una certa trivialità.
Tali risposte, però, avevano il sapore di battute ironiche improvvisate e spontanee che rendevano bene in perfetto dialetto sassarese cionfraiolo e così dimostrava il più delle volte di essere simpatico e scherzoso nonostante gli scherni.
Con la sua irosa reazione con alzata di baccolo e ripetute famose "frasi" riusciva a tenere a bada e fare anche fuggire torme di ragazzini che lo accerchiavano. La più corrente tra queste la possiamo anche citare: " Oh basthardhu! Vai a casa toia e arreggami li sigaretti chi aggiu dimintiggaddu innant'a lu cummudinu, cand'era cuschaddu arinotti i lu lettu cun mamma toia!."
"Vai e luzzigga li corri ch'aggiu posthu a babbu doiu """
"Ishanotti lu Tramvieri, lu Tassista e lu Pompieri so curruddi tutti e tre ........"
a 09:17 14 intraddi in rasgioni
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personaggi sassaresi
sabato 3 marzo 2007
IL SASSARESE PORCHEDDINO - Strafalcioni nell'uso del dialetto

dal nostro redattore inviato in Continente
CABU DI CIUPPA CIUPPA
UN INVITO ALLA RASSEGNA DI STRAFALCIONI NELL'USO DEL DIALETTO
L'esempio più bello della espressione del dialetto sassarese è il teatro.
Ricordo quando da ragazzino si andava al teatro civico.
"La settimana prossima c'è Gaetano [Lubino]" era il collega di mio papà. La "compagnia teatro sassari" è legata a ricordi di grande sassareseria. Sono riusciti a rendere sassarese perfino "miseria e nobiltà".....
A parte le risate il dialetto sassarese parlato a teatro è impeccabile.
Capisci tutto perché una parola seppure sconosciuta la afferri nel contesto. Ma ammetti fra te e te "catta, io non l'avrei detta così".
E ti rendi conto di quanto è "porcheddino" il tuo sassarese.
Per chi sintonizzasse solo adesso il sassarese porcheddino è il dialetto di chi vorrebbe parlare sassarese ma che spara vocaboli insensati inesistenti sull'intero globo.
E così se hai buon gusto eviti di parlarlo...
Il dialetto sassarese migliore lo trovi nei circoli al centro storico di Sassari. ("... zi semmu fatti una magnadda di sardhina...")
Te ne accorgi che è un sassarese puro perché è quasi musicale. ("xxxxxxxxxxx")
Il dialetto sassarese sembra apparentemente volgare, in realtà la sua intonazione semplicemente lascia la porta aperta alle espressioni colorite e giri di parole geniali. ("A n'hai tempu d'andattinni a casinu?" per un continentale è già complicatissimo!)
Stai attento a parlare il sassarese, perché di istinto tutti noi dal dizionario incompleto sassaresizziamo parole italiane e il nostro sassarese interlocutore con estremo tatto ci dirà: "ascò, parliamo tricolore che fai più bella figura"... a me non è successo poche volte ...
Ma qualcuno più sfigato di te lo becchi. Io ad esempio sono stato più volte ospite a pranzo da una famiglia. Tavola imbandita di cose sassaresi in quantità sassaresi che le quantità da camionista in confronto sono da dieta. Ospitalità sassarese, ma se non parlavano sassarese era meglio.... e detto da me è proprio grave.... Alcune parole magari non le so neanche io o magari sbaglio, correggetemi coi commenti.
- Posthami lo custheddu [Arregga la rasoggia]
- Chissu lu demmu a lu gattu - [... la iatta (questa è grave!!!)]
- Dammi unu bicchieri d'eba - [..tazza...]
E così per Sassari circola una frase super articolata per esemplificare il massimo della porcheddinità:
"Aggiu pigliaddu la cubbestha e mi soggu curicaddu. E aggiu intindiddu lu gattu sopra lu tettu chi ni gittava lu vasettu"
Mille varianti facilmente inventabili.
E vale anche il viceversa quando si parla italiano sbattendoci nella frase parole sassaresi italianizzandole.
"Ho strazzato l'erba"
"Gli ho messo acqua per ammoddiggarlo"
"Cazz, sono tutto assuarato"
Tocca a voi
*************
a 19:04 19 intraddi in rasgioni
Parauri:
dialetto
PERSONAGGI SASSARESI
Se nelle strade di Sassari si possono incontrare ( raramente ) personaggi di alto lignaggio, tutti noi abbiamo memoria di alcuni personaggi sassaresi che ci hanno fatto sorridere per le loro stramberie e il loro comportamento. È la strada in fondo. Per esempio nella vignetta a lato si ricorda il personaggio di una signora che si fingeva vigile urbano e fischiando forte metteva le multe alle macchine in seconda fila su carta a quadretti. Molti ricordano il panico e la corsa per spostare la macchina .
Tanti altri ne abbiamo conosciuto come alcuni che qui sotto ci descrive Tino.
Sappiamo che è un'argomento delicato perchè dietro un nostro sorriso ci sono i fratelli, le madri e i figli.
Quindi se abbiamo un ricordo facciamolo con affetto....
DI MOLTI PERSONAGGI ABBIAMO RICORDATO L'INGIUGLIO IN UNA NOSTRA RUBRICA CHE HA AVUTO TANTO SUCCESSO. ingiugli sassaresi
INIZIAMO ORA LA RACCOLTA DELLE LORO STORIE E GLORIE ..........
Coscibianca
Personaggio sassarese conosciuto a cavallo degli anni cinquanta, quel dopoguerra che aveva segnato tanta gente, riducendola in miseria e costretta a vivere di stenti e alcuni anche di elemosina e carità del prossimo. Coscibianca era invece una specie di vagabonda, diventata così , perché il suo vecchio lavoro da “meretrice”, con l’età avanzata non poteva essere svolto. Quindi, non essendo stata parsimoniosa, nel mettere da parte i denari guadagnati, si è trovata di colpo a dover campare di espedienti. Il suo appellativo “Coscibianca”, gli era stato affibbiato nella casa dove lavorava, da qualche suo cliente buontempone, diventando un soprannome, il quale se lo portò appresso per sempre. I soliti ragazzi di allora (pizzinni pizoni), quando la incontravano la ingiuriavano continuamente al ritmo di: "Coscibià-Coscibià! "
La povera vecchietta trascorreva le sue giornate raccogliendo cicche di sigarette da terra, e allora erano proprio cicche, perché si fumava fino in fondo.
Il pomeriggio, fino a tarda sera, era solita sedersi sui gradini del primo portone delle Poste centrali per scartare le cicche e ammucchiare quel poco tabacco che riusciva a realizzare i un fazzoletto, per poi rivenderlo alle manifatture tabacchi di Piazza Università.
Durante questo lavoro di pazienza, chiedeva anche l’elemosina ai passanti. Così questo personaggio sassarese, trascorreva lunghe, penose e interminabili giornate, alla mercè di puntigliosi ragazzi che non la lasciavano maitranquilla, ai quali si opponeva solo con umili frasi di pietà, affinchè la lasciassero in pace. Anche questa una macchietta da non dimenticare, sebbene non sia stata molto onesta, ma purtroppo punita da una grande sfortuna.
Troiani
Uno dei più famosi personaggi sassaresi degli anni 40/50.
Uomo che senz’altro aveva girato il mondo. Forse imbarcato, portava infatti un vecchio cappello di ufficiale della marina, unto e bisunto.
Troiani era il suo vero cognome, originario laziale, aveva infatti un accento da burini romano.
Girava Sassari in lungo e in largo sempre vestito uguale con un abito sdrucito e spiegazzato oltre che poco pulito. Personaggio dal comportamento nobile, quasi un vero “clochard” francese, era tuttavia umile e servizievole e rari erano coloro che tentavano di prenderlo in giro, perché immediatamente venivano redarguiti a non permettersi più da suoi amici che solitamente lo tenevano nella giusta considerazione, proteggendolo e ospitandolo. Era si un vagabondo, ma di quelli buoni e tutti gli volevano bene.
Era solito frequentare i botteghini, non chiedeva mai elemosine ed era sempre invitato dai proprietari dei locali dove si trovava all’ora dei pasti. Lui era ugualmente generoso e ricambiava l’invito in un modo singolare, intratteneva i clienti con buona e dolce musica. Non usava strumenti, ma si arrangiava mirabilmente: emetteva un fischio soave e melodioso, accompagnandosi con una specie di batteria che ricavava con i palmi delle mani e relative ditta, battute a seconda del ritmo della musica, su pareti di masonite o sulla stessa del banco di mescita del locale, naturalmente lo faceva di spalle e le braccia dietro la schiena. Quando si esibiva aveva un sorriso accattivante e giulivo sebbene non avesse neanche un dente, ma la sua espressione con zigomi sporgenti e rossi e occhi brillanti, incuteva tanta simpatia e tenerezza. Anche la musica era bella, il suo pezzo forte era il “carnevale di Venezia”. Gli avventori, che apprezzavano le sue “ performance”, facevano a gara ad offrirle da bere, lui solitamente gradiva del buon vino e qualche capitava che si sbronzasse benevolmente, addormentandosi sulla sedia appoggiato al tavolo.
Abbiamo così ricordato un altro personaggio che ha fatto della storia di una Sassari di un tempo, vale a dire quando la nostra città era ricca di personaggi o macchiette innocue, ma piene di spirito e di gratitudine. I sassaresi rispondevano con grande solidarietà, annoverandoli come figli di una città che non vuol dimenticare nessuno.
Altro personaggio sassarese, girovago, umile e taciturno che non faceva male ad una mosca, ma i ragazzi di una volta lo prendevano di mira sfottendolo continuamente. Non chiedeva elemosina, ma la sua indigenza lo portava a accattare misere cose per poterle, magari rivenderle e, realizzare quanto bastava per sfamarsi. Personaggio che con la sua discrezione e infima condizione, commuoveva non poche persone generose che lo aiutavano economicamente, donandogli vestiario, scarpe e alimenti. Il suo soprannome "Monello", era quasi un paradosso, perché era mite e buono, ma la sua bassa statura tozza e tondeggiante lo faceva assomigliare ad un monello di strada, ecco perché dava motivo ad essere preso in giro. Ma Sassari, lo ha comunque annoverato assieme a tanti altri, come Troiani, Perempempè, Cannaipicciu, Cippacchinu etc. tra i sui simpatici personaggi di un tempo, quando la vita non era molto allegra per molti, ma pur sempre da vivere, e noi qui adesso a raccontare alcuni stralci. Agostino Campanaro Altro personaggio di Sassari, soprannominato " Agostino Campanaro " Tale appellativo deriva dal fatto che per molti anni ha esercitato la funzione di sagrestano nella chiesa di Santa Caterina. Tino enciclopedico
La sua abitazione, un magazzeno angusto, si trovava esattamente di fronte alla Chiesa, in Via Canopolo. Era un bravo esservitore della parrocchia, sempre disponibile ad ogni esigenza del Parroco.
Un piccolo vizietto, però, dopo tanti anni lo portò ad essere licenziato e precisamente, aveva preso il gusto di bere "vino di messa", tanto che veniva sorpreso sbronzo e addormentato dietro l'altare.
Quindi il provvedimento irreversibile che lo portò per un po’ di tempo ad essere disoccupato e vivere in misere condizioni. Riuscì tuttavia a rimettersi un po’ in sesto quando intraprese l'attività di "Strillone," vale a dire venditore di giornali ambulante. Attività che esercitava nel centro storico dal primo mattino. Ancora ricordo quella cantilena mattutina: " La Nuova Sardegnaaaaa! La Nuovaaaa! Nuovaaaa! Per venderne di più aveva escogitato un sistema: una carrozzella per neonati piena di giornali, in questo modo non faticava nel trasporto. Un altro modo era quello di diffondere notizie false per invitare gli acquirenti a comprare così il giornale. Ad esempio al mattino presto si fermava in un popoloso crocevia e iniziava a strillare dicendo: " Morto in un incidente stradale il Calzolaio tal dei tali…..! Uomo evidentemente molto noto nella zona e quindi, per curiosità tutti a comprare il giornale per leggere la notizia inesistente. Ma questo sistema non durò molto e, tra il suo vizio di bere e andare nei botteghini dal mattino, lo portò a diventare un trasandato e quindi un quasi barbone e da li ad essere preso in giro dai ragazzi di strada. Anche questo personaggio verrà annoverato nei ricordi di una Sassari d'un tempo, la figura non è sfuggita all'attento caricaturista Paolo Galleri, che assieme a tanti altri compare nelle pagine di una serie di caricature di personaggi sassaresi: dal Presidente Cossiga alla macchietta sassarese…
E chi si può dimenticare il suo urlo: "bruscia ch'è calda..........."
a 08:57 14 intraddi in rasgioni
Parauri:
personaggi sassaresi
domenica 4 febbraio 2007
MALA TEMPORA CURRUNT....
Abbandoniamo per un momento i frizzi e i lazzi, e parliamo di un argomento delicato che ha cambiato la vita e il volto della nostra amata Sassari.
I movimenti economici e la nascita di Predda Niedda hanno portato a uno sfascio culturale di proporzioni inaudite. Il trasferire attività produttive fuori dalla città ha prodotto nelle donne sassaresi un po’ anziane una grande malinconia, e le giovani generazioni di donne non conosceranno mai un fenomeno che rafforzava il muliebre senso di sicurezza.
Inoltre le normative sulla sicurezza sul lavoro non hanno contribuito di certo allo sviluppo dell’autostima femminile, con i cantieri e i ponteggi blindati da reti.
Insomma sto parlando della scomparsa di figure importantissime: muratori, meccanici e artigiani similari.
Negli anni precedenti agli ’80 molti ricorderanno queste figure. Si sporgevano dai ponteggi a rischio della vita, o sbucavano da carrelli posti sotto le vetture in riparazione, e snocciolavano veri e propri madrigali inneggianti alla bellezza femminile. Gli artigiani sassaresi erano inoltre molto democratici e non lesinavano le loro composizioni a ogni donna di qualunque estrazione sociale, razza, religione e aspetto fisico. Qualunque signora o signorina era beneficiata da una pioggia carezzevole di articolatissimi complimenti.
Alcuni quali “Ebbè, mascì, mì non caggì a faccia a terra” esaltava un seno prosperoso che poteva essere periglioso per il baricentro della signora transitante. “A mi ni dai un ggiru” esortava alla generosità della signorina, che non di rado sorrideva beata, guardandosi bene dal darla.
I fischi erano ben modulati, e mai un muratore sarebbe scaduto in volgarità gratuite.
Nella semplicità immediata del complimento o dell’invito c’era una certa eleganza.
I più temerari arrivavano anche a calarsi dal ponteggio per meglio poter godere delle grazie della transitante, guardandola con intenzione negli occhi mentre cantava una canzone romantica.
Non di rado veniva saccheggiato il repertorio di Fausto Leali, più nelle corde di forti bevitori di birra. Sarà per quello che in un certo periodo ci fu un florilegio di bambine battezzate con il nome Deborah? Non è dato saperlo, ma il sospetto persiste.
Oggi potreste attraversare da Carbonazzi a Viale Italia, salendo e scendendo da un tram senza che nessuno vi rivolga il minimo fischio, psssth, o complimento. In un happy hour potreste anche scoppiare a furia di trangugiare noccioline e cioffeche a base di rhum senza che nessuno noti la bontà e naturalezza del vostro corredo di signorina, attempata, ma pur sempre signorina. Un muratore degli anni ’80 non si sarebbe mai permesso una tale trascuratezza.
Chiedo alle donne di questo blog di unirsi con me per un’azione di sensibilizzazione verso le autorità comunali. E chi vuole potrà, frugando nella memoria, raccontarci i complimenti più belli che ha ricevuto da queste benemerite associazioni di categoria.
RIDATECI I MECCANICI
RIDATECI I MURATORI
a 12:25 18 intraddi in rasgioni
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domenica 28 gennaio 2007
SASSARESERIE A QUOTA 20.000 pagine viste ....
A quanto pare ci stiamo divertendo ....
Allo scadere del quarto mese di cionfra on line (14 settembre 2006 - 14 gennaio2007) questa ignobile farsa di SASSARESERIE ha toccato le 20.000 pagine viste e superato le 8.000 visite.
Compari sassaresi in giro per il mondo ce ne sono un bé, e le vostre visite giungono un po da tutto il mondo ..... Inghilterra, Svezia, Belgio, Germania, Francia, Argentina, Brasile, Singapore ..............
A vi ni feddi la vaghogna ......
Buffunadduri senza confini !!!
a 15:17 2 intraddi in rasgioni
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sabato 27 gennaio 2007
I PIRATI DELL'ARIA
Venere-Giovane-Holiday-R.T.F - Nord Sardegna e vari nomi a caso. Queste erano alcune radio " Pirata" di Sassari. Fatte con poco: una radio militare, un'antenna e due o tre coraggiosi che si infilavano letteralmente il microfono in bocca per abbassare il tono della voce e farla più " toga". Portata del segnale poco oltre il condominio con il medesimo che si incazzava perchè gli entrava nella televisione " un'anno non è un secolo tornerò tornerai" al posto di Pippo Baudo. I dischi in vinile di casa ed un giradischi- rigorosamente modello READER'S DIGEST -
un modo per soppiantare Radio Monte Carlo con Awanagana e la più pallosa Radio Rai. Dopo un pò il segnale aumenta di qualche watt e qualche coraggioso si mette anche il telefono per le dediche. Passa poco ed i pionieri capiscono che è meglio mettere un " filtro" alle telefonate in diretta. I giovani sassaresi non aspettano altro che potersi sentire alla radio mentre sbeffeggiano il conduttore di turno ( Flyman ha tutta la nostra solidarietà). Dopo qualche anno inizia la raccolta pubblicitaria, un successo che viene copiato immediatamente da tutte le emittenti . Le case discografiche iniziano a passare i primi dischi " gratis"per spingere il brano di turno, ed i nostri emettitori di suoni non si fanno pregare, un brano può passare cinquanta volte al giorno.
Legalizzato il tutto con l'assegnazione delle frequenze i piratoni diventano professionisti ed il gioco diventa meno divertente.
Qui ci serve il vostro aiuto.
La sfida è:
- recuperare l'audio di qualche puntata del mitico " Contro Zero Giornale" ;
- la vostra memoria come conduttori o sui medesimi;
- su come vi hanno trattato o li avete trattati;
- sapere cosa siete/sono diventati una volta mollato il microfono.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
da Ciccittamunto-ex Doroty.
Procediamo con ordine. Io iniziai la mia carriera in una radio che sembrava più che altro un covo di brigatisti. Era in Via Pettenadu, si chiama Radio Sassari Centrale, e "si credeva" molto alternativa e di sinistra. Ho ricordi molto nebulosi, so che trasmettevo Claudio Lolli a ripetizione: al mixer c'era il figlio di un notissimo libraio sassarese, oggi medico stimato. La mia svolta commerciale venne con Radio Holiday, con sede in Via Dau. con il nome di battaglia di Dorothy e aiutata dal mitico Max, conducevo una rubrica di dediche al pomeriggio. ...
Segue nei commenti
RICEVIAMO DA GIULIO MARTINETTI
Un cammino molto simile a quello di Dorothy il mio con la piccola
differenza che la (per cosi dire)carriera radiofonica cominciò con
una radio di segno politico diametralmente opposto:Radio Alternativa.
Era il 1977 e andavamo in onda grazie a un trasmettitore da guerra messo a disposizione dalla "mitica"signorina Fusaro.
Gli studi erano in una soffitta di via Roma (sopra la sede del msi).........
Segue nei commenti
a 01:26 27 intraddi in rasgioni
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vita cittadina
martedì 16 gennaio 2007
SIRIO, STELLA SOLITARIA

Sirio (α Canis Majoris, conosciuta anche come la Stella del "non la prende un Cane") è la stella più luminosa del cielo notturno ( magnitudine apparente -1,46 , magnitudine assoluta +1,40 e magnemmu noi +1,25 ). Questa stella può essere vista da tutte le regioni abitate della Terra, Sassari compresa, nell'emisfero nord( Iterland non compreso), è uno dei vertici del cosiddetto Tiangolo dell'Emiciclo.
Sirio si trova ad una distanza di 8,6 anni luce dal pareggio del bilancio ed è perciò una delle stelle più vicine a Terra Terra ( motivo principale del blocco degli incroci siderali). È una stella di sequenza principale a fermata alternata, con tipo autista spettrale A0 o A1 ed ha una massa di circa 2,4 volte quella del Tram di Platamona. Ha una compagna, una nana bianca chiamata Sirio B e poibbara , che orbita attorno alla principale ad una distanza compresa tra 8,1 e 31,5 UAAH, con un periodo di circa 50 anni e 15 minuti dalla stazione alla prima fermata. Analisi sulla presenza di vita su Sirio sono condotte dal S.E.T.I. per mezzo del radio- telescopio di Monte Palomar. Senza successo.
a 10:32 11 intraddi in rasgioni
Parauri:
vita cittadina
mercoledì 20 dicembre 2006
CACCIA ALLA MELODIA SASSARESE

CANTA SASSARI. SASSARI CIONFRAIOLA .......
Quando sono iniziate a fiorire le canzoni dialettali sassaresi ?. Non si sa, o meglio, noi non lo sappiamo.
Abbiamo memoria per Toni Deldrò, Ruzzetta, le trinità: trio latti dozzi, trio ruseddu, ecc. ecc.
Canzoni belle e brutte, da ziminata e non, romantiche, melodiche e da sfottò.
Gli anni settanta sono stati la fucina di molte di queste melodie. Ma prima cosa c'era ? qual'è la più vecchia canzone sassarese ?
Alla ricerca della canzone sassarese perduta.
LU DIVORZIU
Benvenuto tra noi a MIRINZANA, nuovo responsabile artistico del BLOG.
Come avete letto ne sa due striscie di canzoni sassaresi e non ....
Come regalo di benvenuto abbiamo realizzato per lui un mixaggio di La Mirinzana (Tony del Drò, Giommaria Santoni e Lionello Siddi) con l'originale (ebben si .....) composto da un certo Mauro Lusini (di Siena) nel 1970 circa.
Mauro Lusini chi era costui? E' l'autore (aveva solo 20 anni...) di un pezzo celebre come "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones" ed è stato anche autore di Patti Pravo .....
Il nostro inno nazionale è un "tarocco" ????? O è solo "liberamente tratto ...." da opera altrui ??
Ascoltate qui e poi giudicherete !!!
La verità si dica, meglio (MOLTO MEGLIO) la nostra !!!!
LA MIRINZANA in forru ...........
Musica di Mauro Lusini, parole dei nostri Tony del Drò, Giommaria Santoni e Lionello Siddi
a 04:50 62 intraddi in rasgioni
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mercoledì 6 dicembre 2006
SASSARESERIE SULLA STAMPA

L'ACCADEMIA DELLO ZIMINO AGLI ONORI DELLA CRONACA
L'Accademia dello Zimino, fondata dalla greffa di "Sassareserie" è finita, come si dice "sui giornali".
E' in edicola il numero zero di un nuovo mensile dedicato a Sassari.
Si chiama LA VOCE DI SASSARI e, la verità si digghia inizia bene, dimostrando un vero spirito sassarese. Serio si, ma senza trascurare il nostro spirito cionfraiolo e la capacità di ridersi addosso di tutti noi.
Il numero in edicola dedica un ampio servizio all'Accademia e parla anche di noi di SASSARESERIE ....
Beh .... No feddi li "legna verdhi" e cumpareddivi LA VOCE DI SASSARI
a 15:28 4 intraddi in rasgioni
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martedì 5 dicembre 2006
SIAMO SEMPRE QUI !!!!!!!!!!!!!
AVVISO AI NAVIGANTI
La mal'intragnadda redazione (una folla di una persona e mezzo ...) ha avuto un po di problemi di famiglia nell'ultimo mese .....
E il BLOG è rimasto statico.
Ma SASSARESERIE è sempre vivo e marcia a 3.000 pagine al mese.
A presto con nuove cose da ridere .........
a 00:36 3 intraddi in rasgioni
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domenica 12 novembre 2006
Ancora ASPIRINA per tutti
A grande richiesta:
ancora ASPIRINA in una delle sue più famose interpretazioni:
la cena del "........ già glielo pieno io ....."
sempre buon divertimento a tutti
AUGURI SASSARESERIE !!!!
Certo che sono in tanti i cionfraioli ...............
In due mesi (14 settembre - 11 novembre) QUATTROMILA visite e DIECIMILA pagine viste .......
a 15:17 4 intraddi in rasgioni
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mercoledì 8 novembre 2006
GOLIARDIA SASSARESE, ricordi di Tumbarella
GOLIARDIA SASSARESE
ricordi di Tumbarella
Sassari, 18 dicembre
Suona la sveglia.
Immediatamente ti si alza il cagotto.
Oggi hai compito in classe di matematica, due ore di italiano che la Piras ti odia ed hai NC nel primo quadrimestre e un'ora di scienze.
Passi in rassegna le scuse collaudate per tua mamma: ho mal di pancia, oggi c'è assemblea, sono senza benzina nel motorino. Niente da fare: ti vesti con la morte nel cuore e ti rechi verso il luogo della tua esecuzione. Niente ti potrà salvare.
Sassari 18 dicembre
Suona la sveglia.
Il primo istinto è quello di girarti dall'altra parte. Però poi perderai la faccia, le donne ti tratteranno da merda quale sei e gli amici ti piglieranno per il culo.
Oddio, quello lo faranno lo stesso, se saranno in grado di sopravvivere alle LORO umiliazioni. Vieni all'università, inizia la tua vera preparazione per il mondo del lavoro, e siamo una bella compagnia, ci si diverte... Intanto mastichi amaro, speriamo solo che non passi qualcuno che ti conosce....
COSA HANNO IN COMUNE I DUE PROFILI DESCRITTI SOPRA?
Semplice, stanno per avere o hanno avuto a che fare con la GOLIARDIA.
Il primo verrà salvato da una piallata scolastica coi controcazzi da una torma di giovani vocianti che irromperanno nell'aula e perculando allegramente insegnanti e bidelli consegneranno alla sacrosanta feria migliaia di giovani fancazzisti.
Il secondo, matricola all'università, verrà semplicemente divorato dagli anziani goliardi, messo in mutande in piena strada con un gelo tagliagambe e costretto a dirigere il traffico all'incrocio tra viale Italia e Via Amendola ... oppure, sempre a terga nude obbligato a ramazzare l'emiciclo Garibaldi. E, negli anni a venire, ricorderà sempre con commosso affetto la sua iniziazione.
La Goliardia ha una grande storia radicata a Sassari.
Credo sia impossibile "fermare" la sua data di nascita, ma esiste dai primi anni del secolo.
Ha avuto numerosi alti e bassi, ma è sempre resuscitata dalle sue ceneri.
Portatrice di cionfra, alcool, donne e abusi di ogni genere come di vera amicizia, gesti eroici, ricordi commoventi e perchè no, lotte all'ultimo sangue.
Ma non voglio scrivere mattoni sulla goliardia e sulla sua storia, non è questo il luogo.
Voglio solo ricordarla con la descrizione di alcuni suoi aspetti che in tanti ricordiamo a Sassari.
1) LIBERATIO: Chi non conosce la liberatio? Tutti siamo stati liberati per tre gioiosi giorni dalla noia della scuola; il casino che si vive in quegli attimi è la vera gioia di vivere.
2) DISCESA DEI CARRUZZI: la seconda manifestazione più conosciuta della Goliardia Sassarese. Chi non vorrebbe una volta nella vita salire su due tavole di legno inchiodate alla meno peggio e munite di cuscinetti e scaraventarsi giù da Viale Trento? Abbassate le mani, lo so che siete tanti. 
4) GLI SCHERZI: Ora questa usanza è un pò decaduta. Negli anni passati menti eccelse inventavano ogni sorta di sberleffo per creduloni, se poi questi appartenevano alle autorità il piacere diveniva doppio. Non c'era bisogno di aspettare il primo aprile.
5) LE SFILATE. Quelle per eccellenza risalgono ormai agli anni 50-60. Solo un pontefice recente, se non sbaglio Boccione, ha tentato di ripristinare la tradizione, ma dopo di lui nessuno l'ha più riproposta.
6) LA GERARCHIA: i meravigliosi nomi dei "gradi". A partire dal più alto al più basso:
Pontefice Massimo, Camerlengo Vicario, Consigliere Fraudolento, Cardinali, Diaconi.
Poi ruoli minori: capo della polizia, ciambellano, servitori vari.
7) I PONTEFICI: giù il cappello di fronte a questi nomi così musicali: Teopompo, Tazzone, Piripicchio, Montagnino, Mandrone, Preponzio, Boccione, Climaterio, Filuferru, Truddone,
Kamasutra, Barrasone, Falchetto, Zurlino, Marrangiu e Ceppo Rosso. (Le mie scuse ai più recenti, non saprei dove reperire i loro nomi).
8)LE GESTA BENEFICHE: numerose partite di calcio e di pallacanestro con incasso INTERAMENTE devoluto ad associazioni che combattono la Talassemia.
9) LE PUNIZIONI: terribili sin dal nome, umilianti ed allo stesso tempo ricercate...non hai mai fatto goliardia se non hai subito la Smutandatio (calare le braghe e rimanere in mutande, ovunque ti trovi), la Funazio (terrore dei miei tempi- si legava una corda al pene di due matricole e vai di tiro alla fune), la Sommergibilazio (si subiva una autentica doccia di birra spruzzata da una decina di persone), ecc. ecc.
10) LE ASSOCIAZIONI che hanno portato avanti l'ideale di Goliardia:
* ATU (Associazione Turritana Universitaria sino ai primi anni 70),
* AGT (Associazione Goliardica Turritana dai primi anni 80 sino alla metà degli anni 90)
che si trasforma solo nel nome in
* SOFG (Sovrano Ordine della Fava Gaudente).
Doveroso contribuire a questa pagina di storia con le vostre esperienze relative alla goliardia.
TUMBARELLA
martedì 7 novembre 2006
OMAGGIO AI FONDATORI DELLA CIONFRA SASSARESE
Sassareserie è l'ultimo arrivato, ma tra i veri fondatori del ridersi addosso in salsa sassarese non potevamo dimenticare ASPIRINA.
E allora:...... la parola a ASPIRINA con uno dei più famosi video di tanti anni fa.
Ma sempre attualissimo e spassoso
(per gentile concessione di Antenna 1, www.youtube.com e .....)
.....
mercoledì 1 novembre 2006
Cagliaritani (e altri) negli occhi del Sassarese
CAGLIARITANI (E ALTRI) NEGLI OCCHI DEL SASSARESE
di Cabbu di Ciuppa Ciuppa
PREMESSA
Chi scrive è dovuto immigrare in Padania per tanti motivi.
Questo blog è piacevole perché si respira aria di Sassari. Dove lavoro oggi che sto scrivendo mi hanno detto "Ah, vieni dalla Sardegna? Qui c'è un altro sardo, viene da Cagliari". Al che ho risposto: "O viene dalla Sardegna o viene da Cagliari" e di qui l'idea di contribuire al blog.
Cercherò di essere meno razzista possibile ma molto campanilista.
So di non correre il pericolo di offendere i cagliaritani perché non so scrivere in arabo :-)
Va bene, va bene, mi contengo, ma pane al pane e vino al vino.
IN PRINCIPIO ERA LA SARDEGNA, UNA ISOLA SPLENDIDA.
Il buon Dio creò Sassari, ma per limitare l'estro dei Sassaresi (o per provocare....) creò anche i Cagliaritani. Forse da subito i cagliaritani stanno proprio "sul culo", e in effetti la testimonianza è data dalla posizione sulla cartina della Sardegna.
Dal punto di vista "politico" Cagliari ha il proprio comune (e se lo tengano!), la provincia (e se la tengano!) e la Regione ...e qui sono dolori.
Inutile negare che l'odio campanilistico per il cagliaritano esiste, è vivo così come può essere nelle tradizioni di tanti popoli. Un Sassarese di qualsiasi estrazione deve avere una certa percentuale di odio verso il cagliaritano, anche se è un Sassarese "accudiddu". Qualsiasi cosa, ha sede a Cagliari e a noi, ammettiamolo, ci rode. Anche per il fatto che l'atteggiamento del cagliaritano è quello del "padrone della Sardegna" e questo atteggiamento non solo lo ammettono ma se ne vantano...
Quante volte vi è capitato di sentire da qualsiasi parte "Per questo bisogna rivolgersi a Cagliari", quante volte siete andati alla fiera di Cagliari e sulla 131 di colpo non ci sono più buche e avvallamenti e ci sono i ponti appositi per l'inversione del senso di marcia per andare da CFadda?? Hai appena letto "Cagliari" su un cartello.
Semplici osservazioni, mi'!...
Il mio collega cagliaritano in fondo non è cattivo e con lui ci scherzo parecchio sulla vicinanza all'Africa che è la visione più diffusa nel sassarese medio. Da qui le battute nascono a raffica.
Lui: “questa estate scendo in aereo”
Io: “salutami Tunisi!”
Lui: “ma hai sentito che per gli aerei vogliono toglierci la continuità territoriale?”
Io: “Perché? C'è la continuità territoriale con l'Etiopia?!?!”
Lui: “cavoli mi hanno aumentato il mutuo!!!”
Io: “....e tu risenti anche del cambio dinaro/euro....”
Emblematica fu la scritta che lessi parecchi anni fa sul muro della biglietteria alla Torrese: "Non odiare il cagliaritano, in fondo è il miglior amico dell'uomo"
E ancora:
Io: “...eh... tu non puoi capire...”
Lui: “perché?”
Io: “perché non sto parlando il congolese”
OVVIO CHE IL MIO COLLEGA STA ALLO SCHERZO, “ARRORI DU GODDIDI” ...
In principio era la Sardegna, la provincia di Sassari che cerca di non pensare a Cagliari, e allora il Creatore che in fondo in fondo qualche dispettuccio lo sa fare CREÒ IL SUSSINCO.
Sul sussinco esistono tanti luoghi comuni... che spesso sfociano in modi di dire tipo
"E gosa v'hai chi sei maccu? Ni sei faraddu a Sossu a bi l'eba di la Billellera?"
Come si fa in mezzo alla folla a riconoscere un sussinco?: “dalla tosse” (e qui ci vorrebbe l'audio, ma la cosa è nota anche a un sassarese sfigato come me...)
Oppure racconti un aneddoto.... e di colpo vieni interrotto "aschò ma l'amiggu doiu d'indi ?
Di Sossu? Ahhh... beh..."
E poi belle le barzellette.
Il nostro campanilismo è troppo divertente perché c'è "il francese, l'inglese... e il sassarese" e il finale è ovvio che vede il sassarese vincente. Le barzellette dove qualcuno perde.... sono dei sussinchi... Spesso invece di dirle sui carabinieri facciamo "modifica, sostituisci carabiniere con sussinco, click sostituisci tutto".
I sussinchi hanno fatto i fuochi d'artificio perché così non li vedevano quelli di Sennori.
I sussinchi sono andati a rubare la neve a Sennori.
I sussinchi quando perdevano contro la Torres rompevano tutte le macchine targate Sassari, anche le loro....
Dai, in fondo il sassarese in ciabi sa quanto può essere zerrago, il bello è che sa anche prendersi in giro da solo (basta vedere il galateo pubbligato su questo blog ….
Perciò:
I NON SASSARESI VEDANO DI NON OFFENDERSI, IN CASO CONTRARIO.... CHI SI RA TRONCHIANI IN CU !!!!!
martedì 31 ottobre 2006
ANCORA DETTI SASSARESI

VOCABOLARIO "in cionfra"
La raccolta di "espressioni colorite" tipiche del "Sassarese DOC" procede a gonfie vele !!!
E NOI CONTINUIAMO AD AGGIORNARE L'ARCHIVIO di "DIZIMMU IN SASSARI"
"Chi tocca la puppa diventa padrino"
chi conosce un vizio,difficilmente lo molla...
"In camminu s'acconza ru barriu"
ho fatto una cazzata. Ma andando avanti le cose s'aggiusteranno...
"Ga no codda parenti no codda nienti"
Chi non conclude in famiglia non lo fa neanche al di fuori...
ovvero:
Diffidate dall' intraprendere operazioni commerciali con parenti
"Chi ti vegghiani oggi si e dumani no" (augurio)
che ti vedano oggi e non nei giorni futuri...
"Zi vidimmu alla Torres!"
ci vediamo presto!
"Ha pigliaddu cazzi pà frusci di trenu"
Si è confuso (versione sassarede di "lucciole per lanterne")
"L'occi che l'arenga e lu cabbu pendura pendura"
(in seguito ad un rutto del proprio interlocutore)
che ti possano diventare gli occhi a forma di aringa e la testa a penzoloni.
"La magnazzona a curu e ri mani che la cazzoffa": (augurio)
che possa soffrire di un irrefrenabile prurito al deretano e le mani
a forma di carciofo così da non poterti grattare.
"Masthiga brodu"
Uomo intelligentissimo, masticatore di liquidi.
"Farazzira finza all'isthazioni"
Tenace, molto tenace, troppo tenace
"Crabbaggiu"
Uomo fine o quasi.
"Tontu chi cazzu d'Ainu"
Persona un po dura di comprendonio
"Alla cazzu di ghani"
cosa fatta "non proprio in maniera idonea"
"Tontu che la nappa"
persona poco furba
"A chi no t'innanndi a Rizzeddu"
esoratazione normalmente rivolta a persone "stravaganti"
"Ti si fozziani l'occi chi l'eba viscì" (augurio)
la tua vista sia lunga quanto il durare di una bollicina d'acqua frizzante...
" Farazzi li vasi "
Abbr. vai a cagher, Portare giù il vaso da notte e svuotarlo nottetempo per la via.
"Zimboina di Santa Maria"
Es. Và li titti chi la z..
Cosa enorme di forma di cupola.
"Curu di marassentu"
Persona che non sta mai ferma. Rompiballe.
Es. Sei un c..
"Ancu ti pissighia l'eba di lu Vajont"
E' l'augurio, a volte affettuoso, di chi si augura che tu possa essere perseguitato da catastrofi, non necessariamente naturali
"Ancu ti pissighia la pallottola di Kennedy" (intonazione sussinca d'obbligo)
Augurio di buona fortuna ...
"Chi ti vegghiani currendi da un'incrocio all'althru a Saraievo"
Augurio di buona fortuna ...
"Chi ti vegghiani currendi curu triccia triccia"
Fuga con umidità nelle terga
“Assè Curruddu e affusthiggaddu”
Ritrovarsi oltre che cornuto, fustigato
"M'hai fattu dui cuglioni cummenti li mirinzani di Logulentu"
Caro amico: sono lieto di ascoltare i tuoi racconti, ma si è fatto tardi ......
"Già no ti sei punti l'occi ……"
espressione usata per indicare una persona che ha scelte raffinate
"a paracqua apertha e culu triccia triccia"
Sei talmente messo male che anche con l'ombrello ti bagni
"Bai, chi vai fiaggu di mogano..."
detto a persona che tramite le sue azioni si è messa nei pasticci, tanto da avere l'odore tipico del legno con cui sono fatte le bare.
"Vai chi li dinà, di manu in manu".
Cortese augurio di buon viaggio recita
“A chi non ti soni in mezzu all'anchi di mamma doja...in chibi ja vinn'è di traffiggu”
Nel traffico, a qualcuno che esagera col clacson:
“Attaccati a lu croccu”
Attacarsi al crocco. Antico strumento metallico incernierato di forma triangolare che chiudeva l'anta senza serratura dei portoni d'ingresso. Utile da appendersi e favorire l'evaquazione di materia solida. Da fare sempre in casa d'altri.
“Lu pani a ga no ha denti”
Chi ha soldi non li sa spendere sicuramente come faresti tu.
“A pagà vè sempri tempu”
Debito che non verrà mai saldato
“Curri curri, già ti pissighi la penna”
Motto di “paperino” buonanima
“Succia muccu"
Uomo infantile
“E gos'hai lu rizzu in busciaccara?"
tipica espressione che indica una persona tirchia...
“và innòrabona”
Augurio sincero
“Và innòrammara”
Sentita Maledizione
“li mani chi la chisgina”
Mani di cenere, mani di incapace, scarsa manualità
"La brèssa di Maria Musina ti si ponghia ……"
"La brèssa di lu bronto soccorso"
Entrambe "augurano" alla persona affrettata una buona fine...(per chi non conosce Maria Musina, è stata titolare di una delle piu grosse agenzie funebri di Sassari negli anni passati...)
“Pidocciu azzaddu"
persona nata povera e, una volta diventata ricca, si dà eccessivamente arie dimenticandosi del suo passato.
"V'hai l'occi più mannu di la ventri"
quando ti servi a tavola, sei solito esagerare con le porzioni, non riuscendo puntualmente a terminare il cibo.
“Ancu ti passia Elena* innantu
* Nome dato affettuosamente alla bitumatrice
" e già ti l’hai posthu lu vinu in freschu!"
Tu si che ti sei sistemato !!
"Ammanteniddi la vronti...non sia chi t'innesciani l'occi!!"
apponi le tue mani sulla tua fronte, al fine di evitare l'espulsione dei globi oculari (causa vibrazioni); rivolto a persona che ha appena emesso, non senza un certo godimento, un vigoroso rutto
"Chi ti tocchiani tutti ri mani di ru mondu!"
che ti tocchino tutte le mani del mondo
"Si ti pongu manu mancu mamma doia ti gunnosci!"
se ti "metto mano" non ti riconoscerà neanche la tua mamma
"Mincia mia a lei!"
che il mio pene possa "arrivare" a lei!
"Ti vozzu ru guru a tana di grillo"
ti faccio il deretano a tana di grillo
"Si ti pigliu ti dronchu!"
se riesco a prenderti ti tronco (la schiena o più genericamente le ossa)
"Ancu ti ni varia un raiu!"
che tu possa essere investito da un fulmine
"Ancu ti ni varia un pisthoni"
"Bedda pacciocciona!"
lett. bella e grande vulva! famil. gran bella ragazza!
"Chissa v'ha dui titti che parini dui cabbi di pizzini!"
quella (ragazza) ha due seni che sembrano due teste di bambini
"Acchì non ti soni lu flauto in pelle?!"
perché non ti suoni il flauto in pelle (pene)? - rivolto a qualcuno che fischia o suona maldestramente e continuativamente il clackson o strumenti musicali (tipico la "chitterra")
"Acchi' non soni in mezzu all'anchi di tua muglieri, chi v'e' più traffiggu?"
perché non suoni in mezzo alle gambe di tua moglie che c'è più traffico - Rivolto a: 1.vigile urbano che fischia ripetutamente; 2.arbitro che durante un partita fischia ripetutamente contro la Dorrese (Torres) 3. automobilista che suona continuamente l'avvisatore acustico
" E lu guru a lu boi?
tipica espressione per far notare ad una persona che sta esagerando con le richieste...
"A piglià pà lu curu v'è sempri tempu, a punilla in curu ch'è un attimu!!"
Detto di chi si fa gioco altrui comodamente, ma ci vuole poco per assestare il colpo!!!
"Faraddi li Candareri, a fora li brasceri"
Come per dire.....adesso che abbiamo finito la festa, rimbocchiamoci le maniche.....
Ovvero …
"L'estate è finita. Lu tempu si farà maru .... Tutti a trabaglià"
Interpretazione meteorologica: detto utilizzato spesso a fine agosto per giustifiacre il tempo di merda ai turisti continentali incazzati.
"Ca si pécca mari si senti ..."
"Se ti offendi, vuol dire che hai una coda di paglia da qui a Porthu Torra"
"E gosa v'hai, l'osso in panza?"
detta a qualcuno molto pigro che non ha voglia di far nulla (soprattutto azioni manuali).
"Li mani chi lu milesu"
Ti si secchino le mani. Dal famoso ambulante di frutta degli anni '60 (Lu Milesu) che essendo focomelico contava i soldi con i piedi
“ha frazzaddu più mince che tacchi di botta”
detto di donna di facili costumi
“a m'innesci da curu ?“
Lett.: “a te ne sposti da vicino a me ?”; "smettila di darmi fastidio"; "lasciami stare"; "forse è il caso che tu vada a farti un giro"; "vaffanculo"
“e can'dè chi mi li torri chissi dinà?”
Domanda impertinente che si solito ottine come risposta: “..e achì un induvinu soggu?!?”
“E gosa hai fattu da culu a nasu?”
Simpatica espressione colorita usata nel momento in cui si sente nell'aria un certo non so che.; La prima gallina che canta ha fatto l'uovo-
“Oh, apri la finesthra chì z'esci la balla!”
Certo che ci credo ………………
"Chi ti vegghiani posthu foggu e isthuddaddu a benzina"
Augurio;forse di origine sussinca
"V'hai più corri in cabbu tu di un paggiolu di ciogga minudda"
Tutto bene con tua moglie ????
“chi ti si magnani li caimani” / “Ti si magnani li cucciucci”
Beneaugurate. Lett. "Che tu finisca sbranato/a dai caimani/cuccioli di cane"
"Arrombaddi alla janna di ru caramasciu" (caramasciu = camposanto dalla località in cui si trova il medesimo)
Rivolto a qualcuno che, colto da un evidente attacco di improvvisa stanchezza, si appoggia in luoghi non consoni (es. la tua macchina nuova, il portone di casa, al muro in una strada stretta).
Ad una ziminata: “e l'acqua non l’avete portata ???”.
Risposte dello ziminere a chiarire che l’acqua non è di casa ……:
"Perché? Le mani sporche c'hai?"
"Non è ora di lavare la macchina"
"No, che il fuoco ci occorre ancora"
"E mica abbiamo detto che facevamo la pasta!"
“Beato l'uomo che arriva si siede e mangia, non paga e dice ciao ciao.”
Constatazione dello Zimiere dopo aver considerato che cucinare lo Zimino è una gran rottura di palle. “Un'ora girendi e rigirendi, lu fummu e lu foggu chi si isthuda”
"Azz compà....e gga si lu magna tuttu chistu pani?" (Tormentone tipico da ziminata)
Declamazione delle immortali parole del bardo da parte dell'arguto di turno, alla vista di un panino (o una spianata solitaria) vicino a 15-20 boccioni di vino.
Alla visione di una bella e prosperosa (dezi chili in pettu …) figliola, il sassarese al mare domanda:
"Mascì ma tutte tue sono ?"
Ed ella (con sottile ironia) risponde:
"Acchì tu la mincia a mezz'appari con babbu doiu vi ‘rai?"
venerdì 20 ottobre 2006
SE ERI UN BAMBINO SASSARESE NEGLI ANNI ’60, DI SICURO ....

SE ERI UN BAMBINO SASSARESE NEGLI ANNI ’60, DI SICURO:
- Giocavi rigorosamente in strada e fino all’imbrunire. Tornavi su solo al quindicesimo urlo di mamma dalla finestra;
- Con due pezzi di legno rubati dal cantiere sotto casa eri pronto per una “cirimella” all’ultimo sangue
- Con un pezzo di tubo (rubato nel suddetto) "ci usciva" una cerbottana da competizione che lanciava proiettili di Nuova Sardegna da un palazzo all’altro
- Almeno una volta, entrando di nascosto in un cantiere a fregare legni e tubi da cerbottana ti ha cassato un muratore e ti ha riempito di calci in culo. I tuoi compagni ti hanno cantato la classica cover "Lu ciaffu di lu muraddori chi t'ha fattu la faccia ruja"
- Giocavi a calcio:”a portieri volanti”; il tuo pallone era un Super Tele tutto l’anno e un San Siro in prossimità di Natale (poi si bucava e tentavi di ripararlo con un coltello arroventato sul fornello)
- Se ti dicono: Albertosi, Burgnich, Facchetti tu continui: ….. Bertini, Rosato, Cera Domenghini, Mazzola, Boninsegna, De Sisti, Riva !!!!!!!! (allenatore Valcareggi)
- Se vedi una pallina di vetro di tornano in mente i tornei di ballocci specialità “ buca” o “palmo e zembo”
- Per organizzare un torneo di nascondino dicevi agli altri “chi vuol giocare ………metta il dito sotto qui ...”
- Quando vedi tuo figlio incollare le figurine autoadesive ti tornano in mente gli album “ a bocca aperta” a forza di incollarci le figurine con la colla di farina fatta da mamma dopo che l’avevi inutilmente stressata per comprati la Coccoina
- Quando vedi tuo figlio iniziare dieci album di figurine e non finirne mai uno ti scappa la lacrimuccia al ricordo di quel Pizzaballa che non usciva mai e del tuo amico Toricino che aveva Riva doppio; il solito Riva che ti mancava sempre per finire l’album
- Andavi a letto “dopo Carosello”
- A scuola ti ci portavano i piedi …… All'andata e al ritorno.
- Giocavi con i pattini a quattro ruote estensibili e il ginocchio sbucciato era una malattia professionale
- Giocavi a bacchetta mamma (carra muntò) e sceglievi il compagno più grasso per la tua squadra. L’urlo ”Mi chi soggu arribendi!!!” risuonava per tutto il quartiere
- Se non c’erano giocattoli potevi stare delle sere a giocare: a “cherochè”; a Paradiso saltando da un quadro all’altro disegnato per terra con una pietra; a Rubabandiera; a Guerra Francese
- Un partita a “soffietto” con le figurine con il tuo amico Paoletto che “ ne alzava cento” poteva durare anche due giorni; e perdere poteva costarti dieci “bisvalide”
- Uno spiazzo polveroso era quanto di meglio per tracciare una pista e partirci di GIRO D’ITALIA con una flotta di tappi di birra vecchi
- Non erano tempi di motorini ma la bicicletta con una carta da gioco sui raggi tenuta da una molletta faceva un “zocco da moto guzzi”
- Per concederti qualcosa di buono lanciavi l’urlo verso la finestra di mamma al quarto piano “me le butti dieci lire ????”; e via che “ci usciva” una bustina di semi di zucca !!
- Con cinquanta lire potevi comprarci un ghiacciolo e due fette di fainè da Saccone
- La raccolta dei rifiuti urbani te la ricordi annunciata dall’urlo “Ezzaaaa ….” sul pianerottolo perché degli uomini con un sacco verde in spalla la ritiravano fin su al quarto piano
- Il latte te lo ricordi venduto a mestolate e messo dentro una bottiglia che ti portavi da casa; solo dopo, dentro la mitica busta floscia che stava in piedi soltanto mettendola nel non dimenticato boccale blu della Centrale del Latte
- Con le stesse cinquanta lire recuperate con un ghiacciolo in meno, ci usciva un metro di fette quadrate per il tiralastico; e i "poddigali" li facevi distruggendo di nascosto una borsetta vecchia di mamma che lei non aveva nessuna intenzione di buttare. Non ancora.
- Le cingomme Freccia Indiana te le ricordi più grandi e più buone delle “gomme del ponte”
- A Platamona d’estate scavavi cinque centimetri sul bagnasciuga e trovavi arselle e vermi ottimi per esca da pesca
- Ti ricordi il “verduraio” che vendeva le piante di “fasgiolu tondu” appena estirpate e ti faceva il conto sulla busta
- A scuola di maestra ne avevi solo una; dalla prima alla quinta; e se ti allungava un ceffone non chiamavi il telefono azzurro
- Hai commesso almeno un furto di Mele granate dall’albero della campagna vicino a casa
- Ti ricordi della Spuma al Rabarbaro di Usai
- Ti ricordi dei grandi che bevevano Vino Chinato, Punt e Mes e Rosso Antico
O no ????
giovedì 19 ottobre 2006
FENOMENOLOGIA DEL MONDEZZINO E COMPAGNA

A furor di popolo, tolgliamo dal limbo dei commenti
e pubblichiamo separatamente l'opera prima di ryoga.
FENOMENOLOGIA DEL MONDEZZINO
Secondo recenti studi delle teorie evoluzionistiche di Darwin, l'anello mancante tra l'homo sapiens sapiens e l'homo di Cromagnon potrebbe collocarsi nella figura del mondezzino sassarese.
Recenti studi hanno dimostrato che la sua provenienza è collocabile intorno alla zona del Monte alto, anche se l'evoluzione ha dato i maggiori frutti sopratutto nelle zone periferiche quali S.Maria di Pisa e Latte Dolce, con un inconsueto quanto prolifico addensamento in via Ugo la Malfa.
Veniamo a descrivere le principali caratteristiche morfologiche e sociologiche del mondezzino:
Il mondezzino predilige le ore post-meridiane per far sfoggio di tutta la propria caratura culturale. Non sarà difficile per un cultore antropologico, l'avvistamento sui tram 1 e 3; senza dimenticare la collocazione in Piazza Castello, anche se recenti studi ne prevedono il ritorno in Piazza Fiume.
Il mondezzino ha solo due argomenti di discussione:
a) la moto
b) le risse
Per quanto riguarda l'argomento moto, il mondezzino è una miniera di sapere, nonostante il fatto che la discussione faccia perno su alcuni topos tra cui:
"i pezzi da novanta"; "marmitta polini"; "me la faccio preparare da mariani"; "strozzature"; "ni succia umbè"
I discorsi son sempre accesi e l'attenzione del mondezzino è sempre ai massimi livelli quando si parla di ciclomotori e preparazioni affini.
Di chiaro stampo mondezzino sono i racconti sulle risse.
Essi in genere vengono fuori quando il mondezzino ha esaurito gli argomenti (quindi piuttosto di frequente visto che può optare solo sulla conoscenza della moto).
Generalmente il mondezzino che racconta di una rissa in cui era uno dei due protagonisti, sarà difficile che racconterà di una sconfitta.
La tendenza è quindi quella di una narrazione romanzata, dai tratti fortemente epicizzati, nel quale il protagonista viene provocato e sfidato in battaglia, e con strenuo valore dimostra la propria virilità disarcionando il nemico.
Naturalmente i toni sono di tutt'altra caratura:
"e caz chiddu mi fazzi caz... e allora io caz ni boggu la catena dalla moto e s'è cagliaddu muddu".
Possiamo vedere quindi come in ogni caso la moto torni sempre e comunque in ogni argomento.
Trattasi davvero di un elemento catartico per il mondezzino, che ne contraddistingue l'efficacia e maggiori carte da giocare per la giostra dell'accoppiamento.
Generalmente Zip, Phantom, F10, Typhoon, Califfone (nei tempi d'oro).
Abbigliamento del mondezzino:
in moto: Casco indossato tanto per non prendersi la multa, praticamente ad altezza cervelletto con cappellino essenza indossato sotto.
in giro ESTATE/INVERNO: Giubbotto nero con pellicciotto, jeans e scarpe Cult con punta in ferro (ottima per le risse). Magliettina attillata con deodorante (badate bene DEO-DO-RAN-TE: la parola profumo non è compresa nel vocabolario)AXE Africa spruzzata non sulla pelle ma direttamente sopra gli indumenti: circa una lattina di prodotto ogni volta che esce. Gel dei cappelli marca DATREDIZZI di cui il vero mondezzino in assoluto si scorda di spalmare bene lasciandone qualche residuo visibilissimo.
Le teorie sulla prossemica (studio della distanza sociale) hanno una ramificazione particolareggiata per quanto riguarda lo studio di questa categoria sociale:
DIVERTITO: collo in avanti che oscilla, bocca semi aperta ed esclamazioni del tipo "caz troppo togo, caz oh pazzo".
INCAZZATO: vena del collo in procinto di esplosione, rossore improvviso, movimenti convulsi e a scatti di spalle e braccia. Ricerca spasmodica di una locazione tra due compari per far finta di farsi trattenere dal picchiare qualcuno.
PROVOCATORE: sorriso beffardo, mano che mena schiaffetti e la tipica espressione: "mi sei pigliendi pa lu guru?".
Sul tema dell'innamoramento gli studiosi dibattono lungamente se si tratti di vero e proprio sentimento metafisico o semplicemente di estro sessuale tipico del maschio che entra in calore: nel dubbio ci asteniamo da qualsiasi commento a riguardo in attesa di ulteriori sperequazioni.
Questa lista è chiaramente di tutti, può essere corretta allargata completata.
Preciso infine di non avere niente contro chi si veste o si comporta più o meno
come ho anche un po' fantasiosamente descritto, avendo io un bel po' di amici così.
Era insomma una cosa pà ridì e non per offendere.
LA COMPAGNA DEL MONDEZZINO
La compagna del mondezzino ama stare l'ottanta per cento del suo tempo sopra il ciclomotore del suo ragazzo, quasi come gli Unni passavano la maggior parte del tempo a cavallo.
Generalmente le mondezzine indossano sorta di pellicciotti bianchi nei mesi invernali, mentre in quelli estivi prediligono magliette corte sopra l'ombelico, fuseaux consunti e zeppe mai in disuso.
prediligono il casco a scodella col rivestimento rosa De puta Madre.
Sono loro a scegliere il maschio per la copula e secondo alcuni studiosi la scelta ricade o sul leader della greffa o sul possessore del miglior mezzo di trasporto.
Le mondezzine al contrario di quanto si possa ritenere basandosi su un'analisi superficiale, non sono affatto dedite ad ogni lascivia.
La loro ferrea educazione cattolica impone una sorta di pudicizia piuttosto estremizzata nei primi tempi del rapporto con il mondezzino, il quale però -esperto amatore e conoscitore a orecchio di canzoni struggenti in LA Minore- sa come capovolgere ogni situazione.
Si passa quindi da una fase di pudicizia ad una di totale esternazione delle proprie pulsioni. vediamo qualche es.
"oh ascò Chiarè, mi sto imboscando con Tore a crocerare dietro quei cassonetti".
"caz, ho scopato così tanto chistha ghedda chi mi fazzini mali le ovaie".
Le mondezzine ultimamente hanno preteso dai loro compagni, maggiori attenzioni non sessuali.
Ora è probabile che questa condizione sia dovuta al fatto che le mondezzine, uscendo nel tardo pomeriggio, passino il tempo a confrontare i loro maschi con quelli di Uomini e Donne e di quel romanticumine patinato e pacchiano.
Non è ancora una certezza, ma non è del tutto da escludere.
Sui tram le mondezzine non parlano tra di loro: urlano.
sarà capitato a chiunque di salire sulla uno o la tre e vedere qualche ragazza ipertruccata e pensare:
"beh se avesse meno trucco sarebbe proprio carina".
Poi quella stessa riceve una chiamata al cellulare con la suoneria di Mango e ne esce da bocca una voce che ti ni fazzi passà tutta la gana.
Sulla tonalità di voce della mondezzina non è possibile soffermarsi in maniera adeguata in questa breve analisi; ma distinguiamo comunque almeno due timbri vocalici:
-vagamente sussinca (uso frequente dell'intercalare "gaz")
-lattedolcina (uso frequente dell'intercalare "cioè" "troppo bono").
Concludiamo con una delle cose più belle offertici dalla città di Sassari: il litigio tra mondezzine.
Generalmente causato da due fattori:
a) la tipa si sta crocerando il ragazzo dell'altra
b)la tipa sparla dell'altra
La mondezzina non attende di chiarire se le voci che sono arrivate al suo orecchio siano vere o pretenziose; essa parte all'attacco come un amazzone, ma raramente si raggiunge lo scontro fisico; accesissimo è invece lo scontro verbale.
La componente ironica risiede nel fatto che la mondezzina chiama la sua vittima in disparte, in modo da non attirare l'attenzione verso di se; ma bastano pochi secondi perchè tutta piazza castello (esempio frequente) si raduni davanti all'acceso diverbio di natura antropologico-territoriale.
Concludiamo con alcune tra le più frequenti affermazioni durante questi litigi, poichè non ci può essere miglior caratterizzazione se non quella offerta da questi esempi:
"oh bella bè stai molto attenta"
"mi ci metti quattro palmi di faccia in culo"
"ma cosa sei dizzendi che ti hanno visto tutti con Barroccu dietro la COOP"
mercoledì 18 ottobre 2006
IL FONDATORE SI FA VIVO !!

Nel titolo del BLOG "Sassareserie" abbiamo da subito eletto "FONDATORE" il misterioso "benemerito" che con il DECALOGO DEL SASSARESE AL MARE ci ha fatto fare un sacco di sane risate. E da tempo cercavamo di scovarlo.
E all'improvviso: "MILLO MI' !!!!!" E' lui o non è lui ????
Si presenta come anonimo ma si firma "Il misterioso autore del decalogo del sassarese al mare."; e ci dice " ..... non credo che contribuirò in futuro alla stesura di nuovi capolavori di cotanta intensità letteraria ....".
Noi lo salutiamo, riportiamo in prima pagina il suo messaggio (che trovate in commento all'articolo "Altre idee di Sassareserie da conservare ???") e lo invitiamo a scazziare ancora insieme a noi con il nome di battaglia "lu presidente"
In suo onore, ripubblichiamo il "capolavoro" DECALOGO DEL SASSARESE AL MARE.
A videzzi
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MESSAGGIO DEL Presidente
Carissimi.
E'giunto l'atteso momento dell' "outing" del misterioso autore del decalogo del sassarese al mare. Eccomi.
Con immenso piacere noto che attorno al mio decalogo (con 8 regole e non 10)si sia creato un movimento artistico-culturale di notevole portata per la città di Sassari e vedo che in molti si stanno cimentando in descrizioni socio-antropologiche di notevole interesse.
Chiariamo alcuni misteri sulla madre di tutte queste opere di elevato spessore.
Intantoil decalogo ha 8 regole e non 10 per il semplice motivo che dopo l'ottava mi sono rotto le balle di scrivere.
Ho letto da qualche parte qualcuno che si lamentava perché il decalogo risultava offensivo nei confronti di persone che a Sassari sono sempre state emarginate; sia chiaro che quanto scritto non è riferito a nessuno in particolare e non ha certo l'intenzione di offendere o giudicare nessuno. Si tratta semplicemente di una serie di stronzate (è qualcuno ha fatto bene a sottolinearlo) buttate lì per ridere in tipico stile cionfraiolo. Altri hanno sostenuto che il decalogo esisteva già dagli anni ottanta.
Balle.
L'opera, anzi il capolavoro (modestamente), è stato concepito e scritto a metà luglio del 2006.
Poiché non credo che contribuirò in futuro alla stesura di nuovi capolavori di cotanta intensità letteraria, auguro ai miei "discepoli" un buon lavoro, soprattutto a ryoga82 che mi pare abbia di gran lunga superato il maestro nella sua opera prima dedicata alla controversa figura del Mondezzino.
Saluti a tutti.
Il misterioso autore del decalogo del sassarese al mare.
martedì 17 ottobre 2006
DECALOGO DEL SASSARESE AL MARE

DECALOGO DEL SASSARESE AL MARE
(nella foto: il mitico Lido Iride nel 1970)
1) Il vero sassarese non va al mare, ma "fara a Platamona" che non è la semplice spiaggia dei sassaresi, ma un vero e proprio microcosmo, un concetto filosofico, un alto ideale,uno stile di vita esclusivo che solo un sassarese doc si può permettere.
3) Il sassarese minorenne non dotato di mezzo proprio si reca a Platamona con il mezzo di trasporto per eccellenza "l'EMMEPI'" nelle due varianti "via Buddi Buddi" e "via Ottava". La scelta dell'una o dell'altra opzione è del tutto indifferente per il minorenne, perché l'importante è trovare posto dietro "pa' fà barracca". Essenziale un coro tipo "zi poni la faccia in cu', lu controllò lu controllò" all'ingresso del controllore sul mezzo.
4) Un sassarese "come si tocca" (epiteto dato a persona che si rispetti) va al mare con costume slip aderente, zocculi e maglia della Torres.
Il perché di questi tre capi d'abbigliamento è spiegato di seguito:
a) Gli slip: intanto i boxer è "robba di frosci", e poi lo slip permette al sassarese di mostrare, tutto tronfio e pieno di se, la propria attrezzatura sessuale (spesso sovradimensionata da una melanzana di dimensioni medie apposta all'interno degli slip stessi). Lo slip, accuratamente rinforzato, permette inoltre di sostare nel bagnasciuga della spiaggia (meglio se "lu terzo".terzo pettine per i blasfemi) per mostrare alle gentili donzelle che passeggiano la propria virilità, accompagnando l'esposizione artistica con frasi del tipo "Ebbbé mascì, ma robba così mai visto ne hai?" o con l'intramontabile "Meee mascì, abaidda ogna pizzona dell'anglona", seguito da un sonoro verso del maiale.
b) Li zoccuri (zoccoli per i profani): intanto le infradito è "robba di frosci". Questo pittoresco quanto elegantissimo capo d'abbigliamento consente al vero sassarese di espletare due funzioni fondamentali: innanzitutto il passo con trascinamento del piede risulta molto rumoroso e cadenzato nel modo giusto può ricordare il rullare dei tamburi dei candelieri. In secondo luogo, se inserito in una mano e non nel piede lu zoccuru può diventare l'arma vincente in un sano "affarratorio" con qualcuno che sta guardando male.
c) Maglia della Torres: intanto chi non tifa Torres è "un bé frosciu". Qui c'è poco da commentare, la maglia della Torres è la seconda pelle di qualsiasi sassarese che si rispetti.
5) Almeno ¾ del tempo che un vero sassarese dedica alla sua gita al mare, vanno trascorsi a "lu chiosco" (per i trogloditi non sassaresi si legge ghiosco), in modo tale da potersi dedicare all'attività nella quale ciascun sassarese che si consideri tale deve eccellere: bere birra. L'attività madre deve essere svolta possibilmente in chiassosa compagnia e comporta l'ingurgitamento di un minimo di 12 litri di birra a ora di permanenza a "lu chiosco". Vietato rigorosamente sedersi; il sassarese puro beve in piedi vicino al bancone (con gomito appoggiato e piedi incrociati) e appoggia il bicchiere solo se per trastullarsi le parti intime in caso di eccessiva "magnazzona" (prurito per gli stranieri). Inutile dirlo perché ovvio: sempre e comunque rutto libero!!!
6) Il pranzo in pineta non è la semplice soddisfazione di un bisogno primario (l'alimentazione), ma è un'istituzione sacra, una filosofia di vita, un percorso mistico trascendentale che in certi casi può portare al raggiungimento del nirvana. Non esiste che un sassarese si porti il panino da casa o compri un tramezzino a lu ghiosco (tutta robba di frosci); il pranzo in pineta deve essere consumato in compagnia numerosissima e deve prevedere come minimo una decina di portate: dallo zimino alla cordula, dalle favette alle lumachine, dai coccoi alla carne di cavallo, giggioni e così via. E' essenziale che il pasto venga accompagnato da fiumi di vino rosso (rigorosmante in boccione) e si concluda con un assaggio di acquavite o mirto rosso possibilmente fatto in casa, ma un Zedda Piras (santi subito!!!) va bene uguale.
a) Una bella cantata in compagnia, rigorosamente cun la chiltherra (con aggiunta di mandurinu per i puristi) spaziando tra i pezzi storici di Ginetto Ruzzetta e Giovannino Giordo ai più commerciali e psichedelici Sonos de Manos, il cui pezzo storico "la notti" ha di gran lunga surclassato la ormai obsoleta Canzone del sole.
b) Il mangiare può provocare in alcuni degli scombussolamenti intestinali tali da richiedere un'immediata evacuazione. Il sassarese doc, da gran signore, segnala ai presenti la sua impellente necessità fisiologica innanzitutto "truddiendi cumenti un cani" (petando come un essere vivente di razza canina..sempre per i profani) e rivolgendosi ai commensali con francesismi e frasi culturalmente elevate quali: "Teee fiaggadiru abà" oppure "Teeee coloraru". Dopo il gustosissimo siparietto un vero sassarese si alza dalla sedia (dopo tre ore di pranzo) e dichiara ad alta voce "Bè, guasi guasi andu a fammi una bedda caggadda" e tra gli applausi commossi della gente si avvia con passo svelto verso i pini interni che gli consentono di dedicarsi alla tanto agognata defecatio.
c) I più colti e cosmopoliti dei sassaresi si dedicano invece allo scambio interculturale. Già dal primo pomeriggio è infatti possibile scambiare opinioni sulla geopolitica internazionale o sulle conseguenze delle esternalità negative causate da un eccessivo ridimensionamento delle politiche sociali, con delle simpaticissime signorine nigeriane che sostano nelle strade adiacenti ai pettini.
d) E'concessa la pennichella post-pranzo da consumarsi all'ombra di un pino, evitando accuratamente di posizionarsi su quelli un po' più interni per non incorrere in spiacevoli discussioni con i sassaresi che si stanno dedicando all'attività descritta nel punto b).
7) Il telo da mare è un accessorio del tutto opzionale. In passato, il dibattito tra puristi e modernisti sull'utilità dell'oggetto in questione è stato anche molto aspro. Da un lato c'era chi sosteneva l'inutilità di un simile pezzo di stoffa e dall'altro chi invece spingeva per il suo utilizzo; l'avvento del bidet nelle case ha comunque spostato l'attenzione dell'intellighentia sassarese sulla possibilità o meno di utilizzare il sanitario in questione per piantare predusimuru (prezzemolo per gli ignoranti). Alla fine chi proprio non può farne a meno può utilizzare l'asciugamano, purché sia ben visibile la scritta Birra Ichnusa su un lato e Bionda Sardegna sull'altro.
8) Durante la permanenza in spiaggia un vero sassarese non può a fare a meno di costruire di suo pugno e ovviamente con il talento ingegneristico che lo contraddistingue un "tramporinu" (trampolino per i blasfemi) adatto per l'attività fisica nota come "Tuffà". Utilizzando vario materiale che la spiaggia di Platamona mette generosamente a disposizione il sassarese doc costruisce così lu tramporinu e si mette ordinatamente in fila per poter usufruire del medesimo. Correndo il più veloce possibile e con urlo sovraumano il degno sassarese si avvicina a lu tramporinu posizionato nel bagnasciuga, poggia un piede sulla pedana e spicca un atletico balzo che lo porta ad immergersi in acqua a "cabuzzoni" o nel più classico tuffo a "bbbomba".
9) e 10) l'Autore ci ha comunicato che "si è rotto le balle di scrivere" al punto 8. (ipse dixit ....)
domenica 15 ottobre 2006
RACCOLTA DEI SINDACI
Per fortuna la tradizione non si è ancora persa.
Ziminate e o non ziminate, il Sassarese canta ancora e la raccolta è partita subito con il botto !!
(non sarà che lo zimino, sotto sotto e di contrabbando, circola ancora ????
Amici: NON SI PUO' !! E' ILLEGALE ...........)
Già dal primo giorno sono pervenuti un bel gruppo di Sindaci, tradizionali e non, ivi incluso un originale (per la redazione....) Sindaco di Vienna (cui diamo il benvenuto a Sassari).
COME PROMESSO TERREMO AGGIORNATO L'ARCHIVIO
(in ordine sparso e tenendo conto delle correzioni e integrazioni che ci facciamo a vicenda)
INCIPIT
E gantemmu tutti ganti di ri sindagi ri ganti!!(femmu ru coro)
E gantemmu tutti ganti di ri sindagi ri ganti!!(femmu ru coro)
E pà tutti so durori a cuminzà da montresori..
Lu Sindaggu di Sassari
E lu Sindaggu di Sassari, s'ha vinduddu Platamona ....
E lu Sindaggu di Sassari, s'ha vinduddu Platamona ............
Pa dà modu a li Sussinchi di infundissi la pizzona ...
Trallallero, larillallla aaaaaaaaaa
Lu sindaggu d'Aglientu
E lu sindacu d'Aglientu, candu troddia fazzi bentu...
E lu sindacu d'Aglientu, candu trooooddia fazzi bentu......
Da levanti e da ponenti semmu biondi stranamenti...
Trallallero, larilla
Lu sindaggu di Badesi (alternativa omologata: Sindaggu di THIESI)
E lu sindaggu di Badesi cun lu gazzu azza li pesi ...
E lu sindaggu di Badesi cun lu gazzu azza li pesi
N'azza un chilu n'azza un ettu v'ha ru gazzu sempr'arrettu
Trallallero, larilla
Lu sindaggu di Casteddu
E lu sindagu di Casteddu nu ru biglia si no è nieddu...
E lu sindagu di Casteeeeeeddu nu ru biglia si no è nieddu...
ma se è longu un metro e trenta si ru biglia e s'accontenta..
altro giro, altra corsa .....
E lu sindaggu di Castheddu no lu biglia si no è nieddu
E lu sindaggu di Castheddu no lu biglia si no è nieddu
Si lu dumanda isthai siguru chi lu biglia sempre in curu
Lu sindaggu di Cagliari
E ru sindagu di Cagliari s'ha vinduddu lu boetto...
E ru sindagu di Cagliari s'ha vinduuuuuddu lu boetto...
L'ha vinduddu a l'africani pa biantazzi ri banani,
Trallalera larillala...
Lu sindaggu di Olbia
E lu sindaggu di Olbia v'ha la figlia chi è una Droia
E lu sindaggu di Olbia v'ha la figlia chi è una Droia ....
si li dai duimiria franchi ti ni succhia puru l'anchi
trallalera larillala...
Lu sindaggu di Vienna
E ru sindagu di vienna ni ru gazzu v'ha l'antenna...
E ru sindagu di vienna ni ru gaaaaaaazzu v'ha l'antenna...
se li giri ri guglioni piglia tutti ri sthazioni
Trallallera larillala
Lu sindaggu di Bosa
E lu sindaggu di Bosa v'ha la mincia assai fiaggosa
E lu sindaggu di Bosa v'ha la mincia assai fiaggosa
Si lu tocchi sottu sottu, già v'acciappi lu riggottu ....
Trallallera larilla llla aaaaaaaa
Lu sindaggu di Sossu
E lu sindaggu di Sossu v'ha la figlia ch'è un mossu (il coro: di cannaaaaaa)
E lu sindaggu di Sossu v'ha la figlia ch'è un mossu (il coro: di cannaaaaaa)
Si vi tocchi lu pacciocciu ti pissighi cu lu rocciu
Trallallera larillalla .......
Lu Sindaggu di Nuoro
E lu Sindagu di Nuoro candu troddia fazzi un coro
E lu Sindagu di Nuoro candu troddia fazzi un coro.
Fazzi un coro di angioletti cu li gazzi sempri arretti.
Trallallero larilla lla.
Lu sindaggu di Usini
E lu sindagu di Usini s'ha cumparaddu la limùsini
E lu sindagu di Usinis'ha cumparaddu la limùsini
Pà pusthazzi ri bagassi, beddi bassi brutte o grassi
Trallallero larillalà
Lu sindaggu di PIAGHE (Ploaghe)
E Lu sindaggu di PIAGHE s'è caggaddu nelle braghe ....
E Lu sindaggu di PIAGHE s'è caggaddu nelle braghe ....
S'è caggaddu la mutanda se cammina a bè che sbanda .......
Trallallero larillalà
Lu Sindaggu di PIRRI
E lu Sindagu di PIRRI candu troddia fa zicchirri
E lu Sindagu di PIRRI candu troddia fa zicchirri
Azza sempri un bè li vozzi achì v'ha li balli in crozzi
Trallallero larilla lla
altri sindaci in arrivo ...................
GRAN FINALE
Di li sindaghi li fatti a cantalli semmu isthracchi ...
Di li sindaghi li fatti a cantalli semmu isthracchi ....
Di cantà chistha canzoni n'emmu pieni li cuglioni
Trallallero larilla llaaa
a 15:10
giovedì 12 ottobre 2006
NUOVE IDEE DI SASSARESERIE DA CONSERVARE ??

Cari appassionati di SASSARESERIE
Dopo un mese circa di cionfra in rete, zi semmu abbizzaddi che di molte Cose e Cosette di Sassari e Dintorni (come dice il grande Manlio Brigaglia accudiddu, ma più sassaresu di noi !!!) v'hè gana di fabbiddà, iscribì e buffunà un bè.
Abbiamo proposto con successo:
- decalogo del sassarese al mare (di anonimo che stiamo ancora cercando)
- rapporto dei sassaresi con il turpiloquio
- raccolta degli ingiugli
- raccolta dei "sindagghi"
- raccolata di "modi di dì" e frasthemmi
- accademia dello zimino e ziminate (nel canale a parte ...)
ma: QUANTE SASSARESERIE DOBBIAMO ANCORA RICORDARE ???
TANDU: commentando questo articolo o inviando una e-mail (il collegamento è in alto a destra, oppure basta scrivere a: accademicidellozimino@gmail.com) portate le vostre idee.
Argomenti, boni pa fazzi dui risati, vi ni sò zincumiria ............
A zent'anni a tutti ganti
martedì 3 ottobre 2006
MORTE DELLE ZIMINATE
Tutti a dire che il contrabbando di zimino è fiorente ....Stai a vedere che siamo diventati tutti osservanti ..
Le ZIMINATE sono un argomento del passato ??
martedì 26 settembre 2006
ESPRESSIONI "COLORITE"
PROPOSTE DI INTEGRAZIONI AL VOCABOLARIO
ITALIANO - SASSARESE
Come dicevamo nell'articolo " I sassaresi e il Turpiloquio", a Sassari abbiamo una strana "confidenza" con le espressioni comunemente note come "parolacce" e "imprecazioni".
E' grazie a questa "confidenza" che attorno a molte "libertà di parola" sono fiorite migliaia di "espressioni colorite" che a tradurle bisogna "fabiddà pa' dui ori...."
Vogliamo fare un tentativo per spiegare ai profani il significato di alcune delle nostre "espressioni colorite ????.
Iniziamo noi le danze ripetendo le frasi già ricordate nel pezzo sul "turpiloquio"
"figlioru di bagassa" = ragazzo un pò vivace
"a coddare a casino" = la tua proposta non mi trova completamente d'accordo
E un paio di quelle più "quotidiane"
"mi zi poni tre palmi di faccia in culu" = non se ne parla proprio
"vai che la chisgina" = fammici pensare un attimo
"troddiami l'imbiliggu" = .... ma lasciami in pace !!!!
SOTTO A CHI TOCCA:
proponete:
- modi di dire
- imprecazioni
- espressioni di collera
- etc etc
NOI COME AL SOLITO TERREMO IN ORDINE L'ARCHIVIO.
giovedì 21 settembre 2006
CANTA SASSARI ....

E' vero o non è vero ???
Il Sassarese è "sempri in festha". O quasi ............
E "in festha", il motto è sempre "Poni a bì e a magnà"
E " dopo aver mangiato, mangiato e ben bevuto ........" come insegna il Decalogo:
Boga la chiterra e vai !!!!!
Non manchino mai i cavalli di battaglia come:
- La Mirinzana
- Drommi drommi
- Lu divorziu
- Masthru Pittinaddu
Ma scagli il primo "imbuschu" chi non ha mai cantato (e composto dal vivo coadiuvato dai fumi di qualche cassa di birra) qualche
SINDACO
La composizione del primo sindaco (per i profani, stornello in rima di trallallero intitolato a fantomatici sindaci di paesi della Sardegna) pare si perda nella notte dei tempi risalendo ai tempi del Giudice Mariano.
Quanti siano NON SI SA, e la tradizione rischia di perdersi con la diminuzione delle classiche occasioni propizie: LE ZIMINATE
Sempre per i profani: le ZIMINATE sono mega arrostite di interiora di bovino rese più difficili dal divieto di commercio seguito alle vicende della Mucca Pazza.
Difficili, ma non impossibili. (Ci torneremo .......)
SASSARESERIE lancia un'altra raccolta "in cionfra":
Chi si ricorda uno dei "sindaci" lo riporti sul BLOG e noi ci impegniamo a metterli tutti insieme. Per non perderli .......
OVVIAMENTE: VI RICORDIAMO NOI IL CAPOSTIPITE:
LU SINDAGGU DI SASSARI
E lu Sindaggu di Sassari, s'ha vinduddu Platamona ....
E lu Sindaggu di Sassari, s'ha vinduddu Platamona ............
Pa dà modu a li Sussinchi di infundissi la pizzona ...
Trallallero, larillallla aaaaaaaaaa
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I SINDACI Dovrebbero essere almeno una trentina.
Speriamo di rintracciarli tutti.
Buon divertimento
mercoledì 20 settembre 2006
FEDDI ATTINZIONI: IL MONDO CI GUARDA !!!!

Z'HANNI CUNNISCIDDU !!
In pochi giorni di buffunadduri questo BLOG di scazzio in libertà è stato visitato da un po di compari sassaresi in giro per il mondo!
- Stati Uniti (Portland , New York, Warren , Veil)
- Inghilterra (Rotheram, Worksop)
- Romania (Constanta)
- Francia (Lambersart)
- Spagna (Murcia)
- Germania (Erlangen)
- Olanda (Leidschendam)
- Belgio
- Lussemburgo
E in giro per l'Italia: Sardegna, Lazio, Lombardia, Toscana, Marche, Abruzzi, Calabria, Piemonte, Campania, Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige, Sicilia,
E se non sono tutti Sassaresi ????
BEDDI FIGURI !!
Amigghi e compari che zi liggiddi da luntanu: lassedi un segno inoghi ...
domenica 17 settembre 2006
SASSARESI FAMOSI .... verso quota 500
Nomi di battaglia:
quasi 360 !!
quota zincuzzentu in arrivo !!
La grande raccolta di nomi e nomignoli tipici è arrivata a 357 .
Personaggi mitici di quartiere, viventi e non, controllori di Tram e un bel gruppo di vigili urbani passati alla storia per averci cazziato in gioventù.
Non mancano vari personaggi con "qualche precedente" e altri sassaresi giovani e meno giovani passati alla storia cittadina per le loro gesta.
E quelli tratti dalle "GOBBULE" non sono meno interessanti ......
Cosa dite: oltre al nome di battaglia, indichiamo come è nato ???
SEMPRE SENZA TIRARE IN BALLO NESSUNO CON IL SUO NOME E COGNOME
Buffunemmu, ma comportiamoci da signori !!
Buon divertimento
lunedì 11 settembre 2006
ESPRESSIONI "COLORITE"
PROPOSTE DI INTEGRAZIONI AL VOCABOLARIO
ITALIANO - SASSARESE
Come dicevamo nell'articolo " I sassaresi e il Turpiloquio", a Sassari abbiamo una strana "confidenza" con le espressioni comunemente note come "parolacce" e "imprecazioni".
E' grazie a questa "confidenza" che attorno a molte "libertà di parola" sono fiorite migliaia di "espressioni colorite" che a tradurle bisogna "fabiddà pa' dui ori...."
Vogliamo fare un tentativo per spiegare ai profani il significato di alcune delle nostre "espressioni colorite ????.
Iniziamo noi le danze ripetendo le frasi già ricordate nel pezzo sul "turpiloquio"
"figlioru di bagassa" = ragazzo un pò vivace
"a coddare a casino" = la tua proposta non mi trova completamente d'accordo
E un paio di quelle più "quotidiane"
"mi zi poni tre palmi di faccia in culu" = non se ne parla proprio
"vai che la chisgina" = fammici pensare un attimo
"troddiami l'imbiliggu" = .... ma lasciami in pace !!!!
SOTTO A CHI TOCCA:
proponete:
- modi di dire
- imprecazioni
- espressioni di collera
- etc etc
NOI COME AL SOLITO TERREMO IN ORDINE L'ARCHIVIO.
domenica 10 settembre 2006
REGOLE DEL BLOG

REGOLE DEL BLOG "sassareserie"
Il turpiloquio è ammesso.
Ogni tipo di grezzata sarà tollerato.
E' vietato, pena cancellazione immediata del post fare nomi e cognomi, fatta eccezione per personaggi mitilogici di Sassari (tipo Trappadè, Lu Milesu, Zuniari di Molafà, etc).
Si rammenta inoltre che alcuni nomi di battaglia sono coperti da copyright e di proprietà dei rispettivi detentori:
- Provolino
- Carne di cavallo
- Scaldabagno
- Barracocco
- Chinova
Sono stati in seguito rivendicati i vari nomi di battaglia riportati nella apposita sezione continuamente aggiornata.
Semmu di sassari ......






















