Tarocchi sassaresi
Gli amici cacciatori di tarocchi sassaresi ne hanno scovato un'altra.
Ringraziamo Pontipizzinnu ...
Questo BLOG nasce con il "Decalogo del Sassarese al mare" diffuso da un dì da un anonimo benemerito.
NESSUNA PRETESA DI TRACCIARE UN PROFILO DEL VERO SASSARESE
Solo un pò della tipica "cionfra"
Gli amici cacciatori di tarocchi sassaresi ne hanno scovato un'altra.
Ringraziamo Pontipizzinnu ...
Riceviamo da compare Luigi, sassarese attualmente a "Torino-Vercelli", un saluto a tutta la greffa. E cummenti dizini i li giornali a veru: VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Se altri sassaresi lontani vogliono unirsi, la rubrica "I sassaresi nel Mondo ci scrivono" è aperta !!
Lasciai Sassari parecchi anni fa per trasferirmi in Piemonte, dove viveva la mia anziana madre ammalata (lei si trasferì qualche anno prima). La rabbia che questa povera donna sia spirata senza aver potuto rivedere Sassari, mi ha rattristato immensamente; dandomi anche una rabbia interiore.
Benché oggi sia coniugato con una piemontese, posso dire che la città di Sassari mi manca tanto. A causa di un lavoro che mi tiene molto impegnato (letterariamente e giornalisticamente), non trovo mai il tempo per "scendere giù" a Sassari e poter far rivivere i luoghi della mia infanzia a mia moglie: via Lamarmora (carrera longa); piazza Tola e tutta quella serie di vie del centro storico nelle quali ho giocato (ricordo benissimo i "palazzi rotti" tra via Lamarmora e via Del Fiore).
Io abitavo in via Lamarmora, sopra la merceria di Paolo Dore, e lì vi ho vissuto dal 1960 (quando avevo due anni) sino al 1988. Mi mancano tanto quelle particolari atmosfere che vivevo al risveglio: il vocio di coloro che vendevano "la ciogga" sotto casa e quella voce tipica degli anni '60 «Sei limoni 100 lire!». Ricordo anche volentieri quelle lunghe passeggiate che si faceva assieme agli amici della propria "greffa"; andando verso le "roccette bianche", in zona di Luna e Sole quando non era ancora fabbricato; oppure al campetto di calcio della Buddi Buddi, quando ancora era tutta campagna.
Che dire, mi piacerebbe tanto se voi salutaste Sassari anche da parte mia; anche se son venuto a sapere che ha subito una serie di radicali cambiamenti: soprattutto mancherà quel bellissimo mercato civico nel quale vi giocai coi cari cugini ed i diversi amici.
Un saluto al mio caro amico d'infanzia Tore "pescecane", col quale ho condiviso i più bei momenti della mia gioventù.
Luigi
Saluti a tutta la greffa.
Stavamo guardando le statistiche del blog e ci siamo resi conto che l'argomento di cionfra che ha avuto più seguito è stato : ..............................

a 16:16 5 intraddi in rasgioni
Parauri:
piazza castello,
sassari,
vignetta
LE NUOVE MINIERE SASSARESI
Un grido di dolore si leva dai Lavoratori della nuova Questura di Sassari.
Noi di Sassareserie non possiamo rimanere indifferenti a tale sconcio.
Nel nuovo e luccicante edificio della Nuova Questura i Lavoratori dell'archivio, sistemati nientepopodimeno che al sottopiano, si lamentano per voce del solerte sindacato.
Come ci informa la Nuova Sardegna, nei soffocanti, puzzinosi e bui sotterranei i poveri impiegati lavorano al lume di antiquate lampade al carburo e data la troppa umidità da pittura fresca, sono stati colti in massa da svenimenti e eruzioni cutanee. Prossimamente, asma, silicosi, brucellosi e durori di panza.
L'unità di crisi si è immediatamente attivata ed i medici stanno correndo ai ripari con elevate dosi di carta curativa sotto forma di certificati medici.
Solidali con i Lavoratori e con tutta la categoria degli archivisti costretti nelle moderne miniere a sobbarcarsi quintali di pabbiru e di acari, speriamo in un deciso intervento del Questore.
Al primo lavativo che sviene e marca visita auspichiamo che si rechi presso l'Ordine Dei Medici ad incenerire qualche iscrizione e ad ingrossare le file dei veterinari.
Un po di rispetto per chi lavora sul serio in condizioni disagiate .....
• Raggruppare in un'unica struttura due o più elementi, spec. nel l. burocr., in riferimento a enti SIN fondere, unificare: a. aziende"
Insomma stanno per accorpare la Soprintendenza di Sassari-Nuoro in un'unica entità con quella di Cagliari.
A mi voti per la Circo... scrizione ?
Chi di voi non ha ricevuto la ferale domanda, chi di voi non ha risposto " perchè ? "
Chi di voi non si è chiesto " a cosa serve" oppure, ancora più tragico.... cos'è il GETTONE DI PRESENZA ? forse quella cosa che si compra con un'euro e si mette nella gettoniera dell'autoscontro ? non lo sappiamo.
Ci è giunta notizia che questi organi ogni tanto si riuniscono con cadenza condominiale ed affrontano argomenti ... condominiali, ed i membri prendono il gettone dell'autoscontro.
Se poi sbattendosi uno con l'altro gli viene il colpo di frusta non è dato saperlo.
Però il nome completo dell'organo è consiglio circo... scrizionale . Forse allora questa cosa serve a dare consigli, a chi ? al Sindaco. Siamo solidali con il nostro primo cittadino che secondo noi è sommerso dai plichi che ogni giorno gli arrivano sulla scrivania con millemila consigli utili per gli acquisti, chissà se riesce a leggerli tutti.
Comunque l'argomento è velato da mistero. Se poi ci dite cosa cavolo è questo benedetto Gettone noi vi diciamo dov'è l'autoscontro.
Al mercato civico di Sassari stanno studiando il modo su come differenziare insieme ai rifiuti UMIDI anche le menti UMIDE dell'amministrazione locale.
La vicenda:
Nei giorni scorsi al Mercato Civico di Sassari è stata bloccata la raccolta dei rifiuti prodotti dagli operatori. In pratica i fruttivendoli , i macellai ed i pescivendoli metteranno nelle buste regolamentari gli scarti delle loro lavorazioni e poi nei cassonetti delle vie adiacenti.
Probabilmente, visto il volume prodotto giornalmente dai bravi commercianti sassaresi, ( a parte qualche pescivendolo che a nostro avviso zicchirria troppo) l'intasamento sarà assicurato e prevediamo che gli abitanti della zona dovranno spostare lo smaltimento presso zone meno trafficate... la piazza del comune non è lontanissima.
Comunque confidiamo nell'adattabilità degli operatori.
Stretti come sono tra di loro nell'attesa del mai finito nuovo mercato, un pochino di mondezza tra un banco e l'altro già ci sta.
Al limite chiediamo al Sindaco Cagaranzo Russo Iervolino una consulenza.
La solidarietà prima di tutto.
Ragazzi, c'è un poeta tra gli appassionati frequentatori di questo blog semiserio.
Ci ha scritto una mail su sassareserie@gmail.com e ci ha regalato un suo "contributo" come l'ha chiamato lui. Una piccola ODE a Sassari, alla città e ai suoi abitanti.
Chi è l'autore ??? Su Sassareserie è garantito a tutti l'anonimato e gli abbiamo chiesto di scegliersi un ingiuglio per firmarsi sul blog.
In onore del vecchio pontefice massimo dei goliardi sassaresi "Boccione" il nostro poeta si chiamerà "BOCCIETTA". E gli diamo il benvenuto.
Qui dentro ci dedichiamo senza freni alla cionfra libera, allo scazzio fine a se stesso.
Ma ci è piaciuta l'idea di questa ODE A SASSARI e la pubblichiamo volentieri.
Amo Sassari, non me ne vergogno.
Sassari e’ una fede, e’ un modus vivendi, e’ una religione.
Molti non la amano e la disprezzano,
in alcuni momenti la amo di meno, ma sotto sotto mi piace sempre.
Sassari e’ bella d’estate e d’ inverno, ma anche in primavera:
forse un po’ meno in autunno,
Amo Sassari e i sassaresi, popolo cionfraiolo divertente, esuberante
a volte ingrato e scroccone ma pur sempre sincero e genuino.
Amo la Sassari mattutina resa frenetica dai lavoratori,
i profumi emanati dai panifici al centro storico,
le belle giornate dal freddo pungente,
i commercianti incazzati per il poco lavoro,
pochi guerrieri che resistono alle grandi distribuzioni:
macellai, artigiani, calzolai ecc.
a 22:16 3 intraddi in rasgioni
Parauri:
vita cittadina
Amici di SASSARESERIE,
a 18:24 4 intraddi in rasgioni
Parauri:
bambini prodigio
onlySassari ha realizzato e messo in rete questo bel video.
Tra una cionfra e l'altra, ci è sembrato bello far vedere alla rete la nostra città.
Con questa bella dedica dell'autore che entra a far parte della greffa di Sassareserie con l'ingiuglio di

L'Intergremio ha deciso: il voto alla Madonna dell’Assunta, non si deve sciogliere con le regole "degli altri".
I Fabbri sono scesi e Li Mazziddaggi si sò arranggiaddi baddendi lu Candareri i la jesia di La Trinità.
E noi " ... faraddu Lu Candareri zi n'andemmu ... messa o non messa ..... " hanni dittu chissi di l'Intergemio.
Come dicevamo mesi fa: "Il cittadino è confuso".
La tradizione è importante, quindi noi ci battiamo perché sia rispettata. MA FINO IN FONDO.
I Gremi nascono dalle corporazioni che distinguono un mestiere da un altro, quindi ogni partecipante deve essere giustamente dotato di licenza e qualifica. Una licenza della Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA).
I partecipanti d’ogni Gremio dovranno eseguire delle prove pratiche, con lo scopo di dimostrare la loro capacità di mantenere viva l’esperienza maturata da diffondere alle nuove generazioni.
MATERIE D'ESAME
I Piccapietre deve scolpire nel granito almeno un’immagine del sindaco in carica da regalare alla cittadinanza.
I Massai si devono munire dell'antico strumento denominato “ zappa “ (o in alternativa di un "marrapicco") e dimostrare di saper dissodare e fare solchi in aree preposte di dimensioni non inferiori ad un ettaro.
I Falegnami, muniti di sgorbia e pialla devono realizzare a mano un Cantarano di congrue dimensioni, con cassetti.
Gli Ortolani devono saper distinguere almeno dieci specie di piante da tubero analizzandone solo le foglie.
I Muratori devono compiere una gara di resistenza con la caldarella piena di cemento, dove il giudice con il cronometro incita i partecipanti con la frase “ ... arregga impasthu !!“
I Viandanti abbandonati sul Gennargentu devono arrivare in piazza d’Italia orientandosi con mezzi di fortuna ed a dorso di mulo entro e non oltre le dieci ore.
I Calzolai devono riprodurre fedelmente un paio di scarpe modello “ Tods “ in un tempo massimo di otto ore.
I Contadini devono convincere almeno quattro massai e due ortolani a lavorare per loro gratis per un tempo minimo di un giorno.
I Sarti dovranno cucire un capo. Il modello di riferimento da "prét a porter" sarà prelevato da un negozio di gestione cinese e gli esaminandi, dopo averlo copiato a regola d'arte, dovranno dimostrare che il costo dell'opera è uguale o inferiore all'"originale"I Fabbri (ormai ammessi a "furor di briadda") dovranno realizzare un letto in ferro battuto senza l’ausilio di saldature e nessuno strumento di tipo elettrico.
Sappiamo che alcune prove sono più dure di altre, ma d’altronde si sa, i mestieri sono duri e differenti uno dall’altro.
In vista della prossima faradda (chi siani dezi, ondizi o canti vurimmu ...)
invitiamo i frequentatori a proporre le nuove prove d'esame per i gremianti.
INCLUSI QUELLI DI NUOVA AMMISSIONE
(e come al solito: "senza intrà i li càmari di mezzu"... a pena di "scancellazione")
a 16:00 13 intraddi in rasgioni
Parauri:
tradizioni
NON UNA REPLICA MA UNA PRECISAZIONE
Il post su "La mirinzana Tarocca" è del dicembre 2006.
Il 20 agosto 2007 un frequentatore del blog ci ha fatto sapere che la "scoperta del tarocco" ha anche un'altra paternità. E di molto precedente.
Ne approfittiamo per ricordare un vero "personaggio" sassarese prematuramente scomparso.
Un pensiero a ALFREDO MURTULA che diversi anni fa scoprì la questione, rintracciò Mauro Lusini e lo intervistò per TELEGI.
(Mirinzà. Per la precisione .....)
Abbiamo realizzato un mixaggio di La Mirinzana (Tony del Drò, Giommaria Santoni e Lionello Siddi) con l'originale (ebbene si .....) composto da un certo Mauro Lusini (di Siena) nel 1970 circa.
Mauro Lusini chi era costui? (vedete su Wikipedia ...)
E' l'autore (aveva solo 20 anni...) di un pezzo celebre come "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones" ed è stato anche autore di Patti Pravo .....
Il nostro inno nazionale è un "tarocco" ????? O è solo "liberamente tratto ...." da opera altrui ??
Ascoltate qui e poi giudicherete !!!
La verità si dica, meglio (MOLTO MEGLIO) la nostra !!!!
LA MIRINZANA in forru ...........
Musica di Mauro Lusini, parole dei nostri Tony del Drò, Giommaria Santoni e Lionello Siddi
Un amico di sassareserie ci ha rimproverato di non aver dato spazio, tra gli alfieri del buonumore sassarese, ai personaggi più in voga del momento.
La redazione, che non è dormita, ha immediatamente preso atto rispondendo:
Ma si può fare cionfra senza pigliare di mira qualche potente ?
È ora che anche i sindaci di Sassari si prendano la loro parte di sfottò.
Mettiamo pertanto l’elenco di tutti i Sindaci di Sassari dell’epoca
Democratica per dar sfogo alla vostra memoria , ai vostri aneddoti, ed alle perle lasciate in eredità ai bravi cittadini.
Forse il Sindaco in carica in futuro verrà ricordato come 22 Euro di frastemmi, ( vedi parcheggi a pagamento e sanzioni per i ritardatari)
Forse i precedenti per una rotaia o pa li frusci alla Faradda, a voi la scelta.
Naturalmente la politica è bandita. Già basta il resto.
Ecco a voi i bersagli, ma prima ripassate qualche faccia in questo video di Aspirina:
10 aprile 1946 4 settembre 1946 Candido Mura
4 settembre 1946 25 settembre 1954 Oreste Ruggero Dino Pieroni
25 settembre 1954 27 giugno1956 Vittorio Devilla
27 giugno 1956 11 febbraio 1957 Giuseppe Binna
11 febbraio 1957 28 novembre 1960 Piero Masia
28 novembre 1960 6 settembre 1963 Lorenzo Ganadu
6 settembre 1963 9 gennaio 1965 G. Antonio Maria Brianda
9 gennaio 1965 9 maggio 1966 Salvino Naitana
9 maggio 1966 20 dicembre 1968 Nicolò Piras
20 dicembre 1968 15 gennaio 1971 Francesco Guarino
15 gennaio 1971 10 dicembre 1973 Benito Saba
10 dicembre 1973 6 settembre 1975 Sebastiano Virdis
6 settembre 1975 13 dicembre 1978 Fausto Fadda
13 dicembre 1978 29 settembre 1980 Franco Meloni
29 settembre 1980 30 maggio 1983 Pietro Montresori
30 maggio 1983 28 gennaio 1988 Raimondo Rizzu
28 gennaio 1988 8 agosto 1990 Marco Fumi
8 agosto 1990 28 gennaio 1994 Franco Borghetto
28 gennaio 1994 8 agosto 1994 Franco Masala
8 agosto 1994 7 maggio 1995 Giacomo Spissu
7 maggio 1995 3 maggio 2000 Anna Sanna Fadda
3 maggio 2000 9 maggio 2005 Gianvittorio Campus
9 maggio 2005 in carica Gianfranco Ganau
a 12:02 32 intraddi in rasgioni
Parauri:
vita cittadina
Era il 19 ottobre del 2006 quando RYOGA82 ci illustrava la figura del Mondezzino.
EVOLUZIONE DEL MONDEZZINO SASSARESE (E COMPAGNA)
AVANSCOPERTE:
Le risse essendo l’argomento fondamentale del Mondezzino sassarese, una volta esaurito l’argomento moto, impegnano la maggior parte della giornata del mondezzino. Egli si reca come gia noto nelle ore post-meridiane verso Piazza Azuni, alquanto vuota ma sempre tale da essere un’attrattiva rilevante per il mondezzino.
Nonostante gli sforzi degli studiosi, non è stato possibile individuare ancora la scintilla responsabile della rissa: le informazioni raccolte dalle descrizioni particolareggiate dei soggetti in questione si indirizzano solamente sul tipo di contatto fisico tra i contendenti e non sulle vere cause della mischia. D’altra parte però, è stato possibile riconoscere che i Mondezzini si dividono in “classi sociali” individuabili dalla zona di riproduzione e crescita della stirpe del Mondezzino.
Esse si convogliano sul luogo della rissa al solo urlo di uno dei contendenti e in men che non si dica Piazza Azuni è intasata da mondezzini.
All’interno di ogni classe però è possibile stabilire una gerarchia: come già noto vi è il Leader detentore del “miglior mezzo di trasporto”(vedi recensione <Ryoga82>), il braccio destro del Leader, di solito dotato di un mezzo di trasporto più evoluto rispetto a quello del Leader, ma alquanto “drummiddu” per potersi imporre al Suo posto. Seguono i vari imitatori del Leader.
La serata dopo la Rissa al Centro Azuni continua con il trasferimento del Leader (che incita i compagni con un’escalamazione del tipo “ajò in piazzetta, caz!”) e del suo “gruppo” verso le già note località a seconda della classe sociale di appartenenza: Piazza Castello, Fosso della Noce, ormai non più in Piazza D’Italia dati i lavori, porta Sant’antonio…
Qui il mondezzino elabora i suoi discorsi e li rende pubblici ai compagni, e si organizza per il proseguimento della serata. Se è presente il braccio destro del Leader, essa proseguirà al BluStar, se assente … al Meccano.
Li il mondezzino addocchia la futura (ma non duratura) compagna per la “copula” (vedi recensione Ryoga82) o arrombato sul divanetto di seguito alle varie sostanze assunte per sostenersi fisicamente (dati gli sforzi spesi per la rissa) o in mezzo alla pista in cui la “donna” gli si avvicina dicendogli “stanotte sei mio! non sai cosa ti farei” (tratto dall’intervista a xxxxxxx del 02/2007).
Della compagna il giorno dopo non si ha più notizia .. gli studiosi hanno provato a perlustrare la mente del Mondezzino con la speranza che esso ricordi almeno 1 particolare per l’identificazione ma ….. niente.
La nottata termina al Quadrato, con la descrizione delle avventure passate in Piazza Azuni prima, in “piazzetta” poi, e al Meccano per finire.
Per quanto riguarda la Mondezzina, essa ha relativamente cambiato il suo abbigliamento. Ormai quasi scomparso il casco rosa DE PUTA MADRE, predilige casco più sobrio, ma giubbotto con pellicciotto sempre più corto, che mette in evidenza gravidanze spesso volute (?????) per tenere legato a se il Leader. Qualche mese dopo però la si ritrova con o senza figlio su un'altra moto con un altro Leader.
Le zeppe, beh .. si, ricompaiono ogni volta. Notevoli però le ALI bianche stampate sul jeans a vita bassissima con perizoma blu dei Cinesi abbinate al trucco sugli occhi.
STUDIO DELLA COPPIA
Insieme, il mondezzino e compagna trascorrono del tempo girovagando per la città e dintorni in moto, in base alle disponibilità economiche per la benzina.
La velocità del moto dipende dalle strade, ma di solito V.le Umberto “a una rodda”, improvvisate gare con altri motomuniti che manco li cagano e ondeggiamenti ad S sull’asfalto o voluti, o subiti a causa dei numerosi fossi impercettibili per il mondezzino a tutto gas , con conseguente rimbalzo della mondezzina che si salva perché attaccata alla vita del compagno ma distante con il viso per non rischiare di sbattersi al casco ad “altezza cervelletto con cappellino essenza indossato sotto” del mondezzino. A tal proposito, vorremmo aggiungere che ormai il capellino Essenza è in disuso tra i mondezzini doc, mentre persiste il casco mal indossato e compaiono capi d’abbigliamento Grizzuti.
Spesso la coppia finisce dietro i cassonetti ad acciuppare (vedi sempre l’accuratissima recensione Ryoga82) o a casa dell’amico del mondezzino a guardare giornali di moto e la scelta della prossima modifica al proprio mezzo di trasporto.
DIGHIDINDERA
Sassari sotto i genovesi (1294 -1323) (ringraziamo Denise Pisanu)
Mentre il partito pisano di Sassari andava sempre più indebolendosi, quello genovese maggiormente rafforzavasi. La Repubblica di Genova tentava con ogni sforzo d'impadronirsi della città di Sassari. Nel 1288, dopo esser stati sconfitti dai genovesi nel 1284 alla Meloria, i pisani consegnarono alla superba rivale la città di Sassari e sue pertinenze.
La cessione non venne effettuata che sei anni dopo, nel 1294.
In questo anno la città di Sassari si costituiva Repubblica, alleata con Genova.
Dei 29 anni in cui Sassari si resse a comune sotto la protezione della Repubblica di Genova, non ci restano che due documenti:

Oi, dighirin dighirinderaa 22:35 4 intraddi in rasgioni
Parauri:
canzone sassarese,
vita cittadina
ACCUDIDDI, ACCUDIDDI .....
Da quando è iniziata la "cionfra on line" di SASSARESERIE e ACCADEMIA DELLO ZIMINO la "greffa" ha pensato che poteva essere una buona idea quella di soccorrere con un po di sassareseria "DOC" i compari in giro per il mondo per lavoro o per questioni di famiglia e in preda a attacchi delle note sindromi metaboliche connesse alla lontananza dalla "ziddai":
Sassarese in ciabi che lavora a a Londra "in giacca e cravatta", ma prima e dopo il lavoro, "si ni bogga la gianchetta" e insegna Arti Marziali ai manager della city super stressati. Il tutto nella sua bella palestra.

a 15:00 7 intraddi in rasgioni
Parauri:
sassaresi emigrati
Personaggio Sassarese vissuto a cavallo degli Anni cinquanta dello scorso secolo. Personaggio quindi da ricordare, a memoria di un tempo certamente poco bello per tutti, ma che il sassarese con la sua ironia riusciva a sdrammatizzare. Tanti sono i ricordi che ha lasciato che gli è stata dedicata anche una canzone sassarese in cui lo si immagina intento a darsi arie di cornificatore impenitente e impunito. Ascoltatela qui sotto in suo onore ...
Uomo probabilmente sfortunato, si dice fosse stato ferito nella seconda guerra mondiale, infatti aveva una protesi nel braccio sinistro, che stringeva con fibbie.Era anche un po’ zoppo e teneva con sé un perenne baccolo nodoso. Il personaggio, del quale non si ricorda il nome, era soprannominato " Trappadè," "li pizzinni pizoni" di una volta lo ingiuriavano continuamente perché vi era gusto sentirlo rispondere agli insulti, con altrettante bestemmie di una certa trivialità.
Tali risposte, però, avevano il sapore di battute ironiche improvvisate e spontanee che rendevano bene in perfetto dialetto sassarese cionfraiolo e così dimostrava il più delle volte di essere simpatico e scherzoso nonostante gli scherni.
Con la sua irosa reazione con alzata di baccolo e ripetute famose "frasi" riusciva a tenere a bada e fare anche fuggire torme di ragazzini che lo accerchiavano. La più corrente tra queste la possiamo anche citare: " Oh basthardhu! Vai a casa toia e arreggami li sigaretti chi aggiu dimintiggaddu innant'a lu cummudinu, cand'era cuschaddu arinotti i lu lettu cun mamma toia!."
"Vai e luzzigga li corri ch'aggiu posthu a babbu doiu """
"Ishanotti lu Tramvieri, lu Tassista e lu Pompieri so curruddi tutti e tre ........"
a 09:17 14 intraddi in rasgioni
Parauri:
personaggi sassaresi

dal nostro redattore inviato in Continente
CABU DI CIUPPA CIUPPA
UN INVITO ALLA RASSEGNA DI STRAFALCIONI NELL'USO DEL DIALETTO
L'esempio più bello della espressione del dialetto sassarese è il teatro.
Ricordo quando da ragazzino si andava al teatro civico.
"La settimana prossima c'è Gaetano [Lubino]" era il collega di mio papà. La "compagnia teatro sassari" è legata a ricordi di grande sassareseria. Sono riusciti a rendere sassarese perfino "miseria e nobiltà".....
A parte le risate il dialetto sassarese parlato a teatro è impeccabile.
Capisci tutto perché una parola seppure sconosciuta la afferri nel contesto. Ma ammetti fra te e te "catta, io non l'avrei detta così".
E ti rendi conto di quanto è "porcheddino" il tuo sassarese.
Per chi sintonizzasse solo adesso il sassarese porcheddino è il dialetto di chi vorrebbe parlare sassarese ma che spara vocaboli insensati inesistenti sull'intero globo.
E così se hai buon gusto eviti di parlarlo...
Il dialetto sassarese migliore lo trovi nei circoli al centro storico di Sassari. ("... zi semmu fatti una magnadda di sardhina...")
Te ne accorgi che è un sassarese puro perché è quasi musicale. ("xxxxxxxxxxx")
Il dialetto sassarese sembra apparentemente volgare, in realtà la sua intonazione semplicemente lascia la porta aperta alle espressioni colorite e giri di parole geniali. ("A n'hai tempu d'andattinni a casinu?" per un continentale è già complicatissimo!)
Stai attento a parlare il sassarese, perché di istinto tutti noi dal dizionario incompleto sassaresizziamo parole italiane e il nostro sassarese interlocutore con estremo tatto ci dirà: "ascò, parliamo tricolore che fai più bella figura"... a me non è successo poche volte ...
Ma qualcuno più sfigato di te lo becchi. Io ad esempio sono stato più volte ospite a pranzo da una famiglia. Tavola imbandita di cose sassaresi in quantità sassaresi che le quantità da camionista in confronto sono da dieta. Ospitalità sassarese, ma se non parlavano sassarese era meglio.... e detto da me è proprio grave.... Alcune parole magari non le so neanche io o magari sbaglio, correggetemi coi commenti.
- Posthami lo custheddu [Arregga la rasoggia]
- Chissu lu demmu a lu gattu - [... la iatta (questa è grave!!!)]
- Dammi unu bicchieri d'eba - [..tazza...]
E così per Sassari circola una frase super articolata per esemplificare il massimo della porcheddinità:
"Aggiu pigliaddu la cubbestha e mi soggu curicaddu. E aggiu intindiddu lu gattu sopra lu tettu chi ni gittava lu vasettu"
Mille varianti facilmente inventabili.
E vale anche il viceversa quando si parla italiano sbattendoci nella frase parole sassaresi italianizzandole.
"Ho strazzato l'erba"
"Gli ho messo acqua per ammoddiggarlo"
"Cazz, sono tutto assuarato"
Tocca a voi
*************
a 19:04 19 intraddi in rasgioni
Parauri:
dialetto
Se nelle strade di Sassari si possono incontrare ( raramente ) personaggi di alto lignaggio, tutti noi abbiamo memoria di alcuni personaggi sassaresi che ci hanno fatto sorridere per le loro stramberie e il loro comportamento. È la strada in fondo. Per esempio nella vignetta a lato si ricorda il personaggio di una signora che si fingeva vigile urbano e fischiando forte metteva le multe alle macchine in seconda fila su carta a quadretti. Molti ricordano il panico e la corsa per spostare la macchina .
Tanti altri ne abbiamo conosciuto come alcuni che qui sotto ci descrive Tino.
Sappiamo che è un'argomento delicato perchè dietro un nostro sorriso ci sono i fratelli, le madri e i figli.
Quindi se abbiamo un ricordo facciamolo con affetto....
DI MOLTI PERSONAGGI ABBIAMO RICORDATO L'INGIUGLIO IN UNA NOSTRA RUBRICA CHE HA AVUTO TANTO SUCCESSO. ingiugli sassaresi
INIZIAMO ORA LA RACCOLTA DELLE LORO STORIE E GLORIE ..........
Coscibianca
Personaggio sassarese conosciuto a cavallo degli anni cinquanta, quel dopoguerra che aveva segnato tanta gente, riducendola in miseria e costretta a vivere di stenti e alcuni anche di elemosina e carità del prossimo. Coscibianca era invece una specie di vagabonda, diventata così , perché il suo vecchio lavoro da “meretrice”, con l’età avanzata non poteva essere svolto. Quindi, non essendo stata parsimoniosa, nel mettere da parte i denari guadagnati, si è trovata di colpo a dover campare di espedienti. Il suo appellativo “Coscibianca”, gli era stato affibbiato nella casa dove lavorava, da qualche suo cliente buontempone, diventando un soprannome, il quale se lo portò appresso per sempre. I soliti ragazzi di allora (pizzinni pizoni), quando la incontravano la ingiuriavano continuamente al ritmo di: "Coscibià-Coscibià! "
La povera vecchietta trascorreva le sue giornate raccogliendo cicche di sigarette da terra, e allora erano proprio cicche, perché si fumava fino in fondo.
Il pomeriggio, fino a tarda sera, era solita sedersi sui gradini del primo portone delle Poste centrali per scartare le cicche e ammucchiare quel poco tabacco che riusciva a realizzare i un fazzoletto, per poi rivenderlo alle manifatture tabacchi di Piazza Università.
Durante questo lavoro di pazienza, chiedeva anche l’elemosina ai passanti. Così questo personaggio sassarese, trascorreva lunghe, penose e interminabili giornate, alla mercè di puntigliosi ragazzi che non la lasciavano maitranquilla, ai quali si opponeva solo con umili frasi di pietà, affinchè la lasciassero in pace. Anche questa una macchietta da non dimenticare, sebbene non sia stata molto onesta, ma purtroppo punita da una grande sfortuna.
Troiani
Uno dei più famosi personaggi sassaresi degli anni 40/50.
Uomo che senz’altro aveva girato il mondo. Forse imbarcato, portava infatti un vecchio cappello di ufficiale della marina, unto e bisunto.
Troiani era il suo vero cognome, originario laziale, aveva infatti un accento da burini romano.
Girava Sassari in lungo e in largo sempre vestito uguale con un abito sdrucito e spiegazzato oltre che poco pulito. Personaggio dal comportamento nobile, quasi un vero “clochard” francese, era tuttavia umile e servizievole e rari erano coloro che tentavano di prenderlo in giro, perché immediatamente venivano redarguiti a non permettersi più da suoi amici che solitamente lo tenevano nella giusta considerazione, proteggendolo e ospitandolo. Era si un vagabondo, ma di quelli buoni e tutti gli volevano bene.
Era solito frequentare i botteghini, non chiedeva mai elemosine ed era sempre invitato dai proprietari dei locali dove si trovava all’ora dei pasti. Lui era ugualmente generoso e ricambiava l’invito in un modo singolare, intratteneva i clienti con buona e dolce musica. Non usava strumenti, ma si arrangiava mirabilmente: emetteva un fischio soave e melodioso, accompagnandosi con una specie di batteria che ricavava con i palmi delle mani e relative ditta, battute a seconda del ritmo della musica, su pareti di masonite o sulla stessa del banco di mescita del locale, naturalmente lo faceva di spalle e le braccia dietro la schiena. Quando si esibiva aveva un sorriso accattivante e giulivo sebbene non avesse neanche un dente, ma la sua espressione con zigomi sporgenti e rossi e occhi brillanti, incuteva tanta simpatia e tenerezza. Anche la musica era bella, il suo pezzo forte era il “carnevale di Venezia”. Gli avventori, che apprezzavano le sue “ performance”, facevano a gara ad offrirle da bere, lui solitamente gradiva del buon vino e qualche capitava che si sbronzasse benevolmente, addormentandosi sulla sedia appoggiato al tavolo.
Abbiamo così ricordato un altro personaggio che ha fatto della storia di una Sassari di un tempo, vale a dire quando la nostra città era ricca di personaggi o macchiette innocue, ma piene di spirito e di gratitudine. I sassaresi rispondevano con grande solidarietà, annoverandoli come figli di una città che non vuol dimenticare nessuno.
Altro personaggio sassarese, girovago, umile e taciturno che non faceva male ad una mosca, ma i ragazzi di una volta lo prendevano di mira sfottendolo continuamente. Non chiedeva elemosina, ma la sua indigenza lo portava a accattare misere cose per poterle, magari rivenderle e, realizzare quanto bastava per sfamarsi. Personaggio che con la sua discrezione e infima condizione, commuoveva non poche persone generose che lo aiutavano economicamente, donandogli vestiario, scarpe e alimenti. Il suo soprannome "Monello", era quasi un paradosso, perché era mite e buono, ma la sua bassa statura tozza e tondeggiante lo faceva assomigliare ad un monello di strada, ecco perché dava motivo ad essere preso in giro. Ma Sassari, lo ha comunque annoverato assieme a tanti altri, come Troiani, Perempempè, Cannaipicciu, Cippacchinu etc. tra i sui simpatici personaggi di un tempo, quando la vita non era molto allegra per molti, ma pur sempre da vivere, e noi qui adesso a raccontare alcuni stralci. Agostino Campanaro Altro personaggio di Sassari, soprannominato " Agostino Campanaro " Tale appellativo deriva dal fatto che per molti anni ha esercitato la funzione di sagrestano nella chiesa di Santa Caterina. Tino enciclopedico
La sua abitazione, un magazzeno angusto, si trovava esattamente di fronte alla Chiesa, in Via Canopolo. Era un bravo esservitore della parrocchia, sempre disponibile ad ogni esigenza del Parroco.
Un piccolo vizietto, però, dopo tanti anni lo portò ad essere licenziato e precisamente, aveva preso il gusto di bere "vino di messa", tanto che veniva sorpreso sbronzo e addormentato dietro l'altare.
Quindi il provvedimento irreversibile che lo portò per un po’ di tempo ad essere disoccupato e vivere in misere condizioni. Riuscì tuttavia a rimettersi un po’ in sesto quando intraprese l'attività di "Strillone," vale a dire venditore di giornali ambulante. Attività che esercitava nel centro storico dal primo mattino. Ancora ricordo quella cantilena mattutina: " La Nuova Sardegnaaaaa! La Nuovaaaa! Nuovaaaa! Per venderne di più aveva escogitato un sistema: una carrozzella per neonati piena di giornali, in questo modo non faticava nel trasporto. Un altro modo era quello di diffondere notizie false per invitare gli acquirenti a comprare così il giornale. Ad esempio al mattino presto si fermava in un popoloso crocevia e iniziava a strillare dicendo: " Morto in un incidente stradale il Calzolaio tal dei tali…..! Uomo evidentemente molto noto nella zona e quindi, per curiosità tutti a comprare il giornale per leggere la notizia inesistente. Ma questo sistema non durò molto e, tra il suo vizio di bere e andare nei botteghini dal mattino, lo portò a diventare un trasandato e quindi un quasi barbone e da li ad essere preso in giro dai ragazzi di strada. Anche questo personaggio verrà annoverato nei ricordi di una Sassari d'un tempo, la figura non è sfuggita all'attento caricaturista Paolo Galleri, che assieme a tanti altri compare nelle pagine di una serie di caricature di personaggi sassaresi: dal Presidente Cossiga alla macchietta sassarese…
a 08:57 47 intraddi in rasgioni
Parauri:
personaggi sassaresi
Abbandoniamo per un momento i frizzi e i lazzi, e parliamo di un argomento delicato che ha cambiato la vita e il volto della nostra amata Sassari.
I movimenti economici e la nascita di Predda Niedda hanno portato a uno sfascio culturale di proporzioni inaudite. Il trasferire attività produttive fuori dalla città ha prodotto nelle donne sassaresi un po’ anziane una grande malinconia, e le giovani generazioni di donne non conosceranno mai un fenomeno che rafforzava il muliebre senso di sicurezza.
Inoltre le normative sulla sicurezza sul lavoro non hanno contribuito di certo allo sviluppo dell’autostima femminile, con i cantieri e i ponteggi blindati da reti.
Insomma sto parlando della scomparsa di figure importantissime: muratori, meccanici e artigiani similari.
Negli anni precedenti agli ’80 molti ricorderanno queste figure. Si sporgevano dai ponteggi a rischio della vita, o sbucavano da carrelli posti sotto le vetture in riparazione, e snocciolavano veri e propri madrigali inneggianti alla bellezza femminile. Gli artigiani sassaresi erano inoltre molto democratici e non lesinavano le loro composizioni a ogni donna di qualunque estrazione sociale, razza, religione e aspetto fisico. Qualunque signora o signorina era beneficiata da una pioggia carezzevole di articolatissimi complimenti.
Alcuni quali “Ebbè, mascì, mì non caggì a faccia a terra” esaltava un seno prosperoso che poteva essere periglioso per il baricentro della signora transitante. “A mi ni dai un ggiru” esortava alla generosità della signorina, che non di rado sorrideva beata, guardandosi bene dal darla.
I fischi erano ben modulati, e mai un muratore sarebbe scaduto in volgarità gratuite.
Nella semplicità immediata del complimento o dell’invito c’era una certa eleganza.
I più temerari arrivavano anche a calarsi dal ponteggio per meglio poter godere delle grazie della transitante, guardandola con intenzione negli occhi mentre cantava una canzone romantica.
Non di rado veniva saccheggiato il repertorio di Fausto Leali, più nelle corde di forti bevitori di birra. Sarà per quello che in un certo periodo ci fu un florilegio di bambine battezzate con il nome Deborah? Non è dato saperlo, ma il sospetto persiste.
Oggi potreste attraversare da Carbonazzi a Viale Italia, salendo e scendendo da un tram senza che nessuno vi rivolga il minimo fischio, psssth, o complimento. In un happy hour potreste anche scoppiare a furia di trangugiare noccioline e cioffeche a base di rhum senza che nessuno noti la bontà e naturalezza del vostro corredo di signorina, attempata, ma pur sempre signorina. Un muratore degli anni ’80 non si sarebbe mai permesso una tale trascuratezza.
Chiedo alle donne di questo blog di unirsi con me per un’azione di sensibilizzazione verso le autorità comunali. E chi vuole potrà, frugando nella memoria, raccontarci i complimenti più belli che ha ricevuto da queste benemerite associazioni di categoria.
RIDATECI I MECCANICI
RIDATECI I MURATORI
a 12:25 18 intraddi in rasgioni
Parauri:
vita cittadina
A quanto pare ci stiamo divertendo ....
Allo scadere del quarto mese di cionfra on line (14 settembre 2006 - 14 gennaio2007) questa ignobile farsa di SASSARESERIE ha toccato le 20.000 pagine viste e superato le 8.000 visite.
Compari sassaresi in giro per il mondo ce ne sono un bé, e le vostre visite giungono un po da tutto il mondo ..... Inghilterra, Svezia, Belgio, Germania, Francia, Argentina, Brasile, Singapore ..............
A vi ni feddi la vaghogna ......
Buffunadduri senza confini !!!
a 15:17 2 intraddi in rasgioni
Parauri:
blog,
statistiche
Venere-Giovane-Holiday-R.T.F - Nord Sardegna e vari nomi a caso. Queste erano alcune radio " Pirata" di Sassari. Fatte con poco: una radio militare, un'antenna e due o tre coraggiosi che si infilavano letteralmente il microfono in bocca per abbassare il tono della voce e farla più " toga". Portata del segnale poco oltre il condominio con il medesimo che si incazzava perchè gli entrava nella televisione " un'anno non è un secolo tornerò tornerai" al posto di Pippo Baudo. I dischi in vinile di casa ed un giradischi- rigorosamente modello READER'S DIGEST -
un modo per soppiantare Radio Monte Carlo con Awanagana e la più pallosa Radio Rai. Dopo un pò il segnale aumenta di qualche watt e qualche coraggioso si mette anche il telefono per le dediche. Passa poco ed i pionieri capiscono che è meglio mettere un " filtro" alle telefonate in diretta. I giovani sassaresi non aspettano altro che potersi sentire alla radio mentre sbeffeggiano il conduttore di turno ( Flyman ha tutta la nostra solidarietà). Dopo qualche anno inizia la raccolta pubblicitaria, un successo che viene copiato immediatamente da tutte le emittenti . Le case discografiche iniziano a passare i primi dischi " gratis"per spingere il brano di turno, ed i nostri emettitori di suoni non si fanno pregare, un brano può passare cinquanta volte al giorno.
Legalizzato il tutto con l'assegnazione delle frequenze i piratoni diventano professionisti ed il gioco diventa meno divertente.
Qui ci serve il vostro aiuto.
La sfida è:
a 01:26 27 intraddi in rasgioni
Parauri:
vita cittadina

Sirio (α Canis Majoris, conosciuta anche come la Stella del "non la prende un Cane") è la stella più luminosa del cielo notturno ( magnitudine apparente -1,46 , magnitudine assoluta +1,40 e magnemmu noi +1,25 ). Questa stella può essere vista da tutte le regioni abitate della Terra, Sassari compresa, nell'emisfero nord( Iterland non compreso), è uno dei vertici del cosiddetto Tiangolo dell'Emiciclo.
Sirio si trova ad una distanza di 8,6 anni luce dal pareggio del bilancio ed è perciò una delle stelle più vicine a Terra Terra ( motivo principale del blocco degli incroci siderali). È una stella di sequenza principale a fermata alternata, con tipo autista spettrale A0 o A1 ed ha una massa di circa 2,4 volte quella del Tram di Platamona. Ha una compagna, una nana bianca chiamata Sirio B e poibbara , che orbita attorno alla principale ad una distanza compresa tra 8,1 e 31,5 UAAH, con un periodo di circa 50 anni e 15 minuti dalla stazione alla prima fermata. Analisi sulla presenza di vita su Sirio sono condotte dal S.E.T.I. per mezzo del radio- telescopio di Monte Palomar. Senza successo.
a 10:32 11 intraddi in rasgioni
Parauri:
vita cittadina

CANTA SASSARI. SASSARI CIONFRAIOLA .......
Quando sono iniziate a fiorire le canzoni dialettali sassaresi ?. Non si sa, o meglio, noi non lo sappiamo.
Abbiamo memoria per Toni Deldrò, Ruzzetta, le trinità: trio latti dozzi, trio ruseddu, ecc. ecc.
Canzoni belle e brutte, da ziminata e non, romantiche, melodiche e da sfottò.
Gli anni settanta sono stati la fucina di molte di queste melodie. Ma prima cosa c'era ? qual'è la più vecchia canzone sassarese ?
a 04:50 119 intraddi in rasgioni
Parauri:
canzone sassarese,
vita cittadina

L'ACCADEMIA DELLO ZIMINO AGLI ONORI DELLA CRONACA
L'Accademia dello Zimino, fondata dalla greffa di "Sassareserie" è finita, come si dice "sui giornali".
E' in edicola il numero zero di un nuovo mensile dedicato a Sassari.
Si chiama LA VOCE DI SASSARI e, la verità si digghia inizia bene, dimostrando un vero spirito sassarese. Serio si, ma senza trascurare il nostro spirito cionfraiolo e la capacità di ridersi addosso di tutti noi.
Il numero in edicola dedica un ampio servizio all'Accademia e parla anche di noi di SASSARESERIE ....
Beh .... No feddi li "legna verdhi" e cumpareddivi LA VOCE DI SASSARI
a 15:28 4 intraddi in rasgioni
Parauri:
blog
AVVISO AI NAVIGANTI
La mal'intragnadda redazione (una folla di una persona e mezzo ...) ha avuto un po di problemi di famiglia nell'ultimo mese .....
E il BLOG è rimasto statico.
Ma SASSARESERIE è sempre vivo e marcia a 3.000 pagine al mese.
A presto con nuove cose da ridere .........
a 00:36 3 intraddi in rasgioni
Parauri:
blog
A grande richiesta:
ancora ASPIRINA in una delle sue più famose interpretazioni:
la cena del "........ già glielo pieno io ....."
sempre buon divertimento a tutti
Certo che sono in tanti i cionfraioli ...............
In due mesi (14 settembre - 11 novembre) QUATTROMILA visite e DIECIMILA pagine viste .......
a 15:17 4 intraddi in rasgioni
Parauri:
blog,
tradizioni
GOLIARDIA SASSARESE
ricordi di Tumbarella
Sassari, 18 dicembre
Suona la sveglia.
Immediatamente ti si alza il cagotto.
Oggi hai compito in classe di matematica, due ore di italiano che la Piras ti odia ed hai NC nel primo quadrimestre e un'ora di scienze.
Passi in rassegna le scuse collaudate per tua mamma: ho mal di pancia, oggi c'è assemblea, sono senza benzina nel motorino. Niente da fare: ti vesti con la morte nel cuore e ti rechi verso il luogo della tua esecuzione. Niente ti potrà salvare.
Sassari 18 dicembre
Suona la sveglia.
Il primo istinto è quello di girarti dall'altra parte. Però poi perderai la faccia, le donne ti tratteranno da merda quale sei e gli amici ti piglieranno per il culo.
Oddio, quello lo faranno lo stesso, se saranno in grado di sopravvivere alle LORO umiliazioni. Vieni all'università, inizia la tua vera preparazione per il mondo del lavoro, e siamo una bella compagnia, ci si diverte... Intanto mastichi amaro, speriamo solo che non passi qualcuno che ti conosce....
COSA HANNO IN COMUNE I DUE PROFILI DESCRITTI SOPRA?
Semplice, stanno per avere o hanno avuto a che fare con la GOLIARDIA.
Il primo verrà salvato da una piallata scolastica coi controcazzi da una torma di giovani vocianti che irromperanno nell'aula e perculando allegramente insegnanti e bidelli consegneranno alla sacrosanta feria migliaia di giovani fancazzisti.
Il secondo, matricola all'università, verrà semplicemente divorato dagli anziani goliardi, messo in mutande in piena strada con un gelo tagliagambe e costretto a dirigere il traffico all'incrocio tra viale Italia e Via Amendola ... oppure, sempre a terga nude obbligato a ramazzare l'emiciclo Garibaldi. E, negli anni a venire, ricorderà sempre con commosso affetto la sua iniziazione.
La Goliardia ha una grande storia radicata a Sassari.
Credo sia impossibile "fermare" la sua data di nascita, ma esiste dai primi anni del secolo.
Ha avuto numerosi alti e bassi, ma è sempre resuscitata dalle sue ceneri.
Portatrice di cionfra, alcool, donne e abusi di ogni genere come di vera amicizia, gesti eroici, ricordi commoventi e perchè no, lotte all'ultimo sangue.
Ma non voglio scrivere mattoni sulla goliardia e sulla sua storia, non è questo il luogo.
Voglio solo ricordarla con la descrizione di alcuni suoi aspetti che in tanti ricordiamo a Sassari.
1) LIBERATIO: Chi non conosce la liberatio? Tutti siamo stati liberati per tre gioiosi giorni dalla noia della scuola; il casino che si vive in quegli attimi è la vera gioia di vivere.
2) DISCESA DEI CARRUZZI: la seconda manifestazione più conosciuta della Goliardia Sassarese. Chi non vorrebbe una volta nella vita salire su due tavole di legno inchiodate alla meno peggio e munite di cuscinetti e scaraventarsi giù da Viale Trento? Abbassate le mani, lo so che siete tanti. 
4) GLI SCHERZI: Ora questa usanza è un pò decaduta. Negli anni passati menti eccelse inventavano ogni sorta di sberleffo per creduloni, se poi questi appartenevano alle autorità il piacere diveniva doppio. Non c'era bisogno di aspettare il primo aprile.
5) LE SFILATE. Quelle per eccellenza risalgono ormai agli anni 50-60. Solo un pontefice recente, se non sbaglio Boccione, ha tentato di ripristinare la tradizione, ma dopo di lui nessuno l'ha più riproposta.
6) LA GERARCHIA: i meravigliosi nomi dei "gradi". A partire dal più alto al più basso:
Pontefice Massimo, Camerlengo Vicario, Consigliere Fraudolento, Cardinali, Diaconi.
Poi ruoli minori: capo della polizia, ciambellano, servitori vari.
7) I PONTEFICI: giù il cappello di fronte a questi nomi così musicali: Teopompo, Tazzone, Piripicchio, Montagnino, Mandrone, Preponzio, Boccione, Climaterio, Filuferru, Truddone,
Kamasutra, Barrasone, Falchetto, Zurlino, Marrangiu e Ceppo Rosso. (Le mie scuse ai più recenti, non saprei dove reperire i loro nomi).
8)LE GESTA BENEFICHE: numerose partite di calcio e di pallacanestro con incasso INTERAMENTE devoluto ad associazioni che combattono la Talassemia.
9) LE PUNIZIONI: terribili sin dal nome, umilianti ed allo stesso tempo ricercate...non hai mai fatto goliardia se non hai subito la Smutandatio (calare le braghe e rimanere in mutande, ovunque ti trovi), la Funazio (terrore dei miei tempi- si legava una corda al pene di due matricole e vai di tiro alla fune), la Sommergibilazio (si subiva una autentica doccia di birra spruzzata da una decina di persone), ecc. ecc.
10) LE ASSOCIAZIONI che hanno portato avanti l'ideale di Goliardia:
* ATU (Associazione Turritana Universitaria sino ai primi anni 70),
* AGT (Associazione Goliardica Turritana dai primi anni 80 sino alla metà degli anni 90)
che si trasforma solo nel nome in
* SOFG (Sovrano Ordine della Fava Gaudente).
Doveroso contribuire a questa pagina di storia con le vostre esperienze relative alla goliardia.
TUMBARELLA
Sassareserie è l'ultimo arrivato, ma tra i veri fondatori del ridersi addosso in salsa sassarese non potevamo dimenticare ASPIRINA.
E allora:...... la parola a ASPIRINA con uno dei più famosi video di tanti anni fa.
Ma sempre attualissimo e spassoso
(per gentile concessione di Antenna 1, www.youtube.com e .....)
.....
CAGLIARITANI (E ALTRI) NEGLI OCCHI DEL SASSARESE
di Cabbu di Ciuppa Ciuppa
PREMESSA
Chi scrive è dovuto immigrare in Padania per tanti motivi.
Questo blog è piacevole perché si respira aria di Sassari. Dove lavoro oggi che sto scrivendo mi hanno detto "Ah, vieni dalla Sardegna? Qui c'è un altro sardo, viene da Cagliari". Al che ho risposto: "O viene dalla Sardegna o viene da Cagliari" e di qui l'idea di contribuire al blog.
Cercherò di essere meno razzista possibile ma molto campanilista.
So di non correre il pericolo di offendere i cagliaritani perché non so scrivere in arabo :-)
Va bene, va bene, mi contengo, ma pane al pane e vino al vino.
IN PRINCIPIO ERA LA SARDEGNA, UNA ISOLA SPLENDIDA.
Il buon Dio creò Sassari, ma per limitare l'estro dei Sassaresi (o per provocare....) creò anche i Cagliaritani. Forse da subito i cagliaritani stanno proprio "sul culo", e in effetti la testimonianza è data dalla posizione sulla cartina della Sardegna.
Dal punto di vista "politico" Cagliari ha il proprio comune (e se lo tengano!), la provincia (e se la tengano!) e la Regione ...e qui sono dolori.
Inutile negare che l'odio campanilistico per il cagliaritano esiste, è vivo così come può essere nelle tradizioni di tanti popoli. Un Sassarese di qualsiasi estrazione deve avere una certa percentuale di odio verso il cagliaritano, anche se è un Sassarese "accudiddu". Qualsiasi cosa, ha sede a Cagliari e a noi, ammettiamolo, ci rode. Anche per il fatto che l'atteggiamento del cagliaritano è quello del "padrone della Sardegna" e questo atteggiamento non solo lo ammettono ma se ne vantano...
Quante volte vi è capitato di sentire da qualsiasi parte "Per questo bisogna rivolgersi a Cagliari", quante volte siete andati alla fiera di Cagliari e sulla 131 di colpo non ci sono più buche e avvallamenti e ci sono i ponti appositi per l'inversione del senso di marcia per andare da CFadda?? Hai appena letto "Cagliari" su un cartello.
Semplici osservazioni, mi'!...
Il mio collega cagliaritano in fondo non è cattivo e con lui ci scherzo parecchio sulla vicinanza all'Africa che è la visione più diffusa nel sassarese medio. Da qui le battute nascono a raffica.
Lui: “questa estate scendo in aereo”
Io: “salutami Tunisi!”
Lui: “ma hai sentito che per gli aerei vogliono toglierci la continuità territoriale?”
Io: “Perché? C'è la continuità territoriale con l'Etiopia?!?!”
Lui: “cavoli mi hanno aumentato il mutuo!!!”
Io: “....e tu risenti anche del cambio dinaro/euro....”
Emblematica fu la scritta che lessi parecchi anni fa sul muro della biglietteria alla Torrese: "Non odiare il cagliaritano, in fondo è il miglior amico dell'uomo"
E ancora:
Io: “...eh... tu non puoi capire...”
Lui: “perché?”
Io: “perché non sto parlando il congolese”
OVVIO CHE IL MIO COLLEGA STA ALLO SCHERZO, “ARRORI DU GODDIDI” ...
In principio era la Sardegna, la provincia di Sassari che cerca di non pensare a Cagliari, e allora il Creatore che in fondo in fondo qualche dispettuccio lo sa fare CREÒ IL SUSSINCO.
Sul sussinco esistono tanti luoghi comuni... che spesso sfociano in modi di dire tipo
"E gosa v'hai chi sei maccu? Ni sei faraddu a Sossu a bi l'eba di la Billellera?"
Come si fa in mezzo alla folla a riconoscere un sussinco?: “dalla tosse” (e qui ci vorrebbe l'audio, ma la cosa è nota anche a un sassarese sfigato come me...)
Oppure racconti un aneddoto.... e di colpo vieni interrotto "aschò ma l'amiggu doiu d'indi ?
Di Sossu? Ahhh... beh..."
E poi belle le barzellette.
Il nostro campanilismo è troppo divertente perché c'è "il francese, l'inglese... e il sassarese" e il finale è ovvio che vede il sassarese vincente. Le barzellette dove qualcuno perde.... sono dei sussinchi... Spesso invece di dirle sui carabinieri facciamo "modifica, sostituisci carabiniere con sussinco, click sostituisci tutto".
I sussinchi hanno fatto i fuochi d'artificio perché così non li vedevano quelli di Sennori.
I sussinchi sono andati a rubare la neve a Sennori.
I sussinchi quando perdevano contro la Torres rompevano tutte le macchine targate Sassari, anche le loro....
Dai, in fondo il sassarese in ciabi sa quanto può essere zerrago, il bello è che sa anche prendersi in giro da solo (basta vedere il galateo pubbligato su questo blog ….
Perciò:
I NON SASSARESI VEDANO DI NON OFFENDERSI, IN CASO CONTRARIO.... CHI SI RA TRONCHIANI IN CU !!!!!

VOCABOLARIO "in cionfra"
La raccolta di "espressioni colorite" tipiche del "Sassarese DOC" procede a gonfie vele !!!
E NOI CONTINUIAMO AD AGGIORNARE L'ARCHIVIO di "DIZIMMU IN SASSARI"
"Chi tocca la puppa diventa padrino"
chi conosce un vizio,difficilmente lo molla...
"In camminu s'acconza ru barriu"
ho fatto una cazzata. Ma andando avanti le cose s'aggiusteranno...
"Ga no codda parenti no codda nienti"
Chi non conclude in famiglia non lo fa neanche al di fuori...
ovvero:
Diffidate dall' intraprendere operazioni commerciali con parenti
"Chi ti vegghiani oggi si e dumani no" (augurio)
che ti vedano oggi e non nei giorni futuri...
"Zi vidimmu alla Torres!"
ci vediamo presto!
"Ha pigliaddu cazzi pà frusci di trenu"
Si è confuso (versione sassarede di "lucciole per lanterne")
"L'occi che l'arenga e lu cabbu pendura pendura"
(in seguito ad un rutto del proprio interlocutore)
che ti possano diventare gli occhi a forma di aringa e la testa a penzoloni.
"La magnazzona a curu e ri mani che la cazzoffa": (augurio)
che possa soffrire di un irrefrenabile prurito al deretano e le mani
a forma di carciofo così da non poterti grattare.
"Masthiga brodu"
Uomo intelligentissimo, masticatore di liquidi.
"Farazzira finza all'isthazioni"
Tenace, molto tenace, troppo tenace
"Crabbaggiu"
Uomo fine o quasi.
"Tontu chi cazzu d'Ainu"
Persona un po dura di comprendonio
"Alla cazzu di ghani"
cosa fatta "non proprio in maniera idonea"
"Tontu che la nappa"
persona poco furba
"A chi no t'innanndi a Rizzeddu"
esoratazione normalmente rivolta a persone "stravaganti"
"Ti si fozziani l'occi chi l'eba viscì" (augurio)
la tua vista sia lunga quanto il durare di una bollicina d'acqua frizzante...
" Farazzi li vasi "
Abbr. vai a cagher, Portare giù il vaso da notte e svuotarlo nottetempo per la via.
"Zimboina di Santa Maria"
Es. Và li titti chi la z..
Cosa enorme di forma di cupola.
"Curu di marassentu"
Persona che non sta mai ferma. Rompiballe.
Es. Sei un c..
"Ancu ti pissighia l'eba di lu Vajont"
E' l'augurio, a volte affettuoso, di chi si augura che tu possa essere perseguitato da catastrofi, non necessariamente naturali
"Ancu ti pissighia la pallottola di Kennedy" (intonazione sussinca d'obbligo)
Augurio di buona fortuna ...
"Chi ti vegghiani currendi da un'incrocio all'althru a Saraievo"
Augurio di buona fortuna ...
"Chi ti vegghiani currendi curu triccia triccia"
Fuga con umidità nelle terga
“Assè Curruddu e affusthiggaddu”
Ritrovarsi oltre che cornuto, fustigato
"M'hai fattu dui cuglioni cummenti li mirinzani di Logulentu"
Caro amico: sono lieto di ascoltare i tuoi racconti, ma si è fatto tardi ......
"Già no ti sei punti l'occi ……"
espressione usata per indicare una persona che ha scelte raffinate
"a paracqua apertha e culu triccia triccia"
Sei talmente messo male che anche con l'ombrello ti bagni
"Bai, chi vai fiaggu di mogano..."
detto a persona che tramite le sue azioni si è messa nei pasticci, tanto da avere l'odore tipico del legno con cui sono fatte le bare.
"Vai chi li dinà, di manu in manu".
Cortese augurio di buon viaggio recita
“A chi non ti soni in mezzu all'anchi di mamma doja...in chibi ja vinn'è di traffiggu”
Nel traffico, a qualcuno che esagera col clacson:
“Attaccati a lu croccu”
Attacarsi al crocco. Antico strumento metallico incernierato di forma triangolare che chiudeva l'anta senza serratura dei portoni d'ingresso. Utile da appendersi e favorire l'evaquazione di materia solida. Da fare sempre in casa d'altri.
“Lu pani a ga no ha denti”
Chi ha soldi non li sa spendere sicuramente come faresti tu.
“A pagà vè sempri tempu”
Debito che non verrà mai saldato
“Curri curri, già ti pissighi la penna”
Motto di “paperino” buonanima
“Succia muccu"
Uomo infantile
“E gos'hai lu rizzu in busciaccara?"
tipica espressione che indica una persona tirchia...
“và innòrabona”
Augurio sincero
“Và innòrammara”
Sentita Maledizione
“li mani chi la chisgina”
Mani di cenere, mani di incapace, scarsa manualità
"La brèssa di Maria Musina ti si ponghia ……"
"La brèssa di lu bronto soccorso"
Entrambe "augurano" alla persona affrettata una buona fine...(per chi non conosce Maria Musina, è stata titolare di una delle piu grosse agenzie funebri di Sassari negli anni passati...)
“Pidocciu azzaddu"
persona nata povera e, una volta diventata ricca, si dà eccessivamente arie dimenticandosi del suo passato.
"V'hai l'occi più mannu di la ventri"
quando ti servi a tavola, sei solito esagerare con le porzioni, non riuscendo puntualmente a terminare il cibo.
“Ancu ti passia Elena* innantu
* Nome dato affettuosamente alla bitumatrice
" e già ti l’hai posthu lu vinu in freschu!"
Tu si che ti sei sistemato !!
"Ammanteniddi la vronti...non sia chi t'innesciani l'occi!!"
apponi le tue mani sulla tua fronte, al fine di evitare l'espulsione dei globi oculari (causa vibrazioni); rivolto a persona che ha appena emesso, non senza un certo godimento, un vigoroso rutto
"Chi ti tocchiani tutti ri mani di ru mondu!"
che ti tocchino tutte le mani del mondo
"Si ti pongu manu mancu mamma doia ti gunnosci!"
se ti "metto mano" non ti riconoscerà neanche la tua mamma
"Mincia mia a lei!"
che il mio pene possa "arrivare" a lei!
"Ti vozzu ru guru a tana di grillo"
ti faccio il deretano a tana di grillo
"Si ti pigliu ti dronchu!"
se riesco a prenderti ti tronco (la schiena o più genericamente le ossa)
"Ancu ti ni varia un raiu!"
che tu possa essere investito da un fulmine
"Ancu ti ni varia un pisthoni"
"Bedda pacciocciona!"
lett. bella e grande vulva! famil. gran bella ragazza!
"Chissa v'ha dui titti che parini dui cabbi di pizzini!"
quella (ragazza) ha due seni che sembrano due teste di bambini
"Acchì non ti soni lu flauto in pelle?!"
perché non ti suoni il flauto in pelle (pene)? - rivolto a qualcuno che fischia o suona maldestramente e continuativamente il clackson o strumenti musicali (tipico la "chitterra")
"Acchi' non soni in mezzu all'anchi di tua muglieri, chi v'e' più traffiggu?"
perché non suoni in mezzo alle gambe di tua moglie che c'è più traffico - Rivolto a: 1.vigile urbano che fischia ripetutamente; 2.arbitro che durante un partita fischia ripetutamente contro la Dorrese (Torres) 3. automobilista che suona continuamente l'avvisatore acustico
" E lu guru a lu boi?
tipica espressione per far notare ad una persona che sta esagerando con le richieste...
"A piglià pà lu curu v'è sempri tempu, a punilla in curu ch'è un attimu!!"
Detto di chi si fa gioco altrui comodamente, ma ci vuole poco per assestare il colpo!!!
"Faraddi li Candareri, a fora li brasceri"
Come per dire.....adesso che abbiamo finito la festa, rimbocchiamoci le maniche.....
Ovvero …
"L'estate è finita. Lu tempu si farà maru .... Tutti a trabaglià"
Interpretazione meteorologica: detto utilizzato spesso a fine agosto per giustifiacre il tempo di merda ai turisti continentali incazzati.
"Ca si pécca mari si senti ..."
"Se ti offendi, vuol dire che hai una coda di paglia da qui a Porthu Torra"
"E gosa v'hai, l'osso in panza?"
detta a qualcuno molto pigro che non ha voglia di far nulla (soprattutto azioni manuali).
"Li mani chi lu milesu"
Ti si secchino le mani. Dal famoso ambulante di frutta degli anni '60 (Lu Milesu) che essendo focomelico contava i soldi con i piedi
“ha frazzaddu più mince che tacchi di botta”
detto di donna di facili costumi
“a m'innesci da curu ?“
Lett.: “a te ne sposti da vicino a me ?”; "smettila di darmi fastidio"; "lasciami stare"; "forse è il caso che tu vada a farti un giro"; "vaffanculo"
“e can'dè chi mi li torri chissi dinà?”
Domanda impertinente che si solito ottine come risposta: “..e achì un induvinu soggu?!?”
“E gosa hai fattu da culu a nasu?”
Simpatica espressione colorita usata nel momento in cui si sente nell'aria un certo non so che.; La prima gallina che canta ha fatto l'uovo-
“Oh, apri la finesthra chì z'esci la balla!”
Certo che ci credo ………………
"Chi ti vegghiani posthu foggu e isthuddaddu a benzina"
Augurio;forse di origine sussinca
"V'hai più corri in cabbu tu di un paggiolu di ciogga minudda"
Tutto bene con tua moglie ????
“chi ti si magnani li caimani” / “Ti si magnani li cucciucci”
Beneaugurate. Lett. "Che tu finisca sbranato/a dai caimani/cuccioli di cane"
"Arrombaddi alla janna di ru caramasciu" (caramasciu = camposanto dalla località in cui si trova il medesimo)
Rivolto a qualcuno che, colto da un evidente attacco di improvvisa stanchezza, si appoggia in luoghi non consoni (es. la tua macchina nuova, il portone di casa, al muro in una strada stretta).
Ad una ziminata: “e l'acqua non l’avete portata ???”.
Risposte dello ziminere a chiarire che l’acqua non è di casa ……:
"Perché? Le mani sporche c'hai?"
"Non è ora di lavare la macchina"
"No, che il fuoco ci occorre ancora"
"E mica abbiamo detto che facevamo la pasta!"
“Beato l'uomo che arriva si siede e mangia, non paga e dice ciao ciao.”
Constatazione dello Zimiere dopo aver considerato che cucinare lo Zimino è una gran rottura di palle. “Un'ora girendi e rigirendi, lu fummu e lu foggu chi si isthuda”
"Azz compà....e gga si lu magna tuttu chistu pani?" (Tormentone tipico da ziminata)
Declamazione delle immortali parole del bardo da parte dell'arguto di turno, alla vista di un panino (o una spianata solitaria) vicino a 15-20 boccioni di vino.
Alla visione di una bella e prosperosa (dezi chili in pettu …) figliola, il sassarese al mare domanda:
"Mascì ma tutte tue sono ?"
Ed ella (con sottile ironia) risponde:
"Acchì tu la mincia a mezz'appari con babbu doiu vi ‘rai?"

SE ERI UN BAMBINO SASSARESE NEGLI ANNI ’60, DI SICURO:

A furor di popolo, tolgliamo dal limbo dei commenti
e pubblichiamo separatamente l'opera prima di ryoga.
FENOMENOLOGIA DEL MONDEZZINO
Secondo recenti studi delle teorie evoluzionistiche di Darwin, l'anello mancante tra l'homo sapiens sapiens e l'homo di Cromagnon potrebbe collocarsi nella figura del mondezzino sassarese.
Recenti studi hanno dimostrato che la sua provenienza è collocabile intorno alla zona del Monte alto, anche se l'evoluzione ha dato i maggiori frutti sopratutto nelle zone periferiche quali S.Maria di Pisa e Latte Dolce, con un inconsueto quanto prolifico addensamento in via Ugo la Malfa.
Veniamo a descrivere le principali caratteristiche morfologiche e sociologiche del mondezzino:
Il mondezzino predilige le ore post-meridiane per far sfoggio di tutta la propria caratura culturale. Non sarà difficile per un cultore antropologico, l'avvistamento sui tram 1 e 3; senza dimenticare la collocazione in Piazza Castello, anche se recenti studi ne prevedono il ritorno in Piazza Fiume.
Il mondezzino ha solo due argomenti di discussione:
a) la moto
b) le risse
Per quanto riguarda l'argomento moto, il mondezzino è una miniera di sapere, nonostante il fatto che la discussione faccia perno su alcuni topos tra cui:
"i pezzi da novanta"; "marmitta polini"; "me la faccio preparare da mariani"; "strozzature"; "ni succia umbè"
I discorsi son sempre accesi e l'attenzione del mondezzino è sempre ai massimi livelli quando si parla di ciclomotori e preparazioni affini.
Di chiaro stampo mondezzino sono i racconti sulle risse.
Essi in genere vengono fuori quando il mondezzino ha esaurito gli argomenti (quindi piuttosto di frequente visto che può optare solo sulla conoscenza della moto).
Generalmente il mondezzino che racconta di una rissa in cui era uno dei due protagonisti, sarà difficile che racconterà di una sconfitta.
La tendenza è quindi quella di una narrazione romanzata, dai tratti fortemente epicizzati, nel quale il protagonista viene provocato e sfidato in battaglia, e con strenuo valore dimostra la propria virilità disarcionando il nemico.
Naturalmente i toni sono di tutt'altra caratura:
"e caz chiddu mi fazzi caz... e allora io caz ni boggu la catena dalla moto e s'è cagliaddu muddu".
Possiamo vedere quindi come in ogni caso la moto torni sempre e comunque in ogni argomento.
Trattasi davvero di un elemento catartico per il mondezzino, che ne contraddistingue l'efficacia e maggiori carte da giocare per la giostra dell'accoppiamento.
Generalmente Zip, Phantom, F10, Typhoon, Califfone (nei tempi d'oro).
Abbigliamento del mondezzino:
in moto: Casco indossato tanto per non prendersi la multa, praticamente ad altezza cervelletto con cappellino essenza indossato sotto.
in giro ESTATE/INVERNO: Giubbotto nero con pellicciotto, jeans e scarpe Cult con punta in ferro (ottima per le risse). Magliettina attillata con deodorante (badate bene DEO-DO-RAN-TE: la parola profumo non è compresa nel vocabolario)AXE Africa spruzzata non sulla pelle ma direttamente sopra gli indumenti: circa una lattina di prodotto ogni volta che esce. Gel dei cappelli marca DATREDIZZI di cui il vero mondezzino in assoluto si scorda di spalmare bene lasciandone qualche residuo visibilissimo.
Le teorie sulla prossemica (studio della distanza sociale) hanno una ramificazione particolareggiata per quanto riguarda lo studio di questa categoria sociale:
DIVERTITO: collo in avanti che oscilla, bocca semi aperta ed esclamazioni del tipo "caz troppo togo, caz oh pazzo".
INCAZZATO: vena del collo in procinto di esplosione, rossore improvviso, movimenti convulsi e a scatti di spalle e braccia. Ricerca spasmodica di una locazione tra due compari per far finta di farsi trattenere dal picchiare qualcuno.
PROVOCATORE: sorriso beffardo, mano che mena schiaffetti e la tipica espressione: "mi sei pigliendi pa lu guru?".
Sul tema dell'innamoramento gli studiosi dibattono lungamente se si tratti di vero e proprio sentimento metafisico o semplicemente di estro sessuale tipico del maschio che entra in calore: nel dubbio ci asteniamo da qualsiasi commento a riguardo in attesa di ulteriori sperequazioni.
Questa lista è chiaramente di tutti, può essere corretta allargata completata.
Preciso infine di non avere niente contro chi si veste o si comporta più o meno
come ho anche un po' fantasiosamente descritto, avendo io un bel po' di amici così.
Era insomma una cosa pà ridì e non per offendere.
LA COMPAGNA DEL MONDEZZINO
La compagna del mondezzino ama stare l'ottanta per cento del suo tempo sopra il ciclomotore del suo ragazzo, quasi come gli Unni passavano la maggior parte del tempo a cavallo.
Generalmente le mondezzine indossano sorta di pellicciotti bianchi nei mesi invernali, mentre in quelli estivi prediligono magliette corte sopra l'ombelico, fuseaux consunti e zeppe mai in disuso.
prediligono il casco a scodella col rivestimento rosa De puta Madre.
Sono loro a scegliere il maschio per la copula e secondo alcuni studiosi la scelta ricade o sul leader della greffa o sul possessore del miglior mezzo di trasporto.
Le mondezzine al contrario di quanto si possa ritenere basandosi su un'analisi superficiale, non sono affatto dedite ad ogni lascivia.
La loro ferrea educazione cattolica impone una sorta di pudicizia piuttosto estremizzata nei primi tempi del rapporto con il mondezzino, il quale però -esperto amatore e conoscitore a orecchio di canzoni struggenti in LA Minore- sa come capovolgere ogni situazione.
Si passa quindi da una fase di pudicizia ad una di totale esternazione delle proprie pulsioni. vediamo qualche es.
"oh ascò Chiarè, mi sto imboscando con Tore a crocerare dietro quei cassonetti".
"caz, ho scopato così tanto chistha ghedda chi mi fazzini mali le ovaie".
Le mondezzine ultimamente hanno preteso dai loro compagni, maggiori attenzioni non sessuali.
Ora è probabile che questa condizione sia dovuta al fatto che le mondezzine, uscendo nel tardo pomeriggio, passino il tempo a confrontare i loro maschi con quelli di Uomini e Donne e di quel romanticumine patinato e pacchiano.
Non è ancora una certezza, ma non è del tutto da escludere.
Sui tram le mondezzine non parlano tra di loro: urlano.
sarà capitato a chiunque di salire sulla uno o la tre e vedere qualche ragazza ipertruccata e pensare:
"beh se avesse meno trucco sarebbe proprio carina".
Poi quella stessa riceve una chiamata al cellulare con la suoneria di Mango e ne esce da bocca una voce che ti ni fazzi passà tutta la gana.
Sulla tonalità di voce della mondezzina non è possibile soffermarsi in maniera adeguata in questa breve analisi; ma distinguiamo comunque almeno due timbri vocalici:
-vagamente sussinca (uso frequente dell'intercalare "gaz")
-lattedolcina (uso frequente dell'intercalare "cioè" "troppo bono").
Concludiamo con una delle cose più belle offertici dalla città di Sassari: il litigio tra mondezzine.
Generalmente causato da due fattori:
a) la tipa si sta crocerando il ragazzo dell'altra
b)la tipa sparla dell'altra
La mondezzina non attende di chiarire se le voci che sono arrivate al suo orecchio siano vere o pretenziose; essa parte all'attacco come un amazzone, ma raramente si raggiunge lo scontro fisico; accesissimo è invece lo scontro verbale.
La componente ironica risiede nel fatto che la mondezzina chiama la sua vittima in disparte, in modo da non attirare l'attenzione verso di se; ma bastano pochi secondi perchè tutta piazza castello (esempio frequente) si raduni davanti all'acceso diverbio di natura antropologico-territoriale.
Concludiamo con alcune tra le più frequenti affermazioni durante questi litigi, poichè non ci può essere miglior caratterizzazione se non quella offerta da questi esempi:
"oh bella bè stai molto attenta"
"mi ci metti quattro palmi di faccia in culo"
"ma cosa sei dizzendi che ti hanno visto tutti con Barroccu dietro la COOP"

Nel titolo del BLOG "Sassareserie" abbiamo da subito eletto "FONDATORE" il misterioso "benemerito" che con il DECALOGO DEL SASSARESE AL MARE ci ha fatto fare un sacco di sane risate. E da tempo cercavamo di scovarlo.
E all'improvviso: "MILLO MI' !!!!!" E' lui o non è lui ????
Si presenta come anonimo ma si firma "Il misterioso autore del decalogo del sassarese al mare."; e ci dice " ..... non credo che contribuirò in futuro alla stesura di nuovi capolavori di cotanta intensità letteraria ....".
Noi lo salutiamo, riportiamo in prima pagina il suo messaggio (che trovate in commento all'articolo "Altre idee di Sassareserie da conservare ???") e lo invitiamo a scazziare ancora insieme a noi con il nome di battaglia "lu presidente"
In suo onore, ripubblichiamo il "capolavoro" DECALOGO DEL SASSARESE AL MARE.
A videzzi
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MESSAGGIO DEL Presidente
Carissimi.
E'giunto l'atteso momento dell' "outing" del misterioso autore del decalogo del sassarese al mare. Eccomi.
Con immenso piacere noto che attorno al mio decalogo (con 8 regole e non 10)si sia creato un movimento artistico-culturale di notevole portata per la città di Sassari e vedo che in molti si stanno cimentando in descrizioni socio-antropologiche di notevole interesse.
Chiariamo alcuni misteri sulla madre di tutte queste opere di elevato spessore.
Intantoil decalogo ha 8 regole e non 10 per il semplice motivo che dopo l'ottava mi sono rotto le balle di scrivere.
Ho letto da qualche parte qualcuno che si lamentava perché il decalogo risultava offensivo nei confronti di persone che a Sassari sono sempre state emarginate; sia chiaro che quanto scritto non è riferito a nessuno in particolare e non ha certo l'intenzione di offendere o giudicare nessuno. Si tratta semplicemente di una serie di stronzate (è qualcuno ha fatto bene a sottolinearlo) buttate lì per ridere in tipico stile cionfraiolo. Altri hanno sostenuto che il decalogo esisteva già dagli anni ottanta.
Balle.
L'opera, anzi il capolavoro (modestamente), è stato concepito e scritto a metà luglio del 2006.
Poiché non credo che contribuirò in futuro alla stesura di nuovi capolavori di cotanta intensità letteraria, auguro ai miei "discepoli" un buon lavoro, soprattutto a ryoga82 che mi pare abbia di gran lunga superato il maestro nella sua opera prima dedicata alla controversa figura del Mondezzino.
Saluti a tutti.
Il misterioso autore del decalogo del sassarese al mare.

DECALOGO DEL SASSARESE AL MARE
(nella foto: il mitico Lido Iride nel 1970)
1) Il vero sassarese non va al mare, ma "fara a Platamona" che non è la semplice spiaggia dei sassaresi, ma un vero e proprio microcosmo, un concetto filosofico, un alto ideale,uno stile di vita esclusivo che solo un sassarese doc si può permettere.
Per fortuna la tradizione non si è ancora persa.
Ziminate e o non ziminate, il Sassarese canta ancora e la raccolta è partita subito con il botto !!
(non sarà che lo zimino, sotto sotto e di contrabbando, circola ancora ????
Amici: NON SI PUO' !! E' ILLEGALE ...........)
Già dal primo giorno sono pervenuti un bel gruppo di Sindaci, tradizionali e non, ivi incluso un originale (per la redazione....) Sindaco di Vienna (cui diamo il benvenuto a Sassari).
COME PROMESSO TERREMO AGGIORNATO L'ARCHIVIO
(in ordine sparso e tenendo conto delle correzioni e integrazioni che ci facciamo a vicenda)
INCIPIT
E gantemmu tutti ganti di ri sindagi ri ganti!!(femmu ru coro)
E gantemmu tutti ganti di ri sindagi ri ganti!!(femmu ru coro)
E pà tutti so durori a cuminzà da montresori..
Lu Sindaggu di Sassari
E lu Sindaggu di Sassari, s'ha vinduddu Platamona ....
E lu Sindaggu di Sassari, s'ha vinduddu Platamona ............
Pa dà modu a li Sussinchi di infundissi la pizzona ...
Trallallero, larillallla aaaaaaaaaa
Lu sindaggu d'Aglientu
E lu sindacu d'Aglientu, candu troddia fazzi bentu...
E lu sindacu d'Aglientu, candu trooooddia fazzi bentu......
Da levanti e da ponenti semmu biondi stranamenti...
Trallallero, larilla
Lu sindaggu di Badesi (alternativa omologata: Sindaggu di THIESI)
E lu sindaggu di Badesi cun lu gazzu azza li pesi ...
E lu sindaggu di Badesi cun lu gazzu azza li pesi
N'azza un chilu n'azza un ettu v'ha ru gazzu sempr'arrettu
Trallallero, larilla
Lu sindaggu di Casteddu
E lu sindagu di Casteddu nu ru biglia si no è nieddu...
E lu sindagu di Casteeeeeeddu nu ru biglia si no è nieddu...
ma se è longu un metro e trenta si ru biglia e s'accontenta..
altro giro, altra corsa .....
E lu sindaggu di Castheddu no lu biglia si no è nieddu
E lu sindaggu di Castheddu no lu biglia si no è nieddu
Si lu dumanda isthai siguru chi lu biglia sempre in curu
Lu sindaggu di Cagliari
E ru sindagu di Cagliari s'ha vinduddu lu boetto...
E ru sindagu di Cagliari s'ha vinduuuuuddu lu boetto...
L'ha vinduddu a l'africani pa biantazzi ri banani,
Trallalera larillala...
Lu sindaggu di Olbia
E lu sindaggu di Olbia v'ha la figlia chi è una Droia
E lu sindaggu di Olbia v'ha la figlia chi è una Droia ....
si li dai duimiria franchi ti ni succhia puru l'anchi
trallalera larillala...
Lu sindaggu di Vienna
E ru sindagu di vienna ni ru gazzu v'ha l'antenna...
E ru sindagu di vienna ni ru gaaaaaaazzu v'ha l'antenna...
se li giri ri guglioni piglia tutti ri sthazioni
Trallallera larillala
Lu sindaggu di Bosa
E lu sindaggu di Bosa v'ha la mincia assai fiaggosa
E lu sindaggu di Bosa v'ha la mincia assai fiaggosa
Si lu tocchi sottu sottu, già v'acciappi lu riggottu ....
Trallallera larilla llla aaaaaaaa
Lu sindaggu di Sossu
E lu sindaggu di Sossu v'ha la figlia ch'è un mossu (il coro: di cannaaaaaa)
E lu sindaggu di Sossu v'ha la figlia ch'è un mossu (il coro: di cannaaaaaa)
Si vi tocchi lu pacciocciu ti pissighi cu lu rocciu
Trallallera larillalla .......
Lu Sindaggu di Nuoro
E lu Sindagu di Nuoro candu troddia fazzi un coro
E lu Sindagu di Nuoro candu troddia fazzi un coro.
Fazzi un coro di angioletti cu li gazzi sempri arretti.
Trallallero larilla lla.
Lu sindaggu di Usini
E lu sindagu di Usini s'ha cumparaddu la limùsini
E lu sindagu di Usinis'ha cumparaddu la limùsini
Pà pusthazzi ri bagassi, beddi bassi brutte o grassi
Trallallero larillalà
Lu sindaggu di PIAGHE (Ploaghe)
E Lu sindaggu di PIAGHE s'è caggaddu nelle braghe ....
E Lu sindaggu di PIAGHE s'è caggaddu nelle braghe ....
S'è caggaddu la mutanda se cammina a bè che sbanda .......
Trallallero larillalà
Lu Sindaggu di PIRRI
E lu Sindagu di PIRRI candu troddia fa zicchirri
E lu Sindagu di PIRRI candu troddia fa zicchirri
Azza sempri un bè li vozzi achì v'ha li balli in crozzi
Trallallero larilla lla
altri sindaci in arrivo ...................
GRAN FINALE
Di li sindaghi li fatti a cantalli semmu isthracchi ...
Di li sindaghi li fatti a cantalli semmu isthracchi ....
Di cantà chistha canzoni n'emmu pieni li cuglioni
Trallallero larilla llaaa
a 15:10

Cari appassionati di SASSARESERIE
Dopo un mese circa di cionfra in rete, zi semmu abbizzaddi che di molte Cose e Cosette di Sassari e Dintorni (come dice il grande Manlio Brigaglia accudiddu, ma più sassaresu di noi !!!) v'hè gana di fabbiddà, iscribì e buffunà un bè.
Abbiamo proposto con successo:
Tutti a dire che il contrabbando di zimino è fiorente ....NOI COME AL SOLITO TERREMO IN ORDINE L'ARCHIVIO.

E' vero o non è vero ???
Il Sassarese è "sempri in festha". O quasi ............
E "in festha", il motto è sempre "Poni a bì e a magnà"
E " dopo aver mangiato, mangiato e ben bevuto ........" come insegna il Decalogo:
Boga la chiterra e vai !!!!!
Non manchino mai i cavalli di battaglia come:
Ma scagli il primo "imbuschu" chi non ha mai cantato (e composto dal vivo coadiuvato dai fumi di qualche cassa di birra) qualche
SINDACO
La composizione del primo sindaco (per i profani, stornello in rima di trallallero intitolato a fantomatici sindaci di paesi della Sardegna) pare si perda nella notte dei tempi risalendo ai tempi del Giudice Mariano.
Quanti siano NON SI SA, e la tradizione rischia di perdersi con la diminuzione delle classiche occasioni propizie: LE ZIMINATE
Sempre per i profani: le ZIMINATE sono mega arrostite di interiora di bovino rese più difficili dal divieto di commercio seguito alle vicende della Mucca Pazza.
Difficili, ma non impossibili. (Ci torneremo .......)
SASSARESERIE lancia un'altra raccolta "in cionfra":
Chi si ricorda uno dei "sindaci" lo riporti sul BLOG e noi ci impegniamo a metterli tutti insieme. Per non perderli .......
OVVIAMENTE: VI RICORDIAMO NOI IL CAPOSTIPITE:
LU SINDAGGU DI SASSARI
E lu Sindaggu di Sassari, s'ha vinduddu Platamona ....
E lu Sindaggu di Sassari, s'ha vinduddu Platamona ............
Pa dà modu a li Sussinchi di infundissi la pizzona ...
Trallallero, larillallla aaaaaaaaaa
--------------------
I SINDACI Dovrebbero essere almeno una trentina.
Speriamo di rintracciarli tutti.
Buon divertimento

Z'HANNI CUNNISCIDDU !!
In pochi giorni di buffunadduri questo BLOG di scazzio in libertà è stato visitato da un po di compari sassaresi in giro per il mondo!
E in giro per l'Italia: Sardegna, Lazio, Lombardia, Toscana, Marche, Abruzzi, Calabria, Piemonte, Campania, Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige, Sicilia,
E se non sono tutti Sassaresi ????
BEDDI FIGURI !!
Amigghi e compari che zi liggiddi da luntanu: lassedi un segno inoghi ...
Nomi di battaglia:
quasi 360 !!
quota zincuzzentu in arrivo !!
La grande raccolta di nomi e nomignoli tipici è arrivata a 357 .
Personaggi mitici di quartiere, viventi e non, controllori di Tram e un bel gruppo di vigili urbani passati alla storia per averci cazziato in gioventù.
Non mancano vari personaggi con "qualche precedente" e altri sassaresi giovani e meno giovani passati alla storia cittadina per le loro gesta.
E quelli tratti dalle "GOBBULE" non sono meno interessanti ......
Cosa dite: oltre al nome di battaglia, indichiamo come è nato ???
SEMPRE SENZA TIRARE IN BALLO NESSUNO CON IL SUO NOME E COGNOME
Buffunemmu, ma comportiamoci da signori !!
Buon divertimento
NOI COME AL SOLITO TERREMO IN ORDINE L'ARCHIVIO.

REGOLE DEL BLOG "sassareserie"
Il turpiloquio è ammesso.
Ogni tipo di grezzata sarà tollerato.
E' vietato, pena cancellazione immediata del post fare nomi e cognomi, fatta eccezione per personaggi mitilogici di Sassari (tipo Trappadè, Lu Milesu, Zuniari di Molafà, etc).
Si rammenta inoltre che alcuni nomi di battaglia sono coperti da copyright e di proprietà dei rispettivi detentori:
Sono stati in seguito rivendicati i vari nomi di battaglia riportati nella apposita sezione continuamente aggiornata.
Semmu di sassari ......
Scriveteci e inviate le vostre proposte a : sassareserie@gmail.com
La greffa di Sassareserie è la stessa dell'ACCADEMIA DELLO ZIMINO.